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Criminalita & caccia

Turgovia: ottavo caso di bracconaggio di caprioli in 17 mesi

La polizia cantonale della Turgovia segnala già l'ottavo caso di bracconaggio di caprioli da gennaio 2025, da ultimo un animale trovato morto a Erlen dopo essere stato ferito, che ore prima era stato colpito «in modo non professionale e illecito».

Redazione Wild beim Wild — 19 maggio 2026

Il 5 maggio 2026 è stato rinvenuto un capriolo morto nel giardino di una proprietà sulla Hauptstrasse a Erlen.

Le successive indagini della polizia cantonale hanno rivelato che l'animale era stato ferito da un colpo diverse ore prima in un luogo sconosciuto, era poi fuggito ferito e infine era morto. Secondo la comunicazione delle autorità, il fatto viola contemporaneamente tre leggi: la legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici, la legge sulle armi e la legge sulla protezione degli animali, in particolare la fattispecie di maltrattamento di animali.

Otto casi in diciassette mesi

Da gennaio 2025 questo è già l'ottavo caso documentato di bracconaggio di caprioli nel Cantone di Turgovia. Questa frequenza non può più essere classificata statisticamente come casuale: corrisponde a circa un caso scoperto ogni due mesi, mentre il numero di casi non denunciati è, secondo le valutazioni degli esperti, considerevolmente più elevato. Nello stesso cantone, nell'anno venatorio 2024, sono stati abbattuti complessivamente 2'333 caprioli dai cacciatori ricreativi nell'ambito della normale caccia ricreativa. Il bracconaggio di caprioli non avviene quindi nel vuoto, bensì in un contesto in cui sparare ai caprioli è amministrativamente e socialmente normalizzato.

La parola «non professionale» e il suo significato

Nella sua comunicazione, la polizia cantonale sceglie la formulazione secondo cui l'animale sarebbe stato abbattuto in modo «non professionale». In tal modo non descrive soltanto un atto illecito, ma esplicitamente anche un livello tecnico carente. Questa constatazione coincide con la valutazione di IG Wild beim Wild, che in uno studio è giunta alla conclusione che i cacciatori ricreativi, rispetto ad altri gruppi di tiratori, sono tra i peggiori. Il fatto che un animale, dopo essere stato colpito, fugga ferito e muoia atrocemente ore più tardi non è la rara eccezione, ma nella caccia ricreativa rappresenta un problema strutturale documentato.

Chi sono i bracconieri? Il mito dell'emarginato

Nella percezione pubblica il bracconaggio viene spesso associato a emarginati notturni. La situazione documentata negli atti in Svizzera mostra un quadro diverso. Nel Prettigovia, nel 2021, la polizia cantonale dei Grigioni ha chiarito dieci casi in cui un cacciatore ricreativo locale, dal 2014, aveva regolarmente abbattuto camosci e caprioli maschi, nonché cervi a corona non cacciabili, al di fuori dei periodi di caccia. Nel Cantone del Giura, quattro cacciatori ricreativi, tra cui un aiuto guardiacaccia, hanno bracconato tra il 2002 e il 2006 complessivamente 138 caprioli, 36 lepri, 12 cinghiali e 11 camosci. Nella realtà, i confini tra caccia ricreativa autorizzata e bracconaggio sono sfumati.

Problema strutturale di controllo nel sistema di caccia per riserva

Il Canton Turgovia è uno dei cantoni con caccia per riserva, in cui i comuni affittano il diritto di caccia a società venatorie. In questo sistema, il controllo della caccia ricreativa è strutturalmente compromesso. Nella maggior parte dei cantoni sono le amministrazioni venatorie stesse, ovvero autorità istituzionalmente intrecciate con i cacciatori ricreativi, a dover sanzionare le infrazioni. Il servizio faunistico, che effettua i controlli sul campo, è nettamente sottodimensionato in termini di personale. A fronte di centinaia di cacciatori e cacciatrici per hobby, in molti cantoni vi è solo una manciata di guardiacaccia.

Il modello ginevrino come alternativa

Nel Canton Ginevra la caccia ricreativa è stata abolita il 19 maggio 1974 tramite votazione popolare. Da allora, guardiacaccia professionisti svolgono i compiti di regolazione che altrove sono delegati alla caccia ricreativa. Il tasso di morte immediata del tiro professionale, pari a circa il 99,5 percento, è nettamente superiore a quello della caccia ricreativa. Con un tale modello, anche il problema del bracconaggio di caprioli sarebbe strutturalmente inquadrato in modo diverso: dove non esiste una caccia ricreativa privata con affitti, quote e pressione sulle catture, vengono meno i principali moventi e le occasioni di bracconaggio da parte dei cacciatori ricreativi.

Segnalazioni alla centrale d'emergenza 117

La polizia cantonale turgoviese invita la popolazione a segnalare osservazioni sospette nonché ritrovamenti di animali selvatici uccisi o feriti tramite la centrale d'emergenza 117. Ogni osservazione può essere un tassello per il chiarimento, un chiarimento che in molti altri casi di bracconaggio in Svizzera fallisce a causa di debolezze strutturali.

Approfondimenti sul tema su wildbeimwild.com: Criminalita e caccia ricreativa · Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera · Modello ginevrino: cantone svizzero senza caccia ricreativa · Cacciatore ricreativo ticinese condannato come bracconiere · Statistiche degli incidenti di caccia mortali

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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