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Caccia

La Svezia ferma gli abbattimenti di lupi nel 2026: un segnale alla Svizzera

Un tribunale svedese ha bloccato la pianificata caccia su licenza ai lupi nel 2026. La motivazione tocca il cuore di qualsiasi politica di abbattimento: le autorità non avrebbero dimostrato in modo sufficiente che le uccisioni siano compatibili con il mantenimento di una popolazione stabile di lupi.

Redazione Wild beim Wild — 22 dicembre 2025

È una decisione che va ben oltre la Svezia, perché riporta al centro una domanda semplice: chi vuole autorizzare i fucili deve dimostrare che la tutela della specie non ne risulta danneggiata.

Cosa è stato fermato in Svezia

Erano previsti abbattimenti a partire dal 2 gennaio 2026, per un totale di fino a 48 lupi. Le organizzazioni ambientaliste hanno impugnato le licenze di caccia regionali davanti al tribunale amministrativo e hanno ottenuto ragione. Le decisioni regionali di abbattimento per il 2026 sono così bloccate, almeno provvisoriamente.

Che proprio nel caso di un grande predatori politicamente conteso come il lupo l'onere della prova non possa essere semplicemente sostituito da slogan come «regolazione della popolazione», è la vera notizia.

Perché la sentenza è politicamente scottante

In molti paesi il lupo non viene più trattato come una questione di tutela delle specie, bensì come una questione di potere: chi stabilisce quanti animali sono «troppi»? In Svezia lo stop dimostra che i tribunali non lasciano passare senza esame questa reinterpretazione quando mancano basi solide.

Il caso parallelo svizzero: Fabio Regazzi e la logica dei tetti massimi

È proprio a questo punto che la decisione diventa rilevante per la Svizzera. Fabio Regazzi (Die Mitte/TI) rappresenta da anni una linea politica che, riguardo al lupo, vuole allontanarsi dalla valutazione caso per caso per orientarsi verso obiettivi di popolazione stabiliti politicamente e interventi facilitati. Le sue iniziative mirano a rendere la gestione dei danni da lupo «più efficace» abbassando le soglie e semplificando gli interventi.

Secondo quanto riferito, Regazzi chiede attualmente persino un cambio di sistema, in cui in Svizzera venga tollerato solo un determinato numero di lupi. È il linguaggio del tetto massimo, non della tutela delle specie.

Wildbeimwild ha definito questa politica come «colpi affrettati» perché non risolve i conflitti, ma fa dell'abbattimento la risposta standard, mentre la prevenzione, la protezione delle greggi e il controllo dello Stato di diritto passano in secondo piano.

Ciò che la Svezia mostra indirettamente alla Svizzera

La decisione svedese non è una romantica celebrazione del lupo. È un sobrio promemoria che la politica sulla fauna selvatica non può essere gestita sulla base di verità percepite. Quando in Svizzera politici come Fabio Regazzi vogliono «tenere sotto controllo» il lupo attraverso numeri e obiettivi, la domanda centrale deve essere: dove sono le prove che tali interventi non indeboliscano permanentemente la protezione della specie e la biodiversità?

I tribunali possono, come dimostra la Svezia, diventare un correttivo quando le maggioranze politiche cominciano a reinterpretare il diritto alla protezione come diritto alla caccia. Per la Svizzera questo è un segnale d'allarme: non è il lupo ad essere «troppo prolifico». Ciò che ha avuto successo è soprattutto la strategia di trasformare una complessa coesistenza in un programma di abbattimento.

La Svezia ha messo il dito nella piaga: gli abbattimenti non sono un fine a sé stanti né una valvola di sfogo politica. Necessitano di motivazioni solide e limiti rigorosi. Proprio per questo vale la pena guardare verso nord, quando a Berna si torna a parlare di numeri di lupi invece che di soluzioni, e quando voci come quella di Fabio Regazzi vogliono affermare l'abbattimento come normalità.

Azione partecipativa: Chiedete al vostro comune, a causa della catastrofica politica del consigliere federale Albert Rösti (UDC), una domanda di condono per le imposte federali e cantonali in ragione del recentemente approvato abbattimento di lupi in Svizzera. La lettera tipo può essere scaricata qui: https://wildbeimwild.com/ein-appell-fuer-eine-veraenderung-in-der-schweiz/

Di più sul tema della caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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