Chasseral: contratti segreti tra il promotore dell'energia eolica e i comuni
Un nuovo scandalo nel Giura bernese è un esempio esemplare di come i promotori dell'energia eolica in Svizzera tentino, con metodi sleali, di influenzare l'opinione pubblica a favore dell'energia eolica.
Dopo oltre 13 anni, su pressione dell'associazione Mont Sujet Libre, sono stati resi pubblici i contratti strettamente riservati tra il gruppo energetico friburghese Groupe E e i comuni dell'altopiano bernese Plateau de Diesse.
Da 13 anni il comune giurassiano-bernese Plateau de Diesse, sul Chasseral, è obbligato a rendere gradita alla propria popolazione un parco eolico, e per questo riceve denaro dal gruppo energetico friburghese «Groupe E».
È lecito ritenere che in numerosi altri comuni svizzeri siano stati conclusi accordi segreti tra i gruppi energetici e i consigli comunali: denaro in cambio di propaganda a favore dell'energia eolica. I cittadini e le cittadine del nostro paese vengono così tratti in inganno.
L'associazione Mont Sujet Libre è membro della federazione cantonale Freie Landschaft Bern-Jura-Neuenburg. Essa si oppone criticamente al parco eolico sul Mont Sujet (in tedesco Spitzberg), la prominente prima catena del Giura tra il Chasseral e il lago di Biel. Per lungo tempo il Cantone di Berna non voleva alcun parco eolico sul Mont Sujet. In modo sorprendente, e dopo una ponderazione distorta degli interessi da parte della Direzione cantonale degli affari interni e della giustizia (DIJ), il Cantone ha poi incluso il parco eolico nel suo piano direttore mediante decreto della consigliera di Stato Evi Allemann. Grazie alla legge sulla trasparenza, l'associazione ha potuto accedere a questi documenti altamente sensibili. Ulteriori informazioni su Protezione dell'ambiente e della natura.
Ora emerge che tutto era stato orchestrato dal promotore dell'energia eolica. I precedenti comuni di Lamboing e Diesse hanno firmato tredici anni fa con Groupe E un contratto strettamente confidenziale. Dopo la fusione dei comuni del Plateau de Diesse, il nuovo comune ha ereditato gli accordi sottoscritti dalle precedenti autorità riguardanti il progetto del parco eolico. Questi contratti, definiti «strettamente confidenziali», sono ancora oggi vincolanti per il comune, che si è impegnato a non divulgarne il contenuto a terzi, nemmeno all'assemblea comunale. Tali accordi hanno tuttavia ripercussioni significative, in particolare sotto il profilo della trasparenza e dell'informazione alla popolazione.
Un comune sotto influenza
Assumendo questi accordi, il comune di Plateau de Diesse si è impegnato a «far valere il proprio peso politico presso le autorità locali, regionali e cantonali al fine di favorire lo sviluppo armonioso dei progetti dei partner». In termini concreti, ciò significa che il comune si è obbligato a svolgere attività di lobbying a favore del parco eolico nel massimo segreto, senza informare né coinvolgere l'assemblea comunale. Tra questi impegni figura anche l'obbligo di «promuovere il sostegno della popolazione interessata». È pertanto comprensibile il motivo per cui il comune promuove attivamente il progetto da anni. La votazione consultiva del giugno 2015, in cui la popolazione del comune ha approvato il progetto, è dunque inficiata da un evidente vizio di consenso.
Grave conflitto di interessi
Ancor più preoccupante è il fatto che il comune svolge in questa vicenda un duplice ruolo: è al tempo stesso firmatario di un accordo che lo vincola a sostenere il progetto e l'organo competente per l'esame del dossier e la decisione sulla notifica preliminare relativa al piano di utilizzazione e al permesso di costruzione. Tale conflitto di interessi compromette l'obiettività e l'indipendenza necessarie per una valutazione imparziale del progetto, rendendo giuridicamente contestabili le future decisioni.
Una questione finanziaria
In cambio del loro sostegno a Groupe E Greenwatt, il comune riceve una compensazione finanziaria. I documenti ottenuti dall'associazione Mont Sujet Libre sono stati tuttavia oscurati su questo punto, cosicché gli importi esatti non sono noti. La realtà economica dietro il discorso ufficiale sulle energie rinnovabili è spietata: la costruzione di parchi eolici è un affare estremamente lucrativo, ma solo per il promotore del progetto. Il 60% dei costi di investimento è sovvenzionato con denaro pubblico, mentre l'investitore finanzia solo il 40% del progetto e ne diventa comunque l'unico proprietario degli impianti. I comuni ricevono solo un importo minimo, insufficiente a compensare la perdita di attrattività e il disagio per i residenti. In definitiva, il parco eolico rischia di trasformarsi in un autogol finanziario per il comune. La lobby del vento ne è lieta.
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