Le PFAS delle turbine eoliche minacciano la fauna selvatica
Negli ultimi anni l'utilizzo dell'energia eolica ha guadagnato importanza, e con essa anche il dibattito sugli impatti ambientali delle turbine eoliche.
Un'attenzione particolare è rivolta ai potenziali agenti inquinanti rilasciati da questi impianti, in particolare per quanto riguarda le sostanze alchilate per- e polifluorurate (PFAS).
Queste sostanze chimiche sono note per la loro persistenza nell'ambiente e per i potenziali rischi sanitari sia per gli animali che per gli esseri umani.
Le PFAS, note anche come «sostanze chimiche eterne», sono un gruppo di composti chimici utilizzati in un'ampia gamma di prodotti, tra cui imballaggi alimentari, materiali ignifughi e nel trattamento superficiale delle turbine eoliche. La loro particolare struttura chimica le rende estremamente stabili e difficilmente degradabili, il che porta a un accumulo nell'ambiente.
Le turbine eoliche sono composte da diversi materiali, tra cui metalli e materie plastiche, che possono contenere composti chimici. Durante l'utilizzo e il funzionamento delle turbine si verifica un'abrasione, principalmente delle pale del rotore, che si disperde nell'ambiente. Tale abrasione rilascia potenzialmente sostanze inquinanti come le PFAS.
A causa dell'abrasione sotto forma di polveri fini delle turbine eoliche, vengono rilasciate quantità incredibili di microplastiche e fibre di carbonio che contaminano aria, suolo e acque sotterranee. Una volta che le fonti di acqua potabile nelle vicinanze sono contaminate da fibre di carbonio, devono essere chiuse e rimarranno contaminate per decenni. Né è possibile prevenire l'abrasione delle turbine eoliche, né è possibile rimediare alla contaminazione del suolo e delle acque sotterranee. Più gli impianti diventano alti e grandi, più sono pericolosi.
Attuali studi scientifici esaminano la correlazione tra l'abrasione delle turbine eoliche e l'esposizione della fauna selvatica con PFAS. I risultati indicano che le turbine eoliche sono effettivamente una fonte di PFAS, in particolare negli ambienti immediatamente circostanti in cui operano. Gli animali che vivono nelle vicinanze delle turbine eoliche mostrano spesso concentrazioni più elevate di PFAS nei loro tessuti, il che desta preoccupazione.
Gli studi mostrano che cinghiali sono ben adatti come strumento di misurazione. I cinghiali percorrono grandi distanze e assorbono sostanze inquinanti provenienti da aree diverse. Ciò consente di rilevare l'inquinamento ambientale su vasta scala.
Gli effetti sulla salute dei PFAS sulla fauna selvatica non sono ancora stati completamente studiati, ma mostrano potenziali rischi come disturbi riproduttivi, problemi immunitari e altri danni alla salute. Specie come pesci, uccelli e mammiferi che vivono nelle vicinanze delle turbine eoliche potrebbero essere particolarmente a rischio, poiché entrano in contatto con gli ambienti contaminati attraverso le catene alimentari.
Articoli correlati
- La fauna selvatica in Svizzera è contaminata dalla plastica
- Impatti ambientali delle turbine eoliche: i pericoli dei PFAS per la fauna selvatica
- Studio sull'influenza delle turbine eoliche sul clima
- I parchi eolici offshore potrebbero comportare rischi considerevoli per l'ecosistema, l'economia e la salute umana
- Gli effetti dei parchi eolici sull'umidità del suolo e sul clima locale
- Le turbine eoliche causano esattamente ciò che dovrebbero prevenire
- Rifiuti dei moduli solari: il problema dello smaltimento
- Gli effetti delle turbine eoliche sulla fauna selvatica e il dibattito sull'energia pulita
- «Per la Svizzera bastano due nuove grandi centrali nucleari»
- Energia eolica e fauna marina: nessuna coesistenza armoniosa
- Scandalosi contratti segreti tra promotori dell'energia eolica e comuni bernesi
Sostieni il nostro lavoro
Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a dare voce alle loro esigenze.
Dona ora →
