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Psicologia & caccia

Gergo venatorio

I cacciatori per hobby parlano fluentemente di sciocchezze.

Redazione Wild beim Wild — 7 agosto 2023

Per evitare che un cacciatore per hobby venga sopraffatto dalle emozioni di fronte alla sofferenza animale, nel corso dei secoli passati si è sviluppato il primitivo linguaggio dei cacciatori, ovvero il tedesco da idioti o gergo venatorio.

L'obiettivo di questo linguaggio venatorio è esprimere una profonda distanza tra animale ed essere umano, al fine di minimizzare l'atto di uccidere durante la caccia.

Ad esempio, una femmina di capriolo viene «valutata» (giudicata in base a età, sesso e salute), le viene «offerta» la pallottola. All'animale abbattuto viene posto un «boccone» (ultimo morso) nella «bocca» e successivamente viene «aperto» (eviscerato). Le volpi non hanno cuccioli, ma una «nidiata». Il sangue è «sudore», un animale ferito da un colpo è «insanguinato» e «ferito a morte». Il colpo all'addome di un capriolo con le viscere fuoriuscenti è un «capo ferito a morte». La pelle degli animali selvatici si chiama «manto». I cacciatori per hobby non uccidono animali, ma abbattono un «capo» di selvaggina. Corvidi, gatti ecc. sono «animali nocivi», e così via nel gergo venatorio.

Ad ogni persona risulta chiaro che dietro questo linguaggio venatorio si nasconde una svalutazione e uno scherno degli esseri viventi. A creature senzienti e sensibili al dolore viene così tolta, oltre alla vita, anche l'ultima dignità. Il linguaggio venatorio è irrilevante sia per l'uso quotidiano sia nel contesto scientifico. È uno sfregio della lingua tedesca.

Gli esseri umani hanno cacciato animali selvatici per millenni, principalmente durante i periodi di emergenza climatica. Nel corso del tempo, tuttavia, la motivazione della caccia è cambiata profondamente. Le attività venatorie servivano un tempo come mezzo per il cibo, l'abbigliamento, la necessità economica, il divertimento e come rituale.

Oggi la caccia serve al cacciatore per hobby a sfogare l'aggressività e a una sorta di decelerazione nella natura.

L'odierno uccidere animali da parte del moderno cacciatore per hobby deriva invece principalmente da avidità, brama di guadagno, stupidità, piacere, indifferenza, rabbia, invidia, ostentazione, vanteria, spavalderia, gelosia, tradizione, arroganza, ignoranza, cupidigia, presunzione, egoismo, malevolenza e disprezzo generale verso gli esseri viventi.

Nell'ambiente moderno, in gran parte determinato e plasmato dall'uomo, secondo rinomati scienziati, ricercatori, biologi della fauna selvatica ed esempi concreti, è perfettamente possibile ed eticamente responsabile lasciare le popolazioni selvatiche a sé stesse. Il Cantone di Ginevra applica questa moderna gestione della fauna selvatica già da oltre 40 anni. Ciò che lì in passato facevano male centinaia di cacciatori per hobby, oggi è svolto da una buona dozzina di guardiacaccia professionisti, che intervengono regolarmente in caso di necessità e non massacrano volpi, tassi, uccelli e altri animali sulla base di periodi di caccia arbitrari e per il piacere di uccidere, infliggendo sofferenze.

Gergo venatorio
  • Striscia dorsale: striscia scura sul dorso nei cervidi, nel camoscio in estate e in alcuni cani.
  • Cacciatore da carogna: cacciatore la cui pratica venatoria poco corretta provoca la perdita di molta selvaggina (deperisce)
  • scuoiare: togliere la pelle o il pelo, nei predatori e nei leporidi
  • scacciare: costringere i giovani ad abbandonare il proprio territorio, dei predatori a pelo
  • scendere: lasciare un posto sopraelevato, della selvaggina con penne; lasciare il dispositivo venatorio come altana o scala da appostamento, del cacciatore
  • suonare la fine: terminare la caccia collettiva con il segnale di corno da caccia "caccia conclusa"
  • tracciare: cercare tracce nella riserva
  • finire: uccidere selvaggina ferita con un'arma bianca
  • Mirino (vedi anche: reticolo): dispositivo di mira nel cannocchiale
  • prendere la mira: 1. cogliere il bersaglio al momento dello sparo – "Sono partito bene" significa che il colpo è andato dove doveva andare; 2. cadere in cattive condizioni di salute; abbattuto: in cattive condizioni fisiche; 3. perdere la traccia, del cane da caccia, per esempio durante il recupero
  • accarezzare: lodare e accarezzare un cane per il buon lavoro
  • abbattere con coltello (vedi anche: finire): uccidere selvaggina ferita dopo lo sparo o un incidente con un'arma bianca (coltello da caccia = Nicker o Knicker) tramite una pugnalata nel foro occipitale (nuca); a tale scopo la testa veniva premuta in avanti, da qui l'espressione "Abnicken"
  • volare via: il gallo cedrone o il gallo forcello volano via
  • addestrare: addestrare il cane da caccia
  • scacciare: cacciare via (il cervo anziano "scaccia" quello più giovane, lo allontana)[5]
  • staccare: preparare il trofeo di caccia, in cui il cranio dell'animale viene prima esposto, poi segato e infine bollito e sbiancato.
  • Abbattimento: numero di capi secondo il piano di abbattimento, prima e dopo l'esecuzione
  • da abbattere necessariamente: selvaggina debole e malata per l'abbattimento di cura
  • scuoiare: scuoiare cinghiale e tasso
  • Reticolo: marcatura nell'ottica del cannocchiale di puntamento (ad es. crocicchio), che permette una mira più precisa e la valutazione delle distanze
  • alzarsi in volo: volare via, riferito alla selvaggina di penna
  • addestrare: educare il rapace alla caccia[6]
  • Latrina: 1. luogo di deiezione presso la tana del tasso; 2. segno tipico del cervo, quando questi taglia i fili d'erba con gli unghioni nel calpestare
  • Palco caduto: il palco perso dai cervidi (portatori di palchi)
  • Cervo a otto punte: un cervo con un palco a otto punte
  • pascolare: assumere il cibo
  • Bocca: bocca della maggior parte degli ungulati. Con la bocca viene assunto il pascolo, ovvero il cibo
  • Pascolo: indica il cibo degli ungulati, in particolare di caprioli, daini e cervi rossi, esclusi i cinghiali
  • Scimmia: il piccolo della marmotta
  • Femmina adulta: cerva sessualmente matura
  • attaccare: aggredire, riferito alla selvaggina. Quando un cacciatore viene attaccato da un capo di selvaggina, si dice: "il verro mi ha attaccato".
  • impugnare: portare l'arma lunga in posizione di tiro ("alla guancia")
  • Punto di sparo: 1. luogo in cui si trovava la selvaggina al momento dello sparo, importante per i segni dello sparo, i segni di cerca e il recupero; 2. ferita d'entrata nel corpo dell'animale
  • identificare: riconoscere e classificare la selvaggina per specie, sesso, età e condizione. Si applica anche alle piante: identificare un albero = riconoscere specie e condizione dell'albero
  • appostare: durante la caccia assegnare ai tiratori posti fissi tramite l'appostatore
  • Appostatore: cacciatore esperto della riserva che assegna agli ospiti di caccia un posto fisso, una postazione, una sedia, un'altana.
  • aspettare in volo: il volteggiare del falco addestrato sopra il falconiere o sopra il cane in attesa della preda
  • segnalare: il cane da caccia mostra con il suo comportamento di aver trovato qualcosa; il cane da ferma punta
  • Zaino: zaino del cacciatore
  • Gufo reale: il gufo reale
  • appollaiarsi: posarsi o sedersi su un luogo elevato come ad es. un ramo, riferito alla selvaggina di penna e ai predatori; salire sull'altana, riferito al cacciatore
  • sventrare: eviscerare, ossia aprire la selvaggina "abbattuta" per estrarre le viscere
  • Pausa di sventramento: pausa che viene inserita durante le cacce sociali di lunga durata per motivi igienici della selvaggina
  • Viscere: gli organi interni nella loro totalità contenuti nelle grandi cavità corporee
  • arrotolare: (anche piegare) ripiegare il guinzaglio da traccia secondo la tradizione
  • Apertura: inizio del periodo di caccia dopo il periodo di protezione (esempio: le lepri sono "aperte" = le lepri possono essere cacciate)
  • incidere: tagliare il corpo dell'animale morto
  • aufwerfen: alzare improvvisamente la testa per localizzare, ad es. in caso di disturbi, rumori o movimenti
  • äugen: vedere (con l'occhio)
  • Augspross: l'estremità più bassa sopra la rosa nelle corna dei cervidi
  • ausarbeiten: seguire la traccia della selvaggina ferita dal punto del colpo
  • ausfallen: schiudersi dall'uovo, riferito alla selvaggina da penna
  • aus der Decke schlagen: scuoiare gli ungulati (eccezione: cinghiali)
  • auswerfen: estrarre le viscere di lepri e conigli
  • Bache: scrofa, cinghiale femmina sessualmente maturo
  • Balg: pelle con pelo della lepre comune (vedi pelle di lepre) e del coniglio, della volpe rossa (vedi pelle di volpe rossa) e della martora, anche pelle di uccello
  • Ballenzeichen: segni caratteristici lasciati dai cuscinetti tra gli unghioni, ad es. Burgstall
  • ballieren: il battere d'ali del falco da caccia desideroso di volare sul pugno o sul blocco
  • Basse: un cinghiale maschio forte e anziano (verro)
  • Bast: pelle protettiva molto vascolarizzata sopra il palco o le corna in crescita
  • Bau, der (die Baue): tana di un animale (tana di volpe, tana di tasso, tana di coniglio)
  • befahren: abitare una tana (vedi sopra). Se una tana è abitata lo si riconosce dalle tracce all'ingresso
  • Behang: le orecchie di un cane da caccia con orecchie pendenti o cadenti; in questi cani viene anche usato per indicare l'età: "nel 1° Behang" = nel 2° anno di vita
  • Beize, die (da beißen, mordere) o Beizjagd: la caccia con il rapace addestrato è una delle forme di caccia più antiche, ad es. il falco uccide la preda con un morso alla nuca tramite il dente del falco
  • beschlagen: l'accoppiamento in tutti gli ungulati, ad es. di un animale in calore da parte del cervo; l'animale che si lascia coprire "sta fermo" durante questo processo
  • bestätigen (anche bestatten): individuare e identificare la selvaggina, le sue posizioni ecc., in particolare nel cervo nobile attraverso segni caratteristici
  • blanke (kalte) Waffen: coltello da caccia, pugnale e armi simili per la caccia
  • blasen: vocalizzazione, richiamo d'allarme della scrofa (scrofa guida)
  • Blattschuss: colpo che colpisce la scapola di un animale. Poiché lesiona cuore, polmoni e/o grossi vasi sanguigni, porta a morte immediata
  • Blattzeit: periodo di accoppiamento del capriolo. Il termine deriva dalla possibilità in questo periodo di praticare la caccia con richiamo soffiando su una foglia di faggio o Blatter
  • Blatter: strumento per la caccia con richiamo a foglia
  • Blume: coda della lepre comune e l'estremità della coda della volpe rossa
  • Bockfieber o Jagdfieber: stato d'animo occasionale, agitato del cacciatore poco prima e anche dopo il tiro alla selvaggina
  • bögeln: un cane da caccia non segue una traccia in linea retta, ma a zig-zag
  • brackieren: caccia con cani inseguitori (bracchi) su almeno 1000 ettari di superficie venatoria
  • Brand: il carbonchio (Anthrax) è una malattia infettiva che colpisce principalmente gli ungulati
  • brav: 1) bravo capriolo! è un buon capriolo maturo 2) bravo cane! è un elogio per una buona prestazione
  • brechen: 1. i cinghiali grufolano in cerca di cibo; 2. la selvaggina fugge attraverso il sottobosco rompendo rami
  • Bringsel: una corta cinghia di cuoio sul collare viene presa in bocca dal cane da caccia e indica al cacciatore che il recupero è riuscito
  • Brocken: esca
  • Bruch o Gebräch: punto in cui i cinghiali hanno scavato in cerca di cibo
  • Bruch o Bruchzeichen: segni informativi utilizzati tra cacciatori; si tratta solitamente di rametti spezzati con foglie o aghi di determinati alberi
  • Brunft o Brunst: periodo dell'accoppiamento negli ungulati ad eccezione dei cinghiali
  • Brunftkugeln: i testicoli degli ungulati, Steine nel verro
  • Brunftrute: l'organo genitale maschile degli ungulati, ad eccezione di capriolo e cinghiale (qui Pinsel)
  • Büchsenlicht: indica condizioni di luce sufficienti per la caccia, ossia tacca di mira e mirino sulla canna della carabina sono ancora riconoscibili sul bersaglio
  • Bürzel, der: coda di cinghiale, tasso e orso
  • Burgfrieden: diverse specie animali vivono in una tana, ad es. volpe e tasso
  • Burgstall vedi Hirschgerechte Zeichen: piccolo rilievo nella traccia
  • buschieren: tipo di caccia con cane e fucile
  • changieren: il cane cambia traccia o pista, in particolare durante il recupero passando a una traccia/pista (di solito) più calda o di animale sano
  • Chinaseuche: malattia dei conigli
  • Chokebohrung: strozzatura nella canna del fucile
  • Conibearfalle: trappola a scatto in filo d'acciaio
  • Curée: diritto dei cani, ovvero la parte di selvaggina spettante ai cani dopo la caccia a forza, la spartizione
  • Dachrose: forma particolare di rosa nel palco
  • Damwild: daini (dama dama)
  • Decke: pelle degli ungulati (eccetto cinghiale = Schwarte)
  • Deckung: 1. protezione dall'essere visti; 2. distribuzione dei pallini nel colpo di fucile
  • dick gehen: selvaggina gravida
  • Dickung: macchia, fornisce copertura agli ungulati
  • docken: avvolgere e svolgere il guinzaglio da traccia
  • Dohne, die: lacci per la cattura di uccelli
  • doppeln: sparo involontario di due colpi contemporaneamente da un'arma a più canne, ad es. un drilling
  • Doppietta: 1. Abbattimento di due capi di selvaggina con la stessa arma in rapida successione temporale; 2. Tiro a due piattelli lanciati contemporaneamente nel tiro al piattello
  • durch die Lappen gehen (caccia con stracci): quando la selvaggina sfugge, un modo di dire che deriva dal linguaggio dei cacciatori
  • Tiratore di passaggio: tiratore che durante una caccia in spinta corre insieme alla squadra dei battitori
  • Dunst: pallini molto fini per la caccia agli uccelli
  • Zampa d'onore: la zampa anteriore destra del cervo cacciato à la parforce. In passato era considerata un trofeo e veniva consegnata all'ospite di caccia più degno
  • Pastura di ghiande: i frutti delle querce (farnia e rovere) che servono come nutrimento in particolare per i cinghiali.
  • entrare in tana: descrive il comportamento delle specie selvatiche che vivono in tane, che si infilano nella loro tana.
  • Imboccatura: l'ingresso di una tana. È occupata oppure non occupata.
  • posarsi: il posarsi degli uccelli da penna a terra, su un albero o sull'acqua.
  • perire: selvaggina che muore in modo naturale (ad es. per malattia) senza intervento esterno, animale morto naturalmente.
  • Ingresso: 1. apertura in un recinto attraverso la quale la selvaggina può entrare ma non più uscire, varco d'entrata; 2. il rientro mattutino della lepre nel bosco
  • Varco d'entrata: apertura in un recinto
  • Area di rifugio: zona di riposo e di rifugio della selvaggina (ad es. all'interno di fitti boschetti, roveti, canneti, ecc.)
  • Punta di ghiaccio: estremità tra la punta oculare e la punta mediana sul palco di un trofeo
  • Punta: ramificazione, pugnale sul palco
  • Passo delle anatre: l'attesa dei cacciatori quando le anatre raggiungono gli specchi d'acqua al mattino o alla sera
  • abbattere: uccidere un capo di selvaggina.
  • Abbattitore: chi ha catturato legittimamente la selvaggina
  • Fähe: femmina della volpe, anche del lupo nonché di tutti i mustelidi ad eccezione del tasso; origine: medio alto tedesco vohe, antico alto tedesco voha «volpe femmina»
  • Pesta: le «impronte» lasciate sul terreno dagli ungulati (cfr. «traccia» e «orma»)
  • Scarpa per piste: scarpa con unghioni di ungulati fissati sulla parte inferiore per creare una pista artificiale di sangue per l'addestramento del cane
  • Färben: 1) perdita di sangue della cagna durante il calore 2) muta del pelo negli ungulati (eccetto il cinghiale)
  • Bandiera: 1) la coda lungamente pelosa dei cani da caccia a pelo lungo 2) lati interno ed esterno delle penne degli uccelli
  • Falconiere: un falconiere (o cacciatore con rapaci) pratica la caccia con rapaci come falchi, sparvieri, astori o aquile su uccelli da penna (ad es. starna) e piccola selvaggina da pelo (ad es. coniglio)
  • Fallbaum: anche Hakbaum, su cui si posa la selvaggina da penna, ad es. cornacchie nella caccia con richiamo
  • Fallensteig: sentiero predisposto sul quale si trova una trappola: passaggio liscio, buona cattura
  • Fallwild: selvaggina morta di morte naturale, cade
  • Fang: 1. il muso dei predatori, anche del cane; 2. le zampe (artigli) dei rapaci, vedi: Vogelfuß
  • Fangschuss: il colpo che viene sparato per uccidere selvaggina ferita gravemente, ovvero non colpita immediatamente a morte o investita
  • Fasch, das oppure Fleisch, das: il sangue
  • faschen: sanguinare
  • Fäustling: giovane lepre grande come un pugno
  • Federspiel: strumento di addestramento composto da una corda e da un'imitazione di preda per addestrare i rapaci
  • Federwild: gli uccelli soggetti al diritto venatorio
  • fegen: lo sfregamento del "velluto" dai palchi formati dei cervi e dai corni dei caprioli su alberi e cespugli
  • Feistzeit: periodo precedente la fregola, ovvero il periodo precedente la riproduzione – serve ai caprioli e ai cervi per accumulare riserve di grasso per il periodo successivo, che richiede molte energie
  • Feld: indicazione dell'età per i cani da ferma (cani da caccia utilizzati in particolare per la ferma): "essere nel 1° Feld" = trovarsi nel 2° anno di vita
  • ferm (anche firm): un cane da caccia completamente addestrato oppure anche un cacciatore ben addestrato
  • Feuchtblatt: l'organo genitale femminile esterno negli ungulati
  • Feuchtglied: l'organo genitale maschile nei predatori pelosi e nel cane
  • flüchtig: un animale selvatico che dopo un disturbo si allontana al passo o al trotto. Gli animali che fuggono al galoppo si chiamano hochflüchtig.
  • forkeln: combattere ovvero colpire di un portatore di palchi o corna contro un rivale, uomo o cane
  • frischen: partorire cinghialetti
  • Frischling: cinghiale appena nato nel primo anno di vita (originariamente: nel primo anno venatorio)
  • Fuchsprellen: crudele "divertimento venatorio" della caccia di corte
  • führen: 1. una madre conduce un piccolo; 2. usare un fucile; 3. tenere un cane da caccia; 4. un animale guida conduce un branco
  • Führigkeit, die: la buona collaborazione tra cane da caccia e conduttore
  • Fußgestell: coscia dell'astore
  • Gabler: cervo nobile il cui palco mostra una pugnale con una punta oculare, ovvero capriolo le cui stanghe presentano ciascuna una sola biforcazione
  • Gebräch, das: terreno smosso dai cinghiali
  • Gebrech, das: bocca del cinghiale
  • Gefege: le fibre pelose che si formano dopo lo sfregamento del velluto.
  • Geheck, die: i piccoli nati dei predatori a pelo, ovvero i piccoli schiusi degli uccelli acquatici.
  • Gehöre: le orecchie dei predatori
  • Gehörn: le corna del capriolo maschio
  • Geilen, die: raramente per i testicoli della selvaggina, ad esempio del gallo cedrone, dell'otarda e del tacchino selvatico[23]
  • Geiß: capriola, femmina che alleva i piccoli del capriolo
  • Geläuf: tracce della selvaggina alata, eccetto l'otarda e il gallo cedrone
  • Geläut, das: l'abbaiare dei cani da caccia, ad esempio durante le battute
  • genossen machen: 1. dare al cane da caccia, 2. dare al rapace da falconeria una ricompensa, in particolare dopo la caccia con un po' di carne
  • Geräusch: polmoni, cuore, reni, trachea ed esofago degli ungulati
  • Gescheide (dialettale anche Geschlinge): viscere di tutta la selvaggina; stomaco: großes Gescheide, intestino: kleines Gescheide
  • Geschleif: ingressi alle tane di tasso, volpe o castoro
  • Geschleppe: carne come esca legata a una corda, con cui si traccia una pista fino al luogo di tiro o di cattura dell'animale e lì viene fissata in modo accessibile contro la sottrazione
  • Geschmeiß: escrementi dei rapaci
  • Gestell: tratto di bosco tagliato a forma di radura, originariamente per disporre gli attrezzi da caccia (reti, panni), oggi per lo più per il trasporto del legname abbattuto (vedi Adlergestell)
  • Gewaff anche Waffen: canini del verro (cinghiale maschio); nella mascella inferiore Gewehre o Hauer, nella mascella superiore Haderer
  • Geweih: l'"ornamento della testa" degli animali maschi appartenenti ai cervidi
  • Gewicht: Gehörn, le corna del capriolo maschio
  • Grandeln: trofeo di caccia 1. i canini superiori dei ruminanti (di norma dei cervi); 2. le prime piume del piegatura dell'ala del gallo cedrone
  • Grashirsch: cervo nobile che fino alla maturazione lattiginosa dell'avena (giugno) si è nutrito solo di erba[26], poi Feisthirsch, quindi Brunfthirsch
  • Grind: testa dell'animale
  • Haar, das: nella selvaggina a pelo, eccetto lepre e coniglio (Wolle) e cinghiali (setole)
  • Haarwild: mammiferi soggetti al diritto di caccia (selvaggina)
  • Haderer, die: canini della mascella superiore del verro, parte del Gewaff
  • Haken, die: canini della mascella della scrofa
  • Halali, das: è sia un saluto sia un richiamo di caccia, parte delle tradizioni venatorie
  • Halsung: collare per il cane da caccia
  • Häsin: termine per la lepre femmina e per il coniglio femmina
  • Hasenklage (anche Hasenquäke): strumento di richiamo per i predatori
  • Hassen: comportamento di diverse specie di uccelli, sfruttato per la caccia con richiamo
  • Hatz: tipo di caccia storica, oggi vietata, in cui cani pesanti vengono aizzati contro selvaggina grossa e viva (cinghiali, orsi), per fermarla e legarla
  • Hauer, die: anche Gewehre, canini nella mascella inferiore del verro
  • Haupt: testa degli ungulati, eccetto il cinghiale, dove si dice Kopf
  • Hetze: se necessario, inseguimento e fermo della selvaggina ferita al termine di un recupero
  • Hetzjagd: con levrieri su selvaggina leggera, con molossi su selvaggina grossa; oggi vietata in Germania
  • Hexenringe: tracce che il capriolo maschio in foia e la femmina in calore o il giovane capriolo lasciano nei campi di grano
  • Himmelszeichen, cfr. Hirschgerechte Zeichen: tracce del palco del cervo nobile che si formano al passaggio sugli alberi tra rami e foglie all'altezza del palco; anche la neve scrollata puo costituire un tale segno
  • Hirsch: Cervus elavus, cfr. cervo nobile
  • Hirschruf: strumento per imitare la voce del cervo nobile, ad esempio la conchiglia di tritone
  • Hitze: periodo dell'ovulazione nella cagna da caccia
  • hitzig: 1. in calore; 2. cacciatore che, per avidita di preda, spara troppo frettolosamente
  • hochfluechtig: un animale selvatico che, dopo forte disturbo o quando viene inseguito, fugge al galoppo.
  • Hochwild: oggi tutti gli ungulati eccetto il capriolo, nonche il gallo cedrone e l'aquila reale e di mare
  • holzen: spostarsi di ramo in ramo o di albero in albero, ad esempio la martora
  • Horrido: tra i cacciatori usato come saluto, ma anche come grido di caccia in segno di onore
  • hudern: bagno di sabbia degli uccelli da penna, per la pulizia e l'eliminazione di acari e altro
  • Huettenjagd: caccia da appostamento a cornacchie e rapaci con il (un tempo) richiamo vivo
  • im Feld stehen: eta del cane da ferma
  • im Feuer liegen: la selvaggina colpita crolla al colpo
  • Inbesitznahmebruch: un ramoscello che indica il possesso giuridico di un capo di selvaggina abbattuto sul luogo dell'abbattimento
  • innehaben: gravidanza nelle lepri, nei conigli e nei piccoli predatori a pelo
  • Insiegel: traccia che si forma attraversando terreno argilloso molle o neve. Residui di argilla o neve si staccano solo piu tardi dagli unghioni degli ungulati. L'Insiegel e un segno tipico del cervo
  • Jagdbetrieb: tutte le attivita dell'esercizio pratico della caccia
  • Jagdbezirk: la riserva propria e la riserva collettiva sono distretti di caccia
  • Jagdeignungspruefung (JEP): esame di idoneita per il cane da caccia
  • Jagdfieber: una reazione di stress che colpisce alcuni cacciatori alla vista della selvaggina e impedisce un tiro sicuro
  • Jaegerlatein: i racconti piu o meno veritieri dei cacciatori, che spesso esagerano il numero e soprattutto la grandezza degli animali abbattuti
  • Jagdgenossenschaft: associazione di tutti i proprietari terrieri di un comune con superficie inferiore a quella necessaria per costituire una riserva propria
  • Fucili da caccia: 1. Fucili a canna liscia per il tiro a pallini 2. Carabine per il tiro a palla 3. Armi combinate, ad es. drilling
  • Padrone di caccia: proprietario o affittuario di una riserva
  • Anno venatorio: a differenza dell'anno civile, l'anno venatorio inizia il 1° aprile e termina il 31 marzo dell'anno successivo. Licenza di caccia: licenza per l'esercizio della caccia
  • Segnali di caccia: sequenze sonore o brani musicali suonati con i corni da caccia
  • Seguito di caccia: il corteo di una caccia, in particolare storicamente
  • Attrezzatura da caccia: strumenti per lo svolgimento di una caccia
  • Femmine senza palchi: femmine di cervo e daino. Non hanno palchi.
  • Vitello: piccoli di cervo, alce e daino dalla nascita fino a San Martino o al 31 marzo dell'anno successivo alla nascita
  • Traccia fredda: traccia che è rimasta ferma per diverse ore prima del recupero, durante la notte
  • Armi bianche: coltelli (ad es. coltello da caccia) e armi simili (ad es. spiedo da cinghiale) utilizzate per la caccia
  • Pettinare: passaggio aggressivo del rapace da caccia sopra il logoro, la pelle o la selvaggina
  • Cassa: torace della selvaggina da pelo
  • Pulpito: altana
  • Capitale: grande o forte, ad es. un cervo capitale con palchi imponenti
  • La gatta: 1. marmotta femmina; 2. gatto selvatico femmina (gatta)[31]
  • Verro: cinghiale maschio adulto
  • Corpo: corpo "nudo" della piccola selvaggina da pelo (in particolare dei predatori) dopo la spellatura (vedi anche pelle)
  • Tana:
  • il vano principale di una tana animale, ad es. nella tana della volpe rossa
  • il giaciglio di un branco di cinghiali e della scrofa con i cinghialetti
  • nella battuta, un cerchio formato da cacciatori e battitori, all'interno del quale e dal quale viene spinta la selvaggina
  • luogo in cui una brigata di starne si è accovacciata o ha sostato
  • Brigata: gruppo familiare delle starne
  • Arma a canna basculante: fucile da caccia con canna ribaltabile, per lo più fucili a canna liscia, ma anche carabine o armi combinate, ad es. drilling
  • Foraggiamento: distribuzione di cibo allo scopo di attirare i cinghiali
  • Capretto: piccolo di capriolo, camoscio o stambecco
  • Le unghie: 1. unghie dei predatori da pelo, dei cani e dei rapaci; 2. denominazione biologica degli unghielli degli ungulati
  • Piccolo diritto del cacciatore: diritto tradizionale secondo cui le frattaglie spettano a chi ha eviscerato il capo
  • Piccolo diritto di caccia: diritto del proprietario fondiario di esercitare la caccia (con trappole) a conigli e faine sul proprio terreno nel distretto pacificato.
  • Trappola a morsa: trappola a morsa per la cattura di uccelli
  • Testicoli: i testicoli del cinghiale maschio
  • knautschen: cattiva qualità del cane da caccia che schiaccia la selvaggina riportata
  • kneten: la contrazione spasmodica degli artigli nei rapaci che uccidono con la presa, provocata da movimenti o suoni
  • Knieper: daino di due anni
  • Knödelbogen: termine della Germania meridionale per Schüsseltreiben (pranzo conclusivo della battuta)
  • Knopfbock, anche Knöpfler: capriolo di scarso valore con formazione del palco rudimentale, ad es. a forma di bottoni o brevi fusi
  • Kolbenhirsch: cervo con palco in velluto
  • kollern: verso del fagiano di monte maschio
  • Kompanieschuss: due tiratori sparano contemporaneamente a un capo di selvaggina
  • krank: condizione di un capo ferito da arma da fuoco o anche investito
  • Kranz: cfr. kränzen
  • kränzen: traccia del cervo lasciata su terreno duro dai bordi esterni degli unghioni, la corona
  • Krebsschere: incisione a forma di O, indesiderata, della pala del daino
  • Krellschuss: colpo che, invece di uccidere la selvaggina, colpisce solo il processo spinoso di una vertebra
  • Krickel: il corno del camoscio
  • Krone: 1. tutte le punte (eccetto la punta del lupo) situate sopra la pugnalata mediana nel palco del cervo nobile; 2. nel capriolo l'intero palco; 3. piume ornamentali sulla testa di alcuni uccelli; 4. punta dei canini (grandeln)
  • Krucke: il corno dello stambecco
  • Krumme, der: scherzosamente la lepre
  • Kuder, der: maschio della lince o del gatto selvatico
  • kudern: il "ringhio" del fagiano di monte maschio, anche imitazione del fagiano di monte maschio da parte del cacciatore (probabilmente non più in uso)
  • Kugelfang, natürlicher: caratteristiche del terreno che durante la caccia possono fermare in modo sicuro i proiettili che attraversano l'obiettivo o che vanno fuori bersaglio; in terreno pianeggiante viene garantito dalla posizione rialzata su altana, postazione per caccia in spinta e simili, che consente di sparare in modo relativamente ripido verso il suolo
  • Kugelschlag: rumore prodotto dall'impatto del proiettile sul corpo della selvaggina, cfr. Schusszeichen
  • Kuhle: conca di riposo o giaciglio degli ungulati
  • Kurzwildbret: pene e testicoli nei cervi, caprioli e cinghiali
  • Lager: 1. luogo di riposo della selvaggina; 2. camera di cartuccia; 3. posto per una trappola
  • lahnen: il mendicare (chiamare) cibo del rapace da falconeria mal imprintato alla vista del falconiere (osservabile solitamente solo nel primo anno di vita)
  • Lampe, Meister: nome della lepre nella favola
  • Lauerjagd: caccia all'agguato in confronto alla caccia con inseguimento
  • Läufe: zampe degli animali selvatici quadrupedi
  • Laut: abbaio dei cani da caccia, danno voce o diventano sonori: voce sulla pista, voce sulla traccia, voce in tana, voce ferma, voce all'inseguimento
  • Caccia con bandierine: corde con bandierine vengono tese attorno a una battuta; la selvaggina – normalmente – non passa sotto le bandierine e puo cosi essere spinta in modo mirato
  • Lecker: lingua degli ungulati
  • Lehrprinz: maestro di un giovane cacciatore in formazione
  • Leiter: scala da appostamento
  • Licht: occhio degli ungulati
  • Caccia di richiamo: tipo di caccia in cui la selvaggina da cacciare viene attirata con vari mezzi
  • Loeffel: orecchie della lepre o del coniglio
  • loesen: 1. gli animali depongono escrementi: si liberano; 2. ritirare o rinnovare la licenza di caccia
  • Loeseplatz: luogo in cui il cane da caccia puo liberarsi, ossia depositare feci e urina
  • Losung: escrementi lasciati
  • Luder: selvaggina morta o parti di essa, ad esempio viscere, utilizzata come esca per i predatori
  • Luderplatz: luogo in cui viene deposta l'esca
  • Lunte: coda della volpe rossa
  • Luser, Loser: orecchie
  • mahnen: breve verso nasale come richiamo di contatto nel cervo
  • Malbaum: albero contro cui la selvaggina si strofina, ad esempio il cinghiale
  • manteln: il rapace, ad esempio l'uccello da falconeria, copre la sua preda con le ali
  • marcare: comportamento di determinate specie selvatiche per segnalare il proprio territorio
  • Mast: i frutti di determinati alberi (alberi da mast), che servono da nutrimento alla selvaggina, ad esempio ghiande, faggiole
  • Mauser: 1. muta delle piume nei volatili; 2. maschio di anatra in muta; 3. produttore tedesco di armi
  • mausen: predatori durante la cattura dei topi
  • Maeuseburg: punto di richiamo per la caccia alla volpe rossa
  • maeuseln: imitare il verso del topo per la caccia di richiamo
  • meckern: verso del beccaccino in picchiata
  • Mastro Bruno o Petz: orso bruno
  • melden: emissione di versi nei cervidi durante il bramito
  • Muta: oggi usato per indicare un gruppo di cani da caccia durante la caccia
  • Milchreife: chicchi di cereali prima dell'inizio dell'indurimento, particolarmente attraenti per la selvaggina con conseguenti danni da selvaggina
  • Mittelsprosse: punta situata al centro del palco, sotto la corona
  • mitziehen (anche mitschwingen o mitfahren): seguire con il fucile imbracciato il bersaglio in movimento, per sparare al momento giusto
  • Zoppina (Moderhinke): malattia infettiva in cui gli zoccoli o gli unghielli si decompongono
  • Moench: cervo senza palco
  • Recupero: la ricerca di selvaggina ferita con il cane da traccia
  • nadeln: il gallo cedrone si nutre sulla conifera
  • nageln: impronte degli artigli delle singole pedate nella traccia dei predatori
  • naessen: emettere urina
  • Nestling: giovane rapace nel nido
  • Neue: neve fresca caduta, che aiuta nel rilevamento delle tracce
  • Caccia bassa o caccia alla piccola selvaggina: caccia e distretto di caccia in cui si trova solo piccola selvaggina
  • niedertun: il selvaggiame con zoccoli si accuccia o si sdraia, il cinghiale si infila
  • periodo di emergenza: periodo in cui la selvaggina non trova sufficiente pastura naturale
  • Nuss: organo genitale femminile nel cane e nei predatori pelosi
  • selvaggina utile: selvaggina con utilità venatoria, ad es. per la selvaggina
  • orgeln: il grido prolungato del cervo nobile durante il bramito
  • Paarhühner: animali genitori della starna, che con la loro covata formeranno poi una brigata
  • Paartritt: traccia di donnola e martora
  • rumine: uno dei tre prestomaci dei ruminanti, grande stomaco di riserva
  • caccia in parforce: caccia a cavallo dietro la muta di cani
  • Pass: passaggio della piccola selvaggina escluso il capriolo
  • caccia a patente: caccia con licenza in contrapposizione alla caccia per riserva
  • perle: piccole protuberanze sulle stanghe del palco
  • capriolo con parrucca: alterazione patologica del palco nel capriolo maschio
  • Petschaft: punto di rottura della stanga caduta nei cervidi
  • plätzen: scostare il fogliame con gli arti anteriori
  • periodo di piantagione: periodo per mettere a dimora le piante forestali
  • Plattkopf o Mönch: cervo nobile senza trofeo
  • pennello: denominazione del ciuffo di peli più lungo sul pene del selvaggiame con zoccoli
  • cerca: caccia individuale, in cui il cacciatore "pirscht" ovvero striscia con cautela e silenziosamente nella riserva contro vento, per avvicinarsi il più possibile alla selvaggina senza essere notato. A tal fine è necessaria una buona conoscenza della riserva. Così come sentieri di cerca puliti
  • Pirschzeichen: sangue, schegge ossee, pezzi di carne ecc. di selvaggina ferita
  • cervo dominante: "sovrano" del branco da bramito (femmine e piccoli)
  • Pürzel: coda del tasso e del cinghiale
  • puitzen: richiamo della beccaccia durante il volo nuziale
  • Quäke (di lepre): strumento di richiamo per la caccia alla volpe
  • Quarthase: lepre di uno o due mesi di età
  • Quaste: estremità della coda del cinghiale e dell'ermellino
  • fucile a canne affiancate: fucile doppio con canne disposte una accanto all'altra
  • rimbalzo: termine errato per proiettile deviato
  • Quersuche: la ricerca del cane da caccia che si estende largamente a destra e sinistra davanti al cacciatore
  • quittieren: un capo di selvaggina colpito "quittiert" il colpo, ovvero dà segno
  • quorren: vocalizzo della beccaccia in fregola
  • Rammelwolle: ciuffi di peli di lepri e conigli selvatici durante l'accoppiamento
  • Ranz: periodo di attività sessuale dei predatori
  • Ratz: puzzola
  • selvaggina da preda: predatori, animali predatori
  • Raubzeug: predatori non soggetti al diritto venatorio, tra cui cani o gatti vaganti, randagi o bracconieri
  • Rausche: periodo di accoppiamento del cinghiale
  • sincronizzazione del calore: la sincronizzazione dell'accoppiamento del cinghiale è un'ipotesi finora non comprovata
  • capriolo o selvaggina di capriolo: denominazione collettiva per i caprioli
  • Reif o Reifel: il lasciare una traccia di cervo,[46] tale che dall'accavallarsi degli arti anteriori e posteriori si forma una piccola striscia di terra
  • frollare: la selvaggina viene appesa in cella frigorifera per un breve periodo fino ad alcuni giorni
  • Reihzeit: periodo di accoppiamento negli uccelli acquatici
  • Revier: distretto di caccia
  • revieren: ricerca sistematica del terreno da parte del cane da caccia
  • revidieren: controllo quotidiano delle trappole
  • Ricke: capriolo femmina, anche Geiß
  • Riegel: passaggio della selvaggina in montagna
  • Riegeln, Riegeljagd: caccia in spinta con pochi battitori, in cui le porzioni di bosco vengono presidiate ai passaggi
  • rinnen: nuotare dei mammiferi selvatici
  • ringeln: 1. nuovo metodo igienico per l'eviscerazione[47]; 2. scortecciamento da parte degli scoiattoli[48]
  • ringholen: capacità di molte specie di rapaci di salire in circolo nella termica quasi senza battiti d'ala
  • rollieren, radschlagen: il (talvolta osservabile) capovolgersi della selvaggina in fuga dopo aver ricevuto il proiettile o i pallini
  • Rosa: 1. base a forma di corona alla radice degli steli del palco di cervidi pluriennali; 2. zone di pelle nuda sul capo dei galliformi, ad es. rose di corteggiamento nel gallo forcello
  • Rosenstock: cavicchio osseo frontale su cui poggia lo stelo del palco
  • Lavoro rosso: eviscerazione ovvero sventramento
  • branco: 1. gruppo di più cinghiali; 2. anche nel lupo (raro)
  • Rotwild: cervi nobili
  • branco: gruppo di più animali di una specie di ungulati, eccetto i cinghiali, e di lupi
  • rudeln: 1. raggruppamento degli animali che formano un branco; 2. vocalizzo del gallo forcello
  • Rute: 1. coda nei cani, in tutti i mammiferi predatori, eccetto la volpe (Lunte), il tasso e l'orso (Bürzel); 2. pene negli ungulati (Brunftrute), nei predatori e nel cane (Feucht- o Fruchtglied), lepre, coniglio e marmotta (Brunftrute)
  • Salina: dispositivo che offre sale alla selvaggina per l'apporto di minerali; di solito vicino a superfici di pascolo per la selvaggina
  • Sasse: giaciglio della lepre
  • Sau: un cinghiale (come specie – specificamente come femmina vedi: scrofa)
  • Saufänger: una lama per finire (pugnalare) i cinghiali, ad es. durante una caccia in spinta
  • Saufang: trappola a cattura viva per cinghiali
  • Saufeder: una lunga lama a doppio taglio, montata su un manico in legno duro lungo fino a due metri, utilizzata per finire i cinghiali che attaccano
  • Schadhirsch: anche cervo assassino, perché come cervo nobile per lo più anziano e relegato, con steli senza punte sviluppate, può infilzare (pugnalare) altri cervi
  • schädelecht: corna o palchi che non sono stati persi (palchi caduti), ma che al momento dell'abbattimento dell'animale erano saldamente uniti all'osso del cranio
  • Schachtel: animali femmine vecchi di capriolo, camoscio o cervo che non conducono più piccoli. Da qui deriva il termine "vecchia Schachtel" (vecchia zitella).
  • Schale: gli unghioni della selvaggina ungulata ruminante e del cinghiale
  • Selvaggina con unghioni: specie selvatiche con unghioni (Klauen), ovvero selvaggina ungulata ruminante e cinghiali
  • Trappola a forbice: un dispositivo di cattura un tempo in uso, costruito con bastoni e particolarmente adatto alla cattura di martore
  • Schild: 1. ispessimento della cotenna sulle scapole dei cinghiali maschi (verri); 2. macchia pettorale nei galliformi; 3. ulteriori significati obsoleti in Haseder
  • Schirm: schermo visivo a terra come dispositivo venatorio
  • Schloss: denominazione della cartilagine nel pavimento pelvico attraverso cui passa il retto della selvaggina. cfr. aufbrechen (sventrare)
  • Tipo Schlüpfer: classificazione del capriolo e del cervo sika
  • Schmalreh: giovane capriolo femmina non ancora sessualmente maturo. È il capretto dell'anno precedente.
  • Schmaltier: giovane cerva non ancora sessualmente matura, il vitello dell'anno precedente.
  • Schmalz: grasso della marmotta e del tasso
  • Schmalzmann: tasso, anche detto Grimbart
  • Schmelz: escrementi dei rapaci
  • Schnalle: organo genitale femminile esterno di cani, volpi, lupi, ecc.
  • schnallen: quando il cane da caccia viene liberato dal guinzaglio
  • Schnecke: 1. corno del montone, trofeo venatorio; 2. conchiglia del tritone cfr. richiamo del cervo
  • Schneider: 1. cervo o gallo cedrone/forcello di scarso valore; 2. cacciatori che tornano a casa senza preda
  • Schnepfenstrich: volo nuziale della beccaccia
  • Schnitthaar: pelo tagliato all'ingresso del proiettile nel corpo dell'animale
  • schnüren: andatura della volpe rossa, del lupo o della lince, in cui le zampe toccano il suolo in linea retta una dietro l'altra, posando le zampe posteriori nelle tracce delle zampe anteriori dello stesso lato del corpo, in contrapposizione allo schränken
  • schöpfen: la selvaggina e i volatili schöpfen quando bevono
  • Schrank cfr. segni distintivi del cervo: la distanza laterale tra le impronte del paio di zampe destro e quelle del sinistro nella pista al passo
  • schränken: il posizionamento affiancato delle zampe, deviando dalla linea retta ("verschränken")
  • Schürze: nel capriolo femmina, ciuffo di peli chiari sopra l'organo genitale femminile (Feuchtblatt)
  • Schützenbruch: ramoscello di una specie legnosa appropriata, che viene consegnato dal padrone di caccia all'abbattitore di un capo di selvaggina
  • Schüsseltrieb o Schüsseltreiben: ritrovo conviviale al termine di una battuta di caccia, generalmente per mangiare
  • schussfest: cane da caccia che non si spaventa allo sparo
  • schusshitzig: cane da caccia che subito dopo lo sparo, senza alcun comando, vuole inseguire o cercare la selvaggina
  • Schusszeichen (segni di colpo): caratteristiche che indicano se e dove la selvaggina è stata colpita, ad es. come reagisce al colpo
  • Schwarte (cotenna): la pelle spessa e pelosa del tasso e del cinghiale
  • Schwarzkittel: termine venatorio per cinghiale
  • Schwarzwild: termine venatorio generico per i cinghiali
  • schweimen: euforia di volo nei rapaci; sottrarsi all'influenza del falconiere volando a grande altezza
  • Schweinesonne (sole dei cinghiali): luna piena la cui luce è particolarmente favorevole durante l'appostamento notturno ai cinghiali
  • Schweiß: il sangue della selvaggina e del cane da caccia, non appena fuoriesce dal corpo dell'animale
  • Schweißhund (cane da sangue): cane da caccia specializzato nel cercare, trovare e fermare, nell'ambito del recupero, ungulati feriti (malati) o sanguinanti
  • Seher, die: occhi dei predatori a pelo come la volpe, nonché di lepre, coniglio e marmotta[57]
  • sichern: 1. nella selvaggina: esaminare l'ambiente circostante con tutti gli organi di senso; 2. nell'arma: mettere o togliere la sicura all'arma carica
  • Spiegel (specchio): la colorazione chiara del pelo sul posteriore dei cervidi, ad es.: nel capriolo maschio a forma di rene, nel capriolo femmina a forma di cuore con ulteriore peluria chiara sopra la vulva, chiamata anche grembiule
  • Spiel: insieme delle penne della coda nel gallo forcello
  • Spießer: giovane capriolo maschio o cervo con corna o palchi non ancora ramificati
  • sprengen: stanare la selvaggina dalla tana della volpe o del coniglio con il cane da tana o il furetto
  • Sprengruf: grido di battaglia del cervo dominante per scacciare i rivali
  • Sprinz: sparviero maschio; in tutti gli altri rapaci il maschio è chiamato Terzel
  • Sprung: un gruppo di caprioli nel periodo invernale. In estate i caprioli sono solitari (maschi e femmine giovani) o formano piccoli gruppi familiari (femmina con piccolo)
  • Sprosse o Spross: ramificazione, estremità di un palco
  • Sprung: la zampa posteriore della lepre
  • Spur: impronta in tutte le specie di selvaggina a pelo eccetto gli ungulati
  • spurlaut, cfr. fährtenlaut: descrive il cane da caccia che abbaia mentre segue la traccia o la pista della selvaggina
  • Ständer: zampe e piede d'uccello nella selvaggina da penna
  • Standarte o Lunte: la coda della volpe e del lupo
  • Standwild: selvaggina che, a differenza della selvaggina di passo, si trattiene costantemente in una riserva di caccia
  • Stange: 1. stanga del palco; 2. crociera nelle armi bianche; 3. asta del grilletto
  • Steine: testicoli del verro (raro); anche: perle particolarmente grandi sui palchi
  • stellen: 1. il cane ferma la selvaggina quando la costringe a fermarsi, ad es. in un inseguimento dopo il recupero; 2. il rapace da falconeria si posa; 3. armare una trappola
  • Stern: l'iride della selvaggina
  • stöbern: ricerca pianificata del cane da cerca al di fuori del controllo del conduttore[59]
  • Stoß: l'insieme delle penne caudali di un rapace
  • Strecke, Jagdstrecke: tutti gli animali abbattuti in una caccia (sociale), disposti in file secondo un ordine prestabilito ("comporre il tableau", "portare al tableau")
  • Strich: traiettoria di volo regolare degli uccelli ("selvaggina da penna") da e verso luoghi di riposo o di alimentazione, o durante il corteggiamento, ad es. la passata delle beccacce
  • Stück: classificatore numerico generale per cose e animali (senza plurale, quindi ad es. zwei Stück Rehwild), in particolare perché nel linguaggio venatorio non si dice il capriolo o l'animale, ma si parla di un capo.
  • Schusszeichen: indizi al momento dell'impatto del proiettile nel corpo della selvaggina
  • Sulze: vedi Salzlecke
  • Teckel: termine venatorio per bassotto
  • Teller: orecchie del cinghiale
  • Terzel: rapace da falconeria maschio (eccezione: Sprinz per lo sparviere maschio)
  • Tier: cervo femmina, a seconda della specie si dice per esteso Rottier o Damtier, anche denominazione di età come Schmaltier
  • Tirass, der: rete di copertura per la cattura di selvaggina da penna
  • totverbellen: abbaiare quando si trova un capo di selvaggina ungulata morto, fino all'arrivo del cacciatore, da parte del cane
  • Totverbeller: cane che, trovando un capo di selvaggina ungulata morto, abbaia e rimane presso il capo fino all'arrivo del cacciatore
  • Totverblasen, Totsignal: segnali individuali del corno da caccia per tutte le specie animali portate al tableau in una caccia sociale
  • Tracht: utero della selvaggina pelosa, anche l'embrione
  • Träger: il collo della selvaggina ungulata esclusi i cinghiali
  • Treiben: settore battuto nell'ambito di una caccia in movimento di area piu vasta
  • Tropfbett: accumulo di sangue gocciolato di un animale ferito ma ancora in piedi, che ha cercato riparo in questo luogo
  • Tritt: singola impronta di selvaggina ungulata (piu impronte formano una traccia)
  • Trosch: ciuffo di piume sul cappuccio del falcone
  • überfallen: la selvaggina ungulata supera gli ostacoli, cioe li salta
  • übergehen: 1. Non vedere, ad es. una traccia, un segno di pedinamento, 2. ad es. oltrepassare una lepre rannicchiata, 3. una femmina di ungulato non viene coperta (accoppiata), per cui l'anno successivo non conduce piccoli, cioè non ha prole
  • Überhege: porta a un aumento della popolazione e a danni da selvaggina
  • überjagen: un cane da caccia abbandona il distretto di caccia o caccia oltre il confine della riserva di caccia
  • Überläufer: giovane cinghiale di età compresa tra i 12 e i 24 mesi (originariamente: nell'anno venatorio successivo alla nascita)
  • überrollen: nella caccia in tana, la volpe o il tasso raggiungono l'esterno passando oltre il cane che si trova davanti
  • unterladen: fucile a ripetizione carico, ma senza cartuccia in camera
  • Urhahn: gallo cedrone
  • Urian, der: verro vecchio e robusto
  • verbeißen, e di conseguenza Verbiss (brucatura): tracce di rosicchiamento su alberi e arbusti
  • verblasen: segnalare tramite un suono di corno che è stato abbattuto un capo di selvaggina
  • verblatten: spaventare il capriolo durante la caccia al richiamo
  • verenden: la selvaggina muore in modo violento. La morte naturale si chiama fallen[61]
  • vergrämen o Vergrämung: scaccio intenzionale o involontario della selvaggina
  • verhitzen: la maturazione soffocante (deterioramento) della selvaggina abbattuta per accumulo di calore nella carcassa, quando non viene eviscerata tempestivamente
  • verhoffen: l'arrestarsi della selvaggina in movimento o al pascolo, ad es. per osservare un oggetto "sospetto" o localizzare un rumore
  • Verlorenbringer: un cane da caccia che segue la traccia di sangue della lepre/volpe ferita, la cattura, la uccide e la riporta
  • verludern: il deterioramento della selvaggina ferita che non è stata ritrovata in tempo
  • vernehmen: udire
  • verprellen: scacciare la selvaggina per imprudenza o goffaggine
  • Vorsuche: ritrovamento del punto di impatto da parte del cane da caccia per il successivo recupero
  • Vorstehhunde: razze di cani da caccia che presentano in modo marcato la caratteristica della "ferma", cioè segnalano al cacciatore la selvaggina scoperta tramite la "ferma"
  • Waidgerechtigkeit (o Weidgerechtigkeit[1]): regole etiche secondo cui un cacciatore esperto ovvero rispettoso della deontologia venatoria deve agire e cacciare
  • Waidloch (o Weidloch): ano o anche intestino terminale della selvaggina o del cane da caccia
  • Waidmann (o Weidmann): cacciatore
  • Waidmannsdank! (o Weidmannsdank): risposta a un "Waidmannsheil!" inteso come congratulazione
  • Waidmannsheil! (o Weidmannsheil!): formula tradizionale di saluto, commiato o congratulazione tra cacciatori
  • waidwund (o weidwund): colpo nelle viscere
  • Selvaggina di passaggio: ungulati che non sono presenti come selvaggina stanziale in una determinata riserva o area, ma che vi entrano per motivi specifici, come ad esempio il bramito o l'offerta di pascolo, e che lasciano presto di nuovo la riserva o l'area
  • Coda: coda dei cervidi
  • Cucciolo: piccolo di carnivori, quindi in linea di principio anche di felini, ma più spesso di canidi
  • Selvaggina: animali selvatici definiti come tali nella legge federale sulla caccia
  • Selvaggina (carne): la carne destinata al consumo di selvaggina abbattuta
  • Inseguimento della selvaggina: accordo per cercare selvaggina malata o ferita oltre i confini della riserva
  • Danno da selvaggina
  • Passaggio della selvaggina: sentiero regolarmente percorso dagli ungulati
  • Sventolare, segno celeste: è lo sparpagliamento dei formicai che i cervi rossi provocano con le corna; i danni vengono anche chiamati danni da sventolamento
  • Fiutare: percepire qualcosa con l'olfatto, annusare; usato per la selvaggina e per il cane
  • Tartufo: naso degli ungulati, ad eccezione del cinghiale
  • Fiuto: senso dell'olfatto o odore ("prendere il fiuto", annusare)
  • Figliare (anche partorire): partorire nel lupo, nella volpe e nel cane
  • Pugnale: punta supplementare del palco tra la mediana e la corona
  • Gracchiare: (anche soffocare, strozzare) suoni cigolanti o di soffocamento di un gallo cedrone quando si è posato sul suo albero (di riposo)
  • Letto di ferita: punto in cui un capo di ungulato ferito si abbatte, cioè si distende
  • Zain: arcaico per 1) la coda del tasso (oggi codione); 2) il pene del cervo in bramito
  • Segnalare: reazione della selvaggina al colpo attraverso movimento ed emissione di suoni
  • Metodo delle zone di cemento: metodo per la determinazione dell'età nei cervi
  • Sezionare: ridurre la selvaggina in carne o in pezzi pronti per la cucina, vedi disossare
  • Spostarsi: 1. muoversi tranquillamente, riferito agli ungulati; 2) volare, riferito agli uccelli
  • Acqua di mira: alcool che dovrebbe aiutare a mirare con mano ferma
  • Lombata o lombo: arrosto di lombo della selvaggina da cervi, daini, caprioli e cinghiali sezionati, che viene ulteriormente suddiviso in lombata di coda o di fiore, lombata centrale e lombata anteriore o di spalla
  • Capriolo o cervo del futuro: cervidi giovani e di buona predisposizione
  • Crollare: stramazzare, riferito agli ungulati dopo il colpo
  • Pressione (cfr. segni del cervo): la terra o la neve compressa nell'orma
  • Passaggio obbligato: un sentiero che la selvaggina deve necessariamente utilizzare a causa delle condizioni locali (conformazione del terreno, ostacoli, ecc.)
Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-checking, analisi e approfondimenti.

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