La Foresta Bavarese
Quando negli anni Ottanta nel Parco Nazionale della Foresta Bavarese il bostrico tipografo si moltiplicò in modo straordinario e la direzione del parco decise consapevolmente di non combatterlo, le conseguenze furono di vasta portata. Nel giro di pochi anni morirono diverse migliaia di ettari di vecchi abeti rossi nelle zone d'alta quota, un tempo sfruttati a fini economici. Dal lavoro del bostrico nacque una nuova foresta, più varia e ricca di colori di quanto
Quando negli anni Ottanta nel Parco Nazionale della Foresta Bavarese il bostrico tipografo si moltiplicò in modo straordinario e la direzione del parco decise consapevolmente di non combatterlo, le conseguenze furono di vasta portata. Nel giro di pochi anni morirono diverse migliaia di ettari di vecchi abeti rossi nelle zone d'alta quota, un tempo sfruttati a fini economici. Dal lavoro del bostrico nacque una nuova foresta, più varia e ricca di colori di quanto non fosse mai stata la precedente foresta produttiva.
Dal bosco produttivo alla foresta primordiale di domani
Il film mostra come nell'ex bosco produttivo si arrivò alla «catastrofe» e come da essa stia nascendo oggi la «foresta primordiale di domani», come si intreccino perfettamente nascita, crescita e morte, e perché il bostrico non sia diventato il becchino ma il levatrice della foresta. Attraverso il susseguirsi delle stagioni, il documentario offre uno sguardo approfondito su come il cambiamento dell'habitat influenzi il mondo animale e vegetale.
La Foresta Bavarese dimostra in modo convincente: quando l'essere umano lascia la natura a se stessa, nascono gli habitat più ricchi di specie. Per saperne di più su caccia e biodiversità e sul tema ambiente e protezione della natura su wildbeimwild.com.
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La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
