20.10.2026, 17:05

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Divieto di caccia nei boschi privati: messa al bando di terreni privati per motivi etici

I proprietari privati devono poter far esentare i propri fondi dalla caccia ricreativa per motivi etici. Alla base vi sono la garanzia della proprietà, la libertà di coscienza e la giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo.

1. Mozione

Il Consiglio di Stato è incaricato di presentare al Gran Consiglio un progetto di modifica della legge sulla caccia e la protezione della fauna (………) nonché dell'ordinanza sulla caccia (…………), con cui venga introdotta nel cantone (………) la possibilità di una pacificazione venatoria dei fondi privati per motivi etici. La revisione della legge deve in particolare garantire che:

  • i proprietari di boschi privati e di altri terreni privati nel cantone (………) possano, su richiesta, esigere che sui loro fondi non venga più esercitata la caccia ricreativa, qualora rifiutino la caccia per convinzioni etiche fondamentali.
  • tali fondi siano classificati nel diritto venatorio come zone con divieto di caccia o come distretti pacificati dal punto di vista venatorio e siano integrati nella pianificazione venatoria.
  • i presupposti e la procedura per la pacificazione venatoria siano disciplinati dalla legge, in particolare:
    • competenza dell'autorità decisionale
    • forma della richiesta e prova dei motivi etici
    • natura giuridica della decisione, comprese le possibilità di impugnazione
  • siano salvaguardati gli interessi pubblici prevalenti, mantenendo la possibilità, in casi eccezionali rigorosamente circoscritti, di interventi mirati da parte dell'autorità competente, in particolare in caso di:
    • lotta alle epizoozie e prevenzione delle epizoozie in presenza di pericolo imminente per le persone o di grave minaccia per beni materiali importanti oppure per imperiosi motivi di protezione della natura
    In questi casi gli interventi devono essere effettuati di norma dal servizio faunistico e limitarsi al minimo necessario.
  • il Consiglio di Stato illustri nel messaggio:
    • l'ordine di grandezza della superficie di bosco privato e di altri fondi privati che potrebbe presumibilmente essere interessata dalla possibilità della pacificazione venatoria
    • quali ripercussioni ciò avrà sulla pianificazione venatoria, sul piano di abbattimento e sulla regolamentazione dei danni causati dalla selvaggina
    • quali conseguenze finanziarie e organizzative sono da attendersi per il cantone e i comuni.
  • che la nuova normativa sia espressamente conforme alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo (CEDU) e alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo in materia di caccia forzata, rafforzando così la garanzia della proprietà e la libertà di coscienza dei proprietari fondiari.

Nel suo progetto il Consiglio di Stato tiene conto delle necessarie disposizioni transitorie, in particolare per quanto riguarda le pianificazioni venatorie esistenti e i rapporti di caccia in corso.

2. Breve motivazione

Oggi i proprietari di fondi nel cantone devono tollerare che persone estranee cacciano a scopo ricreativo sul loro terreno, benché rifiutino la caccia per convinzioni etiche fondamentali. Il diritto venatorio cantonale prevede sì bandite di caccia, zone di quiete per la fauna e altre aree protette, ma non riconosce ai proprietari fondiari alcun diritto individuale di escludere dalla caccia i propri terreni per motivi di coscienza.

La Convenzione europea dei diritti dell'uomo tutela sia la proprietà sia la libertà di coscienza. Nelle sentenze «Chassagnou contro Francia» (1999) e «Herrmann contro Germania» (2012) la Corte europea dei diritti dell'uomo ha stabilito che i proprietari fondiari che rifiutano la caccia per motivi etici non possono essere obbligati a tollerarne l'esercizio sul proprio terreno. Queste sentenze si fondano sulla tutela della proprietà prevista dal primo protocollo addizionale alla CEDU, che la Svizzera non ha ratificato. La libertà di coscienza vale tuttavia senza restrizioni anche in Svizzera, sia ai sensi dell'art. 9 CEDU sia dell'art. 15 della Costituzione federale. Confederazione e cantoni sono tenuti a configurare il proprio ordinamento giuridico nel rispetto dei diritti fondamentali.

Chi rifiuta la caccia per motivi di coscienza non può essere costretto dallo Stato a tollerare sangue e pallottole sul proprio terreno. I fondi liberi dalla caccia non sono nulla di radicale, ma una conseguenza da tempo dovuta della garanzia della proprietà, della libertà di coscienza e del benessere animale.

La legge federale sulla caccia definisce il quadro per la protezione e l'utilizzo dei mammiferi e degli uccelli selvatici. I cantoni dispongono tuttavia di un ampio margine di manovra per quanto riguarda il sistema di caccia, il territorio di caccia, la pianificazione venatoria e le disposizioni di protezione aggiuntive. All'interno di questo margine, il cantone (……) può escludere dei fondi dall'esercizio della caccia, creando così sia nuove zone di quiete per gli animali selvatici sia rafforzando i diritti dei proprietari fondiari.

Secondo il diritto federale, nessun cantone svizzero è tenuto a prevedere la caccia ricreativa. Spetta ai cantoni decidere se ammettere o meno la caccia. Se un cantone decide contro la caccia, o anche solo parzialmente contro di essa, può farlo liberamente in base alla Costituzione federale. Il cantone di Ginevra ha scelto da tempo questa via esemplare.

Con la presente mozione si incarica il Consiglio di Stato di creare una chiara base legale affinché i proprietari di boschi privati possano, per motivi etici, far dichiarare i loro fondi zone di pace dalla caccia. Al contempo si garantisce che gli interessi pubblici preponderanti, come la lotta alle epizoozie, la sicurezza e la protezione della natura, siano salvaguardati e che gli effetti sulla pianificazione venatoria, sul piano di abbattimento e sulla regolamentazione dei danni causati dalla selvaggina siano illustrati in modo trasparente. In tal modo il cantone (……) guadagna in certezza del diritto e allinea la propria legislazione sulla caccia alle norme in materia di diritti umani.

3. Situazione nei cantoni

Berna: La deputata al Gran Consiglio Susanne Clauss ha presentato nel 2026 l'interpellanza «Cacciare su suolo privato». Il Consiglio di Stato ha respinto la pacificazione venatoria, richiamandosi al primo protocollo addizionale alla CEDU, che la Svizzera non ha ratificato. La libertà di coscienza è stata lasciata da parte (Come il cantone di Berna governa la libertà di coscienza aggirando la caccia).

Ticino: Il 19 ottobre 2026 le deputate al Gran Consiglio Tamara Merlo e Maura Mossi Nembrini (Più Donne) hanno presentato un'interrogazione. Chiedono al Consiglio di Stato se i cacciatori ricreativi possano aprire cancelli e scavalcare recinzioni per cacciare su suolo privato e quali limiti valgano per pascoli e recinti per animali. Una pacificazione per motivi etici non vi è tematizzata (Cacciatori ricreativi su terreno privato: le deputate ticinesi chiedono chiarezza).