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Diritti degli animali

Il divieto di caccia alla volpe è legittimo

Gli scenari catastrofici di popolazioni di volpi incontrollate o della diffusione di malattie della selvaggina, paventati dall'associazione venatoria FSHCL, sono naturalmente pura fantasia.

Redazione Wild beim Wild — 9 giugno 2016

Ora anche i cacciatori ricreativi in Lussemburgo ce l'hanno nero su bianco.

Il divieto di caccia alla volpe e il divieto parziale di caccia al cinghiale, decisi dal Ministero dell'Ambiente, sono legittimi. A questa conclusione giunge il tribunale amministrativo nella sentenza ora pubblicata. La federazione venatoria «Fédération Saint-Hubert» aveva presentato ricorso contro il regolamento (Wild beim Wild ne aveva dato notizia). La misura sarebbe inutile, inefficace, pericolosa e penalizzerebbe i cacciatori ricreativi.

Nelle loro motivazioni, i giudici spiegano che non spetterebbe loro decidere sulla questione politica. Tuttavia, è possibile verificare se il governo abbia preso la decisione nell'interesse del bene comune. Inoltre, la decisione del legislatore deve essere comprensibile e proporzionata all'obiettivo perseguito.

Nessun errore dimostrato

Da un lato, i cacciatori ricreativi non riescono a dimostrare al legislatore un errore evidente nella valutazione della situazione. Dall'altro, i cacciatori ricreativi non possono provare in modo inequivocabile che il numero di volpi venga limitato dalla caccia ricreativa. Anche il pericolo rappresentato dall'echinococcosi della volpe non viene riconosciuto dal giudice nella misura invocata. Inoltre, il divieto è temporalmente limitato, e potrà quindi essere rivisto qualora la situazione dovesse effettivamente peggiorare.

Come ultimo punto, il tribunale respinge infine l'argomento dei cacciatori ricreativi secondo cui questi sarebbero penalizzati dalla normativa rispetto agli altri fruitori del bosco. Le attività dei cacciatori ricreativi nel bosco non sono paragonabili a quelle di chi vi passeggia o va in bicicletta. Per questi fruitori si applicano inoltre altre leggi, come ad esempio la legge sulla protezione della natura.


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