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Legge sulla caccia

Nel branco dello Chablais madre e figlia si riproducono con lo stesso maschio

Rapporto annuale KORA 2025: per la prima volta accertata in Svizzera una doppia riproduzione – e ciò che la ricerca sa da tempo

Redazione Wild beim Wild — 8 giugno 2026

Nel 2025, nel branco vallesano dello Chablais, due lupe si sono riprodotte nello stesso anno per la prima volta in Svizzera.

La fondazione KORA lo ha dimostrato tramite analisi genetiche e lo ha comunicato a fine maggio 2026 nel rapporto annuale KORA 2025. Il caso è documentato con precisione biologica e getta luce su una politica del lupo che da anni si pone contro lo stato della scienza internazionale.

Cosa ha dimostrato KORA

Nel lupo la riproduzione avviene di norma tramite una singola coppia all'interno del branco. Tuttavia, in casi isolati può accadere che due femmine si riproducano nello stesso anno all'interno dello stesso gruppo: in questo caso si parla di «doppia riproduzione». Questo fenomeno è noto nei lupi ed è documentato in diverse regioni, tra cui in Europa e Nord America.

Nel branco dello Chablais, grazie alle analisi di parentela del Laboratoire de Biologie de la Conservation dell'Università di Losanna, KORA ha potuto dimostrare quanto segue: un nuovo maschio si era riprodotto sia con F43, la femmina riproduttrice di questo branco dal 2019, sia con una figlia di questa femmina. Complessivamente sono stati registrati otto cuccioli.

L'innesco: un maschio è stato abbattuto

Il caso ha un innesco concreto da parte delle autorità, che KORA menziona nel rapporto. Dopo che il maschio riproduttore M88 era stato abbattuto legalmente nel gennaio 2024, in quell'anno non si era potuta accertare alcuna riproduzione. Nell'estate 2025 il monitoraggio cantonale ha nuovamente mostrato una riproduzione con otto cuccioli.

Un nuovo maschio è immigrato nel territorio ormai vacante e si è accoppiato con entrambe le femmine. L'abbattimento di M88 ha così messo in moto esattamente il meccanismo che la ricerca internazionale descrive da anni come «riproduzione compensatoria».

Cosa la scienza ha documentato da tempo

La formulazione di KORA, secondo cui gli effetti della gestione letale «non sono ancora stati valutati in modo definitivo», vale per un ambito ristretto. Il meccanismo di fondo è ben documentato.

La gestione letale dei lupi ha numerose conseguenze indesiderate: semplificazione della struttura sociale, dissoluzione dei branchi e cali riproduttivi a breve termine. Allo stesso tempo, il prelievo di lupi può aumentare le future predazioni sugli animali da reddito. Il meccanismo decisivo dietro a ciò: le femmine non riproduttive iniziano a riprodursi non appena viene a mancare la femmina o il maschio dominante. È esattamente quanto avvenuto nel branco dello Chablais.

Nel 2014 Wielgus e Peebles, in uno studio molto citato, hanno analizzato 25 anni di dati provenienti da Idaho, Montana e Wyoming. Il loro risultato: con tassi di abbattimento inferiori al 25 percento della popolazione, le predazioni sugli animali da reddito addirittura aumentavano, forse a causa dell'aumento compensatorio del numero di coppie riproduttive. Tassi di mortalità superiori al 25 percento non sono sostenibili a lungo termine. Questo studio è stato contestato dal punto di vista metodologico, ma anche lo studio contrario di Poudyal et al. (2016) afferma: l'uccisione di un lupo comporta nello stesso anno un aumento delle predazioni di pecore del 2,2 percento, risultando quindi quantomeno a breve termine controproducente.

A ciò si aggiunge un ulteriore fattore, spesso sottovalutato: la pressione venatoria sui lupi provoca alterazioni ormonali che possono involontariamente aumentare il tasso riproduttivo e modificare la struttura genetica della popolazione.

Uno studio recente del Wisconsin (Scientific Reports, 2024) mostra inoltre: la perdita di un membro del branco può portare alla dissoluzione del branco stesso, soprattutto quando vengono prelevati individui riproduttivamente attivi e la popolazione è ridotta. In popolazioni stabili e numerose, gli animali subentranti possono assumere il ruolo del membro rimosso e mantenere le funzioni sociali. La popolazione di lupi svizzera è una popolazione in fase di ricolonizzazione, non ancora stabile, in cui questo effetto tampone agisce solo in misura limitata.

43 branchi, 350 lupi, 89 abbattuti

Il caso singolo dello Chablais si colloca nel contesto di un bilancio complessivo che fa apparire la gestione del lupo svizzera sotto una luce contraddittoria. Nell'anno di monitoraggio 2025/26 sono stati confermati in Svizzera 43 branchi, due in più rispetto all'anno precedente. Di questi, 32 vivono interamente in Svizzera, 11 utilizzano anche aree nei Paesi limitrofi. Tre branchi sono già considerati nuovamente dissolti.

Nel periodo di regolazione da settembre 2025 a gennaio 2026 sono stati uccisi complessivamente 89 lupi, inclusi lupi dannosi e animali feriti. In totale sono stati censiti 153 cuccioli di lupo. La popolazione è cresciuta comunque. KORA ha messo in guardia da conclusioni premature: i primi risultati attendibili sull'efficacia della caccia saranno disponibili solo nel 2027.

Nel cantone del Vallese, dove vive il branco dello Chablais, il bilancio è il seguente: 75 lupi sono stati formalmente identificati, tra cui 57 nuovi individui. Sono stati confermati undici branchi, dieci dei quali con riproduzione. In 81 attacchi sono stati uccisi 318 animali da reddito. Nell'ambito della regolazione proattiva sono stati prelevati 24 lupi.

Nuovi branchi, nuova genetica

Parallelamente alla doppia riproduzione in Vallese, KORA segnala una diffusione geografica: per la prima volta un branco si è insediato nel cantone di Obvaldo, un altro è sorto nel cantone di Neuchatel.

Geneticamente rilevante è un ritrovamento dal cantone di Berna: per la prima volta una femmina della popolazione centroeuropea è stata registrata in Svizzera. Questa popolazione è geneticamente più diversificata rispetto alla dominante popolazione alpina e contribuisce alla stabilità a lungo termine della popolazione. Il fatto che questo arricchimento genetico sia stato dimostrato attraverso un animale ucciso illegalmente, ossia vittima di bracconaggio, è un'amara nota a margine dell'attuale politica della caccia per hobby.

Cosa mostra il branco dello Chablais

Il branco dello Chablais non è un caso particolare. È una lezione esemplare. L'abbattimento di M88 non ha indebolito il branco, lo ha ristrutturato, ha attirato un nuovo maschio e ha innescato per la prima volta una doppia riproduzione. Otto cuccioli, due cucciolate, un unico intervento.

La ricerca internazionale ha descritto questa dinamica molto prima che la Svizzera trasformasse la sua pratica di abbattimento in regola. Il fatto che KORA, nello stesso rapporto annuale in cui questo caso viene documentato, definisca l'efficacia della regolazione come «non ancora valutata in modo definitivo», è prudenza scientifica. Ma non deve valere come un lasciapassare per continuare come finora.

Chi fa abbattere i lupi in branco non regola la popolazione. Regola la struttura sociale, e le conseguenze sono ormai da tempo documentate.

Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti.

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