Alta caccia in Svizzera: svolgimento, benessere animale e valutazione critica
Il sistema dei brevetti, lo stress da caccia e la giustificazione ecologica alla prova dei fatti.
Ogni anno, in settembre, migliaia di cacciatori e cacciatrici ricreativi si riversano sulle Alpi svizzere per abbattere camosci, cervi e marmotte, mentre la fauna selvatica vive settimane di stato d'eccezione.
Che cos'è l'alta caccia?
L'alta caccia designa il principale periodo di caccia annuale nei cantoni a caccia con brevetto delle Alpi svizzere, segnatamente Grigioni, Vallese, Berna, Glarona, Uri, Svitto, Obvaldo, Nidvaldo, Appenzello Esterno e Appenzello Interno. Il sistema funziona tramite brevetti di caccia: chi ottiene tale brevetto e ha superato l'esame di caccia può cacciare durante il periodo stabilito dell'alta caccia in determinate zone.
Il Dossier Alta caccia Svizzera offre una rappresentazione esaustiva del sistema, della sua storia e delle sue conseguenze ecologiche.
Quando e dove si svolge l'alta caccia?
Nei Grigioni l'alta caccia inizia all'inizio di settembre e dura circa tre settimane. Segue poi una breve pausa, prima dell'inizio della caccia speciale al cervo. Negli altri cantoni a caccia con brevetto le date e la durata variano. L'alta caccia si svolge principalmente in montagna, nelle zone d'alta quota dove camosci, stambecchi e cervi trascorrono il loro habitat estivo.
Gli animali selvatici interessati si trovano in questo periodo in una fase cruciale dell'anno: si preparano all'inverno, accumulano riserve di grasso e sfruttano le ultime settimane con un'offerta alimentare ancora sufficiente.
Quali specie animali vengono abbattute durante l'alta caccia?
Le principali specie bersaglio dell'alta caccia sono il camoscio, il cervo nobile, il capriolo, la marmotta e il fagiano di monte alpino. Mentre il camoscio e il cervo sono considerati prede «pregiate», anche specie come la marmotta vengono abbattute in numeri considerevoli, benché quest'ultima goda di grande simpatia presso il pubblico.
Il Dossier Marmotta Svizzera documenta la contraddizione tra l'immagine turistica della marmotta e il suo ruolo di selvaggina da caccia. Lo stambecco in Svizzera è un altro esempio eloquente: estinto e poi reintrodotto, oggi nuovamente ammesso come animale da trofeo.
La caccia d'alta stagione come test di stress per la fauna selvatica
Studi scientifici dimostrano che un'intensa pressione venatoria porta a livelli massicciamente elevati di ormoni dello stress, a comportamenti alterati e a spostamenti forzati degli habitat negli animali selvatici. Gli stambecchi e i camosci costretti a fuggire dai loro territori montani d'origine rischiano cadute, arrivano indeboliti all'inverno e perdono i legami sociali.
Il dossier sui camosci mette in relazione lo stress venatorio con i cambiamenti climatici, che già di per sé restringono l'habitat del camoscio in alta montagna. Una doppia pressione con effetti cumulativi.
Il sistema delle patenti e la sua logica
Il sistema delle patenti si distingue dalla caccia a territorio fisso per il fatto che non si è vincolati a un comprensorio specifico, ma si acquista una patente per un'intera area di caccia. Questo ha delle conseguenze: invece di pochi cacciatori ricreativi del posto, durante la caccia d'alta stagione affluiscono in un'area talvolta migliaia di persone. Ciò aumenta la pressione venatoria, riduce la qualità degli abbattimenti e accresce il rischio di incidenti.
Il Dossier Caccia in Svizzera: cifre, sistemi e miti confronta i diversi sistemi venatori e mostra cosa dicono realmente i dati sulla caccia d'alta stagione.
Caccia d'alta stagione e turismo: un conflitto d'uso
In settembre, i Grigioni vivono contemporaneamente l'alta stagione del turismo escursionistico e l'inizio della caccia d'alta stagione. Escursionisti, biker e amanti della natura condividono le montagne con migliaia di cacciatori ricreativi. Ne derivano cartelli di avvertimento, obblighi di mantenere ampie distanze e zone interdette: l'infrastruttura pubblica viene limitata a vantaggio di un'attività privata nel tempo libero.
La giustificazione ecologica alla prova dei fatti
La caccia d'alta stagione viene regolarmente giustificata con la necessità di regolazione delle popolazioni. In realtà, la ricerca mostra che gli abbattimenti selettivi effettuati da guardiacaccia professionisti sarebbero ecologicamente più mirati. Il Dossier Argomentario per guardiacaccia professionisti illustra quali metodi di gestione siano scientificamente più fondati rispetto alla caccia d'alta stagione.
Conclusione
La caccia d'alta stagione è un fenomeno culturale profondamente radicato in determinati cantoni svizzeri. Ciò non cambia tuttavia la sua problematicità sotto il profilo ecologico e della protezione degli animali. Per migliaia di animali selvatici essa significa settimane di stato d'eccezione, stress fisico, colpi mancati e morte, quale prezzo affinché i cacciatori ricreativi possano dedicarsi alla loro attività nel tempo libero. Un dibattito sociale onesto su questo rapporto è ancora atteso.
Fonti
- JSG (SR 922.0): Legge federale sulla caccia
- JSV (SR 922.01): Ordinanza sulla caccia
- Leggi cantonali sulla caccia e ordinanze sui permessi (GR, GL, UR, SZ, OW, NW, AR, AI)
- Ufficio per la caccia e la pesca dei Grigioni: rapporti sulla caccia alta e statistiche degli abbattimenti
- Statistica federale sulla caccia (UFAM/Wildtier Schweiz)
- UFAM: Aiuto all'esecuzione Foresta e selvaggina
- Zwijacz-Kozica et al.: Stress da caccia negli ungulati (Applied Animal Behaviour Science)
Contenuti di approfondimento
- Caccia alta Svizzera
- Camoscio Svizzera
- Stambecco Svizzera
- Cervo rosso Svizzera
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