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FAQ

Bambini e caccia per hobby in Svizzera: diritto, rischi e psicologia

Perché un'età minima per la partecipazione ad atti di uccisione è ormai improcrastinabile.

Redazione Wild beim Wild — 8 aprile 2026

In Svizzera non esiste un'età minima uniforme per la partecipazione dei bambini ad atti di uccisione nella caccia per hobby, nonostante la ricerca in psicologia dello sviluppo metta chiaramente in guardia dalle conseguenze.

La lobby della caccia per hobby presenta la partecipazione di bambini e adolescenti come pedagogicamente preziosa. Psicologhe dello sviluppo e organizzazioni per la protezione degli animali la contestano: il confronto dei bambini con atti di uccisione e violenza sugli animali può lasciare tracce psicologiche durature e normalizza la violenza come mezzo accettabile. In diversi Cantoni è legale e comune coinvolgere i bambini nella caccia per hobby come spettatori, battitori e in alcuni casi persino come tiratori attivi.

Cosa consente il diritto svizzero?

Il diritto venatorio svizzero (LCP e disposizioni esecutive cantonali) non contiene alcuna regolamentazione uniforme a livello federale sull'età minima per la partecipazione alla caccia per hobby. La licenza di caccia può essere ottenuta nella maggior parte dei Cantoni a partire dai 18 anni; in singoli Cantoni il limite d'età è ancora più alto. Ciò tuttavia non dice nulla sulla possibilità che bambini di età inferiore partecipino alla caccia per hobby come accompagnatori o battitori.

In diversi Cantoni esistono programmi giovanili espliciti che avvicinano i bambini alla caccia per hobby. In tali contesti, i minori vengono portati nei poligoni di tiro e coinvolti in eventi venatori. Il dossier caccia e bambini dimostra che manca una tutela giuridica sistematica e che il coinvolgimento dei bambini in atti di uccisione è in gran parte lasciato alla discrezionalità delle società di caccia.

Qual è la differenza tra accompagnamento e partecipazione attiva?

La lobby della caccia per hobby distingue tra accompagnamento passivo, in cui i bambini osservano gli adulti cacciare, e partecipazione attiva, ossia lo sparo autonomo a selvaggina. Nella pratica, questo confine si dissolve. I bambini impiegati come battitori nelle battute di caccia sono fisicamente integrati nel processo venatorio. Si trovano direttamente di fronte a sangue, animali feriti e atti di uccisione, indipendentemente dal fatto che sparino o meno.

La caccia per hobby come evento documenta come le società di caccia promuovano in modo mirato l'integrazione sociale dei bambini: come garanzia di ricambio generazionale per una comunità venatoria ricreativa in contrazione.

Cosa dicono gli psicologi dello sviluppo?

La ricerca in psicologia dello sviluppo sulla violenza e lo sviluppo infantile è ampia. I lavori di Frank Ascione e Clifton Flynn documentano che la violenza sugli animali durante l'infanzia è correlata a una ridotta empatia e a successivi problemi comportamentali. Il meccanismo è noto: quando un bambino impara che uccidere porta a orgoglio e riconoscimento, quando il padre viene elogiato dopo l'abbattimento e il bambino è parte di questa celebrazione, l'uccisione viene interiorizzata come un'azione connotata positivamente.

Psicologia della caccia spiega che la cultura della caccia per hobby valuta attivamente la compassione per gli animali come una debolezza. I bambini che crescono in questo ambiente imparano precocemente a reprimere l'empatia e a razionalizzare la sofferenza animale.

In che modo la cultura della caccia per hobby influenza i bambini?

I bambini apprendono attraverso modelli di ruolo. Quando gli adulti uccidono animali con armi e presentano ciò come naturale, tradizionale e socialmente accettato, i bambini assimilano questa visione del mondo. La caccia per hobby crea in tal modo uno spazio esperienziale chiuso: rituali come il «Schüsseltreiben» dopo la caccia, la consegna dei trofei o la rassegna collettiva del tableau (degli animali abbattuti) sono iniziazioni sociali in cui l'uccisione viene vissuta come atto fondativo di comunità.

Questo è psicologicamente efficace, e proprio qui risiede il problema. Ciò che viene commercializzato come «educazione alla natura» è in primo luogo la precoce normalizzazione di un comportamento che, al di fuori di questo contesto, verrebbe considerato maltrattamento di animali. Alternative come l'osservazione della fauna selvatica, la ricerca di tracce e l'educazione ecologica trasmettono il legame con la natura senza violenza.

Quali rischi derivano dal contatto con le armi?

I bambini in prossimità di armi da fuoco sono esposti a un rischio elevato di incidenti.Incidenti di caccia in Svizzera dimostrano che gli incidenti di caccia per hobby si verificano regolarmente in situazioni considerate controllate: sulla postazione rialzata, durante le battute di caccia, all'alba. I bambini presenti a tali occasioni sono coinvolti in caso di incidente. Al contempo, il contatto precoce normalizza l'uso delle armi come strumento ricreativo.

Un incidente avvenuto in Carinzia nell'ottobre 2025, in cui un sedicenne è stato colpito da pallini da caccia durante una battuta, dimostra quanto siano realistici questi rischi. L'età non protegge automaticamente: il pericolo nasce dalla situazione, non dall'età del coinvolto.

Come presenta la lobby della caccia per hobby il coinvolgimento dei bambini?

JagdSchweiz e le associazioni venatorie cantonali sostengono che la caccia per hobby insegni ai bambini da dove proviene la carne e promuova il rispetto per la natura. Questa argomentazione è sistematicamente carente: la conoscenza delle catene alimentari può essere trasmessa senza atti di uccisione. Il rispetto per la natura non nasce dall'uccisione, bensì dall'osservazione, dalla comprensione e dalla protezione.

Miti venatori rivela come tali narrative mascherino la funzione reale: non si tratta di pedagogia naturalistica, bensì di reclutamento di nuove leve per una comunità ricreativa in declino.

Cosa richiede la Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia?

Il Comitato ONU sui diritti dell'infanzia ha stabilito in modo inequivocabile nel 2023 con il «General Comment No. 26»: i bambini devono essere protetti da ogni forma di violenza fisica e psicologica, compreso il confronto con la violenza sugli animali. La Svizzera, in quanto Stato parte della Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia, è obbligata a garantire efficacemente questo diritto. Ciò significa che la partecipazione passiva e attiva di minori alle attività di caccia per hobby è in contrasto con il diritto internazionale vigente.

Esistono iniziative politiche e modelli internazionali?

La Polonia nel 2018 è stata il primo Paese europeo a vietare categoricamente la partecipazione dei minori alle cacce per hobby. Il divieto è stato il risultato di anni di pressioni da parte di psicologhe infantili, pedagogisti e organizzazioni per la protezione degli animali. In Svizzera, iniziative parlamentari concrete per un'età minima a livello federale non sono finora state presentate. A livello cantonale si registrano discussioni isolate, ma nessuna legislazione organica. Testi modello per iniziative parlamentari critiche nei confronti della caccia offrono a consigliere e consiglieri cantonali formulazioni concrete per le relative iniziative.

Petizione: sanzionare i cacciatori per hobby che coinvolgono minorenni

L'IG Wild beim Wild ha lanciato una petizione al consigliere federale Albert Rösti. Essa chiede un divieto esplicito a livello federale della partecipazione di minorenni alla caccia per hobby, sia in forma attiva (caccia congiunta, sparo, ricerca di animali feriti) sia in forma passiva (presenza durante atti di uccisione). I cacciatori per hobby e le organizzazioni venatorie che consentono la partecipazione di minorenni alla caccia per hobby devono essere sanzionati in modo sistematico. La petizione si basa sulle raccomandazioni del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia nel «General Comment No. 26» e sulle numerose evidenze della psicologia dello sviluppo riguardo alle conseguenze dell'esposizione alla violenza durante l'infanzia.

→ Firma ora la petizione

Conclusione

Il coinvolgimento dei bambini nella caccia per hobby è scarsamente regolamentato in Svizzera. Mentre la psicologia dello sviluppo formula avvertimenti chiari e il diritto sulla protezione degli animali esige la tutela di tutti gli esseri viventi, manca un quadro normativo unitario per la protezione dei minorenni nei contesti della caccia per hobby. Ciò che viene commercializzato come tradizione ed educazione alla natura, dal punto di vista scientifico rappresenta la normalizzazione precoce della violenza contro gli animali. Un'età minima per la partecipazione ad atti di uccisione sarebbe una misura relativamente modesta, ma efficace.

Fonti

  • Legge federale sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (LCP), RS 922.0
  • Ordinanza sulla caccia e la protezione dei mammiferi e degli uccelli selvatici (OCP), RS 922.01
  • Legge sulla protezione degli animali (LPAn), RS 455
  • Comitato ONU per i diritti dell'infanzia, General Comment No. 26 (2023)
  • Ascione, F. R. (1993): Children Who Are Cruel to Animals: A Review of Research and Implications for Developmental Psychopathology. Anthrozoos, 6(4), 226–247
  • Flynn, C. P. (1999): Animal Abuse in Childhood and Later Support for Interpersonal Violence in Families. Society & Animals, 7, 161–172
  • Flynn, C. P. (1999): Exploring the Link between Corporal Punishment and Children’s Cruelty to Animals. Journal of Marriage and the Family, 61, 971–981
  • Legge federale tedesca sulla caccia (BJagdG), § 16

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