11 giugno 2026, 10:42

Cerca

Criminalita & caccia

Spreitenbach risponde solo quando bussa l'autorita di vigilanza

Per sei settimane il Consiglio comunale di Spreitenbach ha lasciato senza risposta la richiesta di informazioni della IG Wild beim Wild. Poi la piattaforma ha presentato una domanda di conciliazione e una denuncia all'autorita di vigilanza. Un giorno dopo che entrambi gli organi di vigilanza cantonali sono entrati in azione, e arrivata la risposta del comune. E scarna, evasiva e conferma involontariamente le critiche.

Redazione Wild beim Wild — 11 giugno 2026

A volte una riga in copia racconta piu di un'intera lettera.

Il 9 giugno 2026 il Consiglio comunale di Spreitenbach ha risposto per la prima volta alla richiesta di informazioni ai sensi della legge sulla trasparenza, che la IG Wild beim Wild aveva presentato il 27 aprile 2026. In calce allo scritto figurano due destinatari in copia: la sezione comunale del Dipartimento dell'economia e degli affari interni e l'incaricata per la trasparenza e la protezione dei dati.

Proprio questi due uffici avevano, il giorno prima, l'8 giugno 2026, recapitato della posta al comune. L'incaricata per la trasparenza e la protezione dei dati, a seguito della nostra domanda di conciliazione, ha avviato un tentativo di mediazione ai sensi del § 31 IDAG. La sezione comunale ha trasmesso al Consiglio comunale la nostra denuncia all'autorita di vigilanza per diniego di giustizia e gli ha fissato un termine fino al 6 luglio 2026 per una presa di posizione con relativi atti.

La cronologia parla da se. Dal 27 aprile all'8 giugno: silenzio. Il termine di 10 giorni ai sensi del § 19 cpv. 1 VIDAG e scaduto, il termine fissato nella richiesta del 27 maggio e scaduto, nessuna conferma di ricezione, nessuna proroga del termine, nulla. L'8 giugno le autorita di vigilanza entrano in azione. Il 9 giugno il comune risponde. La motivazione del ritardo: «giorni festivi e assenze dovute alle ferie».

Cio che il comune ammette

Sul piano dei contenuti, lo scritto e per larga parte un'ammissione. Per la Jagdmesse Schweiz, la Terra Expo e la fiera dei pescatori sportivi, secondo il comune non era necessaria alcuna autorizzazione comunale per l'evento. Le questioni di sicurezza e di traffico non sono state esaminate per singolo evento, ma in modo forfettario nell'allora procedura di autorizzazione edilizia. Non e stata rilasciata alcuna autorizzazione pubblicitaria. E testualmente: «Gli aspetti relativi al diritto sul benessere animale non sono stati esaminati dal comune.»

Con cio il comune conferma quanto il servizio veterinario dell'Argovia aveva gia messo per iscritto: La fiera della caccia dei cacciatori per hobby ha attraversato indenne tutti i livelli di controllo. Nessuna segnalazione al servizio veterinario, nessun controllo in loco, nessun fascicolo, e ora confermato anche ufficialmente nessun esame comunale di alcun tipo. Un evento con armi, trofei e riferimenti agli animali si è svolto in un sistema in cui ogni livello si dichiara non competente.

Animali vivi di cui nessuno sapeva

La situazione documentale diventa particolarmente esplosiva a causa di un dettaglio del programma stesso della fiera: alla fiera della caccia si sono svolte ripetutamente dimostrazioni di cani da caccia. Il servizio veterinario ha tuttavia precisato di non aver avuto «alcuna conoscenza di una dimostrazione di animali vivi». Sono quindi stati presentati in modo dimostrabile animali vivi a una fiera commerciale, senza che l'autorità competente ne fosse a conoscenza, né tantomeno potesse verificare se le disposizioni dell'ordinanza sulla protezione degli animali fossero state rispettate o se sussistesse un obbligo di autorizzazione ai sensi dell'art. 13 LPAn, che subordina ad autorizzazione l'utilizzo di animali vivi a scopo pubblicitario. Nella sua lettera il servizio veterinario ha espressamente chiesto di comunicargli indicazioni concrete. Abbiamo dato seguito a questa richiesta.

Ciò che il Comune rifiuta

Sui complessi di domande relativi alla denuncia penale contro la nostra piattaforma il Consiglio comunale rifiuta ogni informazione, in modo generico con riferimento ad «accertamenti penali in corso». Restano così senza risposta anche domande che non hanno nulla a che fare con il procedimento penale stesso: esiste una decisione formale del Consiglio comunale sulla petizione ai sensi dell'art. 33 cpv. 2 Cost.? Quante e-mail individuali sono effettivamente pervenute? Prima della denuncia penale sono stati richiesti pareri all'UFCOM o agli organi di protezione dei dati? C'è stata una consulenza legale esterna? Si tratta di domande sull'operato amministrativo del Comune, non sul procedimento penale. Riguardo alla petizione con i suoi 170 firmatari si dice laconicamente: «La vostra petizione è stata presa in considerazione.» Come da questa petizione sia poi nata una denuncia penale contro chi muoveva critiche, lo abbiamo documentato dettagliatamente.

Le leve che il Consiglio comunale non ha toccato

Il Comune si pone sul punto di vista che la protezione degli animali sia esclusiva competenza del servizio veterinario cantonale. È una semplificazione. Una ricerca nella legislazione argoviese mostra: il Consiglio comunale disponeva di almeno quattro propri strumenti d'azione e non ne ha utilizzato nessuno.

In primo luogo: compiti comunali di protezione degli animali. L'ordinanza cantonale sull'esecuzione della legislazione sul benessere animale (SAR 393.111) presuppone esplicitamente che i municipi svolgano compiti di benessere animale. Il servizio veterinario sorveglia i municipi in questo ambito e può delegare loro dei compiti. Chi afferma che, in quanto comune, non ha nulla a che fare con il benessere animale, non ha letto la propria base giuridica.

In secondo luogo: segnalazione e assistenza amministrativa. Al più tardi dalla petizione del novembre 2025 il municipio era a conoscenza di indizi circostanziati su irregolarità, sulla base del rilevamento dello STS relativo a circa 60’000 detenzioni di rettili contrarie al benessere animale e quindi perseguibili penalmente in Svizzera, con l'Umwelt Arena come fulcro. Una semplice trasmissione al servizio veterinario sarebbe bastata per attivare l'autorità specializzata. Non è mai avvenuta: il servizio veterinario ci ha confermato per iscritto che non gli era pervenuta alcuna segnalazione in merito alla fiera della caccia. Secondo l'art. 24 LPAn, l'autorità competente interviene senza indugio in caso di irregolarità accertate. Le autorità che chiudono gli occhi non possono sottrarsi a questo obbligo facendo leva su un'ignoranza che esse stesse hanno organizzato.

In terzo luogo: la propria polizia. Nel sistema di sicurezza duale argoviese, la polizia regionale è organo esecutivo del municipio. Il municipio avrebbe potuto incaricare la propria Repol di essere presente alla fiera della caccia o alle borse dei rettili e di effettuare degli accertamenti. Anche questo non è avvenuto, nemmeno dopo che, l'8 marzo 2026, davanti all'Umwelt Arena un attivista per il benessere animale è stato aggredito fisicamente al collo.

In quarto luogo: il diritto edilizio. Il comune stesso scrive che le manifestazioni si sono svolte «nel quadro delle autorizzazioni edilizie e operative esistenti». È proprio lì che risiede la sua competenza più propria: in qualità di autorità di rilascio delle autorizzazioni edilizie, potrebbe verificare se le ricorrenti borse commerciali di animali e una fiera per cacciatori per hobby siano coperte dalla destinazione d'uso di un padiglione concepito e commercializzato come faro dell'educazione ambientale. Come l'Umwelt Arena gioca il proprio marchio di sostenibilità contro il benessere animale è documentato. Finora nessuno le ha posto la questione edilizia, men che meno il proprio comune.

Un'autorità, un unico atto

Tirando le somme, resta un risultato notevole. In un conflitto che riguarda il benessere animale, la sicurezza pubblica e la credibilità di un'istituzione commercializzata come sostenibile, il Municipio di Spreitenbach ha compiuto in mesi esattamente un'unica azione documentata: la denuncia penale contro la piattaforma che ha reso pubbliche le irregolarità. Responsabili di ciò sono l'intero Municipio, il sindaco Markus Mötteli (Die Mitte), la vicesindaca Doris Schmid-Hofer (PLR) nonché i consiglieri senza partito Adrian Mayr e Mike Heggli. Le stesse quattro persone a cui erano indirizzate le mail di protesta hanno anche lasciato senza risposta le tre lettere della nostra piattaforma, finché le autorità di vigilanza non sono intervenute. Nessuna segnalazione, nessun controllo, nessuna verifica, nessun intervento di polizia, nessuna risposta a tre lettere, finché le autorità di vigilanza non sono intervenute. Ma una denuncia penale per presunte 850 mail di protesta, una rappresentazione fuorviante, perché dietro vi sono 170 mittenti, le cui mail sono state inviate soltanto a cinque indirizzi del Comune ciascuna.

Che il Comune ora, non appena ÖDB e dipartimento comunale bussano, riesca a rispondere nel giro di un giorno, dimostra del resto una cosa: avrebbero sempre potuto farlo, con tutte e tre le lettere. Lo hanno voluto solo quando hanno dovuto.

Come si prosegue

La procedura di conciliazione presso l'incaricata per la trasparenza e la protezione dei dati prosegue, perché la risposta del Comune lascia aperti i nodi centrali. Entro il 6 luglio 2026 il Municipio deve inoltre prendere posizione nei confronti del dipartimento comunale DVI e presentare i suoi atti. Abbiamo trasmesso a entrambe le sedi le nostre integrazioni. Il Municipio ha taciuto per sei settimane, quando avrebbe potuto rispondere volontariamente. Ora risponde, perché deve. Continueremo a seguire la vicenda.

Maggiori informazioni sul tema della caccia per hobby: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e approfondimenti.

RESTIAMO IN CONTATTO!

Desideriamo inviarti le ultime novità e offerte tramite la newsletter.

Sostieni il nostro lavoro

Con la tua donazione aiuti a proteggere gli animali e a dare voce a chi non ne ha.

Dona ora