Francia: cacciatori per hobby travolgono di notte animali selvatici e finiscono a processo
Sei uomini hanno cacciato di notte con il 4x4 cervi e cinghialetti fino alla morte. Il 4 giugno 2026 la procura di Bourges ha chiesto la detenzione e il ritiro della licenza.
Immagine simbolica
Il 4 giugno 2026 la Corte d'appello di Bourges ha discusso uno dei casi di bracconaggio più brutali della Francia degli ultimi anni: sei uomini di età compresa tra i 24 e i 43 anni avrebbero inseguito e investito di notte animali selvatici con un fuoristrada, posando poi con gli animali morti per foto e video.
La procura ha chiesto tra i cinque e i quattordici mesi di pena sospesa, il ritiro delle licenze di caccia e dei permessi di porto d'armi, il ritiro della patente di guida nonché multe tra i 1’000 e i 4’000 euro (fonte: France 3 Centre-Val de Loire, 4 giugno 2026). La sentenza è stata rinviata al 1° ottobre 2026.
Fatto: caccia notturna con veicoli a daini, cervi e cinghialetti
Gli uomini sono stati accusati di aver cacciato insieme, di notte, nel dipartimento dello Cher il 25 febbraio 2025, senza autorizzazione di caccia, con veicoli e armi. Durante l'udienza il tribunale ha mostrato video e foto sequestrati, nei quali gli imputati cacciavano daini, cervi rossi e cinghialetti con un 4 × 4 e posavano con gli animali dopo la loro morte.
Uno degli imputati ha dichiarato di essere stato effettivamente sul posto, ma di essersi distanziato quando gli animali venivano uccisi: «Volevo vedere gli animali selvatici di notte. Quando ho visto che uccidevano gli animali, mi sono allontanato dal gruppo.»
Degno di nota: uno degli imputati era responsabile e direttore di una delle circa 350 mute di cani da caccia in Francia – ossia quella forma di caccia che rivendica per sé in modo particolarmente clamoroso il «rispetto verso l'animale», benché ciò sia una totale assurdità. Persino i rappresentanti della Vénerie, la tradizionale caccia francese a cavallo, hanno condannato duramente i fatti: «Questo è assolutamente inaccettabile. La Vénerie rispetta l'animale cacciato più di qualsiasi altra forma di caccia», ha dichiarato Pierre-François Prioux, presidente della Société de vénerie, secondo France 3.
Assoluzione in primo grado – per un vizio procedurale
Il procedimento aveva un antefatto significativo. Il Tribunal judiciaire de Châteauroux aveva assolto i sei imputati nell'aprile 2025, perché secondo il tribunale le fototrappole dell'Office français de la biodiversité (OFB) erano state installate senza l'autorizzazione della procura, il che ha reso nulla l'intera catena probatoria.
In seguito le parti civili hanno presentato appello. Anche alla prima udienza d'appello, nel novembre 2025, non vi fu un dibattimento di merito: la difesa si concentrò nuovamente su questioni procedurali relative alle fototrappole dell'OFB.
La difesa ha ripetuto questa strategia anche il 4 giugno 2026. Gli avvocati hanno nuovamente chiesto l'assoluzione, sostenendo che le prove fossero inutilizzabili a causa di vizi procedurali nella raccolta delle stesse. Uno dei difensori ha dichiarato: «Siamo fermamente convinti che vizi procedurali attraversino tutto questo caso ed escludano un esame nel merito.»
Uno schema, non un caso isolato
Il caso dello Cher non è isolato. Si inserisce in uno schema diffuso in tutta Europa, che l'IG Wild beim Wild documenta da anni.
In Svizzera, nel 2023, la polizia cantonale di Uri, durante un controllo stradale notturno, ha sequestrato su un sedile passeggero un fucile a pallini pronto a sparare con una torcia montata sopra, un classico schema di equipaggiamento per la caccia notturna agli animali selvatici. Nella spagnola Teruel, nel marzo 2026, la polizia nazionale ha arrestato tre cacciatori per hobby per presunti reati contro il benessere animale. In Germania, la statistica criminale di polizia ha registrato di recente oltre 1’000 casi di bracconaggio all'anno, con esperti che stimano un numero oscuro considerevole (Ministero federale dell'ambiente, risposta a un'interrogazione dei Verdi).
Il dossier svizzero sulla criminalità venatoria mostra che il bracconaggio non è un fenomeno marginale: nessuna statistica nazionale, procedimenti archiviati, impunità strutturale. L'ex presidente del governo vallesano Jean-René Tornay aveva usato pubblicamente la formula «vedere, sparare, seppellire, tacere», una frase che è diventata oggetto di una denuncia penale (Fonte: Dossier bracconaggio Svizzera, wildbeimwild.com).
Perché l'autocontrollo nell'ambiente della caccia per hobby non funziona
Il problema centrale del bracconaggio non è la mancanza di leggi, ma la mancanza di controlli. A ciò si aggiunge una particolarità dell'ambiente della caccia per hobby: molte segnalazioni di bracconaggio restano interne. Chi ha stretti contatti sociali con altri cacciatori per hobby li denuncia più raramente (Fonte: Bracconaggio in Svizzera: diffusione, cifra oscura e perseguimento penale).
Quello che la popolazione intende come «caccia controllata» è in realtà un modello di autogestione in cui per lo più sono i cacciatori per hobby a controllare altri cacciatori per hobby. Un'autorità di vigilanza indipendente, una banca dati centrale o il ritiro automatico dell'autorizzazione di caccia in caso di condanna – tutto ciò il sistema non lo conosce (fonte: Dossier: Regolare i cacciatori per hobby – non i predatori).
La sentenza d'appello nel caso di Bourges è annunciata per il 1° ottobre 2026. Mostrerà se un tribunale riconosce come legittima la raccolta delle prove da parte di un'autorità per la protezione della natura – oppure se una seconda assoluzione conferma ancora una volta l'impunità strutturale nell'ambiente della caccia per hobby.
Link di approfondimento
- Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera (dossier)
- Bracconaggio in Svizzera: diffusione, cifra oscura e perseguimento penale
- Regolare i cacciatori per hobby – non i predatori (dossier)
- La polizia nazionale spagnola arresta tre cacciatori per hobby
- Germania: il bracconaggio è popolare tra i cacciatori per hobby
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