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Caccia

Russia: il Parlamento autorizza la caccia con arco e frecce

Il parlamento russo vuole valorizzare l'immagine del paese come grande potenza venatoria – e per questo motivo autorizza l'uso di arco e frecce. Con questa decisione, i deputati espongono però i cacciatori anche a rischi imprevedibili.

Redazione Wild beim Wild · 25 luglio 2019

La Russia autorizza la caccia con arco e frecce.

Il Parlamento di Mosca ha approvato mercoledì la relativa legge in terza lettura. Stando alle notizie dei media, i deputati della Duma si aspettano che ciò abbia un effetto «molto positivo» sull'immagine della Russia come grande potenza venatoria. Tuttavia, potranno aggirarsi nei boschi con arco e frecce solo coloro che sono in possesso di un'apposita licenza di caccia.

Fino ad ora arco e frecce e la balestra erano stati fondamentalmente vietati come armi. I critici vedono nel nuovo provvedimento anche dei rischi per le persone: gli animali feriti da un colpo non letale avrebbero maggiori possibilità di attaccare i cacciatori ricreativi. Gli sportivi che praticano il tiro con l'arco temono di conseguenza di essere sottoposti a controlli più severi, ad esempio nelle stazioni ferroviarie. Gli esperti non si aspettano un aumento del bracconaggio: arco e frecce non sarebbero economici.

In Germania la caccia con l'arco è vietata. Esiste tuttavia la possibilità che un affittuario di riserva di caccia richieda un'autorizzazione eccezionale presso l'Autorità venatoria suprema. Secondo il ministero, si tratterebbe di una procedura finora unica in Germania.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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