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Caccia

Perché la caccia ricreativa non è più al passo con i tempi

Una fresca mattina di fine estate. La nebbia aleggia sui campi, il sole si fa strada esitante oltre le cime degli alberi. Uno sparo squarcia il silenzio. Pochi secondi dopo, un capriolo giace ai margini del bosco – colpito, ma non morto. Rantola, si dimena, scalcia freneticamente con le zampe. Il cacciatore per hobby si avvicina, ricarica. Per l'animale inizia un ultimo, straziante combattimento.

Redazione Wild beim Wild — 6 ottobre 2025

La caccia ricreativa viene spesso presentata dai suoi sostenitori del gergo venatorio come indispensabile, per la regolazione delle popolazioni di selvaggina, per la protezione dell'agricoltura e come presunta fonte sostenibile di carne.

Eppure l'immagine romanticizzata del cacciatore in armonia con la natura non regge più a un esame critico. Emerge sempre più chiaramente: la caccia ricreativa è un retaggio di un'epoca in cui la selvaggina era considerata semplice preda di caccia.

Miti e realtà

Il mito più tenace vuole che la caccia ricreativa sia necessaria per contenere popolazioni eccessive di animali selvatici. Tuttavia, numerosi studi scientifici confutano questa affermazione. Molte specie animali, come i cinghiali o le volpi, si riproducono addirittura più intensamente sotto la pressione venatoria. L'abbattimento di singoli esemplari porta spesso a una maggiore riproduzione, anziché ridurre la popolazione. La caccia ricreativa dunque non regola, bensì destabilizza.

In parole povere: la caccia ricreativa non mantiene basse le popolazioni, anzi ne alimenta la crescita. La presunta soluzione diventa così parte del problema.

Un altro mito riguarda la protezione dell'agricoltura. Sebbene gli animali selvatici causino danni ai campi, i cacciatori ricreativi non risolvono questo problema in modo duraturo. Al contrario, metodi colturali adattati, misure di protezione tecniche e una pianificazione territoriale intelligente risultano più efficaci e, nel lungo periodo, meno conflittuali.

Dati scientifici

L'ecologia moderna dimostra che i sistemi naturali si regolano meglio senza interventi umani. Predatori- Le dinamiche predatore-preda, le malattie e le risorse scarse garantiscono un equilibrio più stabile di qualsiasi "regolazione artificiale delle popolazioni".Studi dimostrano inoltre che interventi eccessivi da parte dei cacciatori ricreativi portano a uno squilibrio negli ecosistemi, con conseguenze negative per la biodiversità e la varietà delle specie, come informa la IG Wild beim Wild.

Prospettive etiche

Al di là degli argomenti ecologici, si pone la questione dell'etica e del benessere animale. Gli animali selvatici sono esseri senzienti, non una risorsa da raccogliere come frutti. La caccia ricreativa significa sofferenza: i colpi d'arma da fuoco portano non di rado a gravi ferite, fughe e tormenti prima che gli animali muoiano. Con ciò, i cacciatori per hobby infliggono, insieme alla sperimentazione animale, la quota maggiore di sofferenze consapevolmente causate agli animali selvatici.

Un approccio moderno e illuminato nei confronti degli animali selvatici esclude pratiche basate sulla violenza e sull'uccisione. Chi ancora oggi trasfigura la caccia ricreativa come un'esperienza nella natura, ignora il progresso scientifico e sociale nelle questioni di etica animale e protezione della natura. La IG Wild beim Wild chiede l'abolizione della caccia ricreativa sull'esempio del Cantone di Ginevra.

Conflitti sociali

L'accettazione della caccia ricreativa è in calo nella popolazione. Un numero sempre maggiore di persone considera l'abbattimento di animali selvatici non solo superfluo, ma anche moralmente ingiustificabile. Le voci critiche nei confronti della caccia sottolineano il divario tra l'immagine del "mandato di custodia" e la realtà di un hobby che serve principalmente al piacere personale.

Alternative: la natura si regola da sola

La buona notizia: alternative sostenibili esistono da tempo. Gli ecosistemi intatti si regolano da soli, attraverso i predatori naturali, le malattie e le condizioni climatiche. I danni agricoli possono essere ridotti in modo più efficace tramite recinzioni, colture adattate e strumenti tecnici, piuttosto che con pallettoni e fucili.

La caccia ricreativa non è più compatibile con una società illuminata. Non è né ecologicamente necessaria né eticamente giustificabile. Al contrario, causa sofferenza, destabilizza gli ecosistemi e genera conflitti sociali. Il futuro della protezione degli animali selvatici e della natura risiede in concetti non violenti, moderni e rispettosi del benessere animale, non nel colpo del fucile da caccia ricreativa.Introduzione alla critica della caccia.

Per saperne di più sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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