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Formazione

Neuchâtel: cacciare ubriachi è ora vietato

Il tasso alcolemico dei cacciatori ricreativi è ora limitato a 0,5 per mille.

Redazione Wild beim Wild — 24 gennaio 2023

Nel Cantone di Neuchâtel il consumo di alcol durante la caccia ricreativa è ora limitato dall'inizio dell'anno.

Le cinque guardie forestali di Neuchâtel controlleranno a partire dalla prossima stagione la sobrietà delle cacciatrici e dei cacciatori ricreativi mediante test alcolemici.

Il Cantone di Neuchâtel è così il primo cantone della Svizzera romanda e il secondo in Svizzera (dopo Zurigo), a introdurre un limite alcolemico di 0,5 per mille durante la caccia. In caso di abuso è prevista la revoca della licenza di caccia da uno a cinque anni.

Revoca della licenza di caccia

Le guardie forestali vengono formate e attrezzate dalla polizia di Neuchâtel. Queste modifiche legislative sono state adottate, secondo l'Ufficio per la fauna selvatica, «per rafforzare la credibilità delle cacciatrici e dei cacciatori ricreativi».

Nel mirino

La riforma di Neuchâtel risale a un episodio in cui un cacciatore ricreativo aveva preso di mira un ciclista da mountain bike dopo aver «bevuto qualche birra».

Due anni dopo questo episodio, il ciclista fu condannato a pagare al cacciatore ricreativo un risarcimento di 4’500 franchi per averlo insultato su Facebook. Ulteriori informazioni sul tema Criminalità e caccia.

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Altro sul tema della caccia ricreativa: Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.