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Animali selvatici

Il lupo non è il problema – è la soluzione

Come i lupi reintrodotti curano i nostri boschi – e perché l'UFAM e le amministrazioni venatorie cantonali ostacolano questo processo.

Redazione Wild beim Wild — 15 ottobre 2025

Mentre i cacciatori ricreativi continuano a sostenere di essere «necessari per la protezione della natura», la scienza mostra un quadro diverso: là dove i lupi tornano, i boschi si rigenerano più rapidamente e in modo più sostenibile rispetto a dove sparano gli esseri umani.

In Nord America, Scandinavia e sempre più anche in Svizzera, le ricerche mostrano che i lupi reintrodotti hanno effetti positivi profondi sugli ecosistemi. Un recente rapporto su Animals Around the Globe descrive come i lupi, con la loro semplice presenza, modifichino il comportamento degli erbivori – risanando così interi paesaggi.

Senza nemici naturali, gli animali selvatici come i cervi rossi o i caprioli si comportano in modo completamente diverso: brucano eccessivamente i boschi giovani, mangiano i germogli e impediscono la rinnovazione naturale. Ma non appena i lupi tornano in un territorio, il comportamento delle prede cambia radicalmente.

Invece di soggiornare ovunque senza preoccupazioni, evitano i luoghi esposti – soprattutto rive dei fiumi, valli e radure. Ciò permette ad alberi giovani, arbusti ed erbe di ricrescere. Ne traggono particolare beneficio i pioppi tremuli, i salici e i pioppi.

Questa vegetazione stabilizza i suoli, trattiene l'acqua e favorisce la biodiversità. In breve: i lupi sono figure chiave per boschi vivi.

Il ruolo della caccia ricreativa: nemico naturale o mito culturale?

La lobby della caccia sostiene spesso che solo attraverso l'abbattimento si possa mantenere un «sano equilibrio della fauna selvatica». Ma i dati ecologici provenienti da zone con presenza di lupi lo smentiscono:

  • Nelle regioni con branchi di lupi stabili, le densità di selvaggina diminuiscono senza intervento umano.
  • La pressione venatoria esercitata dall'essere umano porta a comportamenti innaturali – gli animali selvatici sono costantemente stressati e fuggono lontano.
  • La caccia crea artificialmente popolazioni elevate, perché si praticano il foraggiamento e la gestione per garantire «selvaggina attraente».

In altre parole: la caccia ricreativa non sostituisce la natura – la disturba.

I Grigioni come esempio: il lupo come aiutante forestale

Nei Grigioni si dimostra quanto i lupi abbiano effetti positivi sui boschi di protezione. Da quando i branchi si sono insediati nella zona del Calanda, i forestali osservano una migliore rinnovazione forestale. Giovani abeti e faggi ricrescono, perché vengono brucati più di rado.

I boschi adempiono così di nuovo meglio le loro funzioni protettive – contro valanghe, erosione e caduta di massi. Non è dunque un «lupo problematico» quello che agisce qui, bensì un curatore del bosco su quattro zampe.

Biodiversità invece di piombo

Il ritorno dei predatori come il lupo riporta processi naturali che per decenni erano stati alterati. Dove vive il lupo,

  • crescono più alberi,
  • ritornano più specie di uccelli,
  • i suoli si stabilizzano,
  • e il deposito di CO₂ nel suolo aumenta.

Tutto questo – senza interventi umani, senza silvicoltura, senza caccia.

Invece di alimentare la paura e reagire con richieste di abbattimento a miti millenari, dovremmo vedere il lupo per quello che è: un regolatore più naturale, un modellatore del paesaggio e un simbolo di ecosistemi funzionanti.

I lupi non hanno bisogno di fucili per mantenere il bosco in equilibrio. Gli esseri umani hanno bisogno dei lupi – affinché i boschi possano tornare a respirare.

Articoli di approfondimento

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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