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Animali selvatici

Il gatto selvatico è l'animale dell'anno

Pro Natura ha scelto il gatto selvatico europeo (Felis silvestris) come ambasciatore delle foreste selvatiche e dei paesaggi culturali ricchi di biodiversità. Un tempo questa elegante predatrice era sull'orlo dell'estinzione. Oggi il gatto selvatico è in espansione. Tuttavia, la specie non è ancora del tutto salva. Il nome latino del gatto selvatico significa «gatto dei boschi». Le foreste silenziose con strutture variegate rappresentano l'habitat originario

Redazione Wild beim Wild — 4. gennaio 2020

Pro Natura ha scelto il gatto selvatico europeo (Felis silvestris) come ambasciatore delle foreste selvatiche e dei paesaggi culturali ricchi di biodiversità. Un tempo questa elegante predatrice era sull'orlo dell'estinzione.

Oggi il gatto selvatico è di nuovo in espansione. Tuttavia, la specie non è ancora del tutto salva. Il nome latino del gatto selvatico significa «gatto dei boschi». Le foreste silenziose con strutture variegate rappresentano l'originario habitat del gatto selvatico. Nel bosco e nei prati adiacenti caccia i topi, trascorre ore di sonno nel sicuro nascondiglio e dà alla luce i suoi piccoli in un rifugio asciutto.

Di casa nel Giura

Le estese foreste e i prati della catena del Giura sono la patria dei gatti selvatici svizzeri. Questi animali solitari occupano territori di alcune decine di chilometri quadrati ciascuno. Nei primi tre mesi dell'anno i gatti selvatici si accoppiano e poco più di due mesi dopo la femmina partorisce da due a cinque piccoli. Li alleva da sola e fa in modo che i cuccioli siano autonomi entro l'autunno.

Ricerca con listelli di legno

Fino a dieci anni fa, poco si sapeva sui gatti selvatici. Poi dei ricercatori ingegnosi hanno sfruttato la debolezza dei gatti per il profumo della valeriana. Hanno posizionato listelli di legno grezzi, spruzzati con valeriana, nella foresta. I gatti di passaggio si strofinano su questi listelli per lasciare i loro segni olfattivi, depositando così dei peli. Con i moderni metodi di analisi genetica, da questi peli è possibile ricavare informazioni sull'animale. Il monitoraggio sistematico del gatto selvatico è diventato così possibile.

Opportunità e pericoli

Le più recenti scoperte mostrano che i nostri gatti selvatici riescono a cavarsela anche al di fuori dei boschi, a condizione che siano disponibili sufficienti rifugi e corridoi di spostamento. Le prospettive sono quindi buone che il gatto selvatico si diffonda dal Giura attraversl'Altopiano fino alle Prealpi. L'animale dell'anno 2020 di Pro Natura non dipende solo da habitat idonei, ma anche da un rapporto responsabile con i nostri gatti domestici. Questi, pur essendo imparentati con il gatto selvatico europeo, discendono dal gatto selvatico afro-asiatico. Poiché gatti selvatici e domestici possono accoppiarsi tra loro, esiste il pericolo di un ibridazione.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri Dossier sulla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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