21 maggio 2026, 18:03

Inserire un termine di ricerca in alto e premere Invio per avviare la ricerca. Premere Esc per annullare.

Caccia

Caccia alla volpe a Lucerna: 98 percento degli animali abbattuti sani

L'IG Wild beim Wild chiede al Gran Consiglio lucernese in una lettera aperta di ritirare il suo rapporto negativo sulla petizione sulle volpi, basandosi su un dato scomodo della statistica cantonale stessa: oltre il 98 percento delle volpi abbattute erano sane.

Redazione Wild beim Wild — 21 maggio 2026

Il destinatario della lettera è Michael Kurmann, presidente della commissione del Gran Consiglio cantonale per la pianificazione del territorio, l'ambiente e l'energia (RUEK).

Questa aveva trattato il 23 aprile 2026 la petizione di Pascal Wolf del novembre 2025 per la protezione della volpe rossa. Per l'IG il rapporto non soddisfa «i requisiti minimi di un serio confronto parlamentare».

La principale accusa procedurale è grave: il petizionario non è stato nemmeno ascoltato, sebbene il regolamento del Gran Consiglio lo avrebbe consentito. L'unico ente consultato è stato il Dipartimento delle costruzioni, dell'ambiente e dell'economia, ossia proprio quell'amministrazione il cui status quo viene criticato dalla petizione. Un esame aperto al risultato dovrebbe essere ben diverso.

98 per cento sane: la cifra rilevata dal cantone stesso

Lucerna è/era l'unico cantone svizzero a rilevare sistematicamente le malattie nelle volpi abbattute. Nell'anno venatorio 2018/19 sono state uccise 2'217 volpi. 39 di queste erano malate, ossia l'1,76 per cento. Oltre il 98 per cento degli animali uccisi era sano.

Con ciò crolla l'argomento principale del rapporto, secondo cui la caccia per hobby alla volpe servirebbe a contenere le malattie. Chi abbatte quasi esclusivamente animali sani non contiene alcuna malattia. Anche per quanto riguarda l'echinococco la motivazione non regge, poiché le volpi infette sono per lo più sane all'esterno e non compaiono affatto nelle statistiche sulle malattie. Maggiori approfondimenti nel dossier La volpe in Svizzera: il predatore più cacciato senza lobby.

Critiche dalle stesse file dei cacciatori per hobby

È degno di nota che l'IG sostenga i propri dubbi con voci provenienti dagli stessi cacciatori per hobby. Sul Tagesanzeiger del 26 novembre 2025 il cacciatore per hobby zurighese Franz Balmer, attivo da 13 anni, ha ammesso: «Così danneggiamo la reputazione della caccia più di quanto le giovi». La biologa della fauna selvatica Sandra Gloor ha spiegato che l'abbattimento di una volpe da un nucleo famigliare non produce «assolutamente nulla». E Robert Brunold, ex presidente dell'associazione grigionese dei cacciatori per hobby, ha affermato: «La caccia bassa non è necessaria». Tre voci tra loro indipendenti giungono così alla stessa conclusione: la caccia alla volpe non ha alcuno scopo oggettivo.

Nessuno studio, nessuno sguardo al Lussemburgo

Il rapporto non cita nemmeno uno studio di biologia della fauna selvatica. Eppure la situazione della ricerca è schiacciante: decine di studi condotti in Gran Bretagna, Scandinavia, Germania e Svizzera giungono da decenni allo stesso risultato. La caccia per hobby non è in grado di ridurre la densità delle volpi su vasta scala, perché le perdite vengono rapidamente compensate dall'immigrazione di nuovi animali e dall'aumento dei tassi di natalità. Inoltre, se si caccia intensamente, aumenta la percentuale di giovani volpi, e sono proprio queste a portare di gran lunga il maggior carico di tenia della volpe. Diversi studi considerano pertanto la caccia non solo inefficace, ma controproducente per il contenimento del parassita.

La prova pratica è fornita dalle aree libere dalla caccia. In parchi nazionali come la Foresta Bavarese o Berchtesgaden la volpe non viene cacciata da decenni, senza che le popolazioni esplodano. Al contrario, in quei luoghi le volpi mettono al mondo in media addirittura meno cuccioli rispetto alle aree limitrofe in cui si pratica la caccia. Il rapporto non menziona nemmeno il divieto di caccia alla volpe in vigore in Lussemburgo dal 2015, sebbene il tasso di infestazione da tenia della volpe sia sceso, dopo il divieto, da circa il 40 percento nel 2014 a meno del 20 percento entro il 2020. Quanto sia scomodo il confronto internazionale si vede fino in Francia, dove anche le associazioni di protezione della natura chiedono la tutela della volpe rossa.

Quali danni provoca effettivamente la volpe?

Resta la domanda: contro quale danno dovrebbe in realtà proteggere l'uccisione di migliaia di volpi sane? La risposta scientifica è disarmante. La volpe si nutre prevalentemente di topi e tiene così a bada i roditori, che causano danni ben maggiori in agricoltura e nella selvicoltura. La sua influenza sulle specie preda minacciate è, secondo la letteratura scientifica concorde, modesta. Laddove la lepre comune, la starna o gli uccelli dei prati sono in calo, le cause principali sono l'agricoltura intensiva e la perdita dell'habitat, non la volpe. L'abbattimento dei predatori, è dimostrato, non aiuta quasi per nulla le specie minacciate.

Al contrario, il danno dall'altra parte è ben documentato. Secondo gli studi, per ogni volpe uccisa con un colpo d'arma da fuoco c'è almeno un altro animale che viene solo ferito e muore in luogo introvabile. Se un genitore viene ucciso durante il periodo di accoppiamento e allevamento, le possibilità di sopravvivenza dei cuccioli diminuiscono drasticamente. Dal punto di vista del diritto al benessere animale, la caccia in tana integra più volte la fattispecie di maltrattamento degli animali. In modo provocatorio: il danno comprovabile non è causato dalla volpe, ma dalla sua caccia.

«Notevoli costi aggiuntivi» senza una sola cifra

Il rapporto mette in guardia da «notevoli costi aggiuntivi» in caso di messa sotto protezione, ma non cita una sola cifra a sostegno. L'IG replica con il modello ginevrino: dal 1974 il cantone fa a meno della caccia per hobby e spende per l'intera gestione della fauna selvatica circa un milione di franchi all'anno, l'equivalente di una tazza di caffè per abitante. Un'affermazione economica senza un calcolo comparativo è semplicemente insostenibile.

Termine fino al 4 giugno e la minaccia dell'iniziativa popolare

L'IG chiede a Kurmann una presa di posizione pubblica entro e non oltre il 4 giugno 2026, in ogni caso prima della trattazione in plenaria. Inoltre, la RUEK dovrebbe ritirare il rapporto e recuperare la procedura, con audizione del petizionario, con esperti indipendenti e con la divulgazione trasparente dei dati su malattie e costi. Se ciò non avverrà, l'organizzazione annuncia interventi in Gran Consiglio, una petizione ampliata e, se necessario, un'iniziativa popolare cantonale.

L'IG individua la leva giuridica nella legge sulla protezione degli animali: essa vieta di infliggere «ingiustificatamente» sofferenza a un animale, motivo per cui ogni uccisione deve essere misurata su una giustificazione oggettiva. E il vento politico favorevole l'organizzazione lo individua nella storia recente: il 27 settembre 2020 l'elettorato ha respinto la revisione della legge sulla caccia con il 51,9 percento, per l'IG un chiaro segnale a favore di una maggiore protezione della fauna.

Fonti

  • Lettera aperta dell'IG Wild beim Wild al consigliere cantonale Michael Kurmann, Acquarossa, 21 maggio 2026
  • Presa di posizione della RUEK sulla petizione Pascal Wolf, Cantone di Lucerna, 23 aprile 2026
  • Statistica cantonale delle malattie di Lucerna, anno venatorio 2018/19
  • Tagesanzeiger: «Stagione di caccia a Zurigo: dibattito sul senso della caccia alla volpe», 26 novembre 2025
  • Legge sulla protezione degli animali (LPAn), art. 4 cpv. 2 e art. 26 (caccia in tana)
  • Votazione federale sulla revisione della legge sulla caccia, 27 settembre 2020
  • Dati sulla prevalenza dell'echinococco della volpe dopo il divieto di caccia alla volpe in Lussemburgo (dal 2015)
  • Frommhold, D. (2016): Der Rotfuchs (Vulpes vulpes), brevi sintesi di letteratura scientifica, fuechse.info
  • Dinamica della popolazione (nessuna riduzione tramite la caccia): Baker & Harris (2006); Rushton et al. (2006); Baker et al. (2002, Nature); Hewson (1986)
  • Popolazioni stabili e non cacciate: Amministrazione del Parco Nazionale della Foresta Bavarese (2009), Wissenschaftliche Schriftenreihe Heft 18
  • Echinococco della volpe e quota di giovani volpi: Deplazes et al. (2004); Tackmann et al. (1998); König et al. (2008)
  • Scarsa influenza sulle specie preda minacciate: Côté & Sutherland (1997); Mooij (1998); Smith et al. (2005)
  • Benessere animale e tassi di ferimento: Fox et al. (2003, 2005); Bolliger, Gerritsen & Rüttimann (2010); Vergara (2001)
Maggiori informazioni sulla caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

Sostieni il nostro lavoro

Con la tua donazione aiuti a proteggere gli animali e a dare voce alla loro causa.

Dona ora