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Animali selvatici

Salvataggio dei caprioletti in Svizzera: chi salva i piccoli e chi li abbatte?

Quello che molti non sanno: i cacciatori per hobby svizzeri uccidono ogni anno oltre 10'000 caprioletti. A livello federale, per il capriolo vige solo un periodo di protezione minimo dal 1° febbraio al 30 aprile.

Redazione Wild beim Wild — 25 maggio 2026

Lo stesso cacciatore per hobby che in primavera salva un capriolett­o dalla morte per falciatura, in autunno prende di mira i piccoli della stessa annata.

I caprioletti sono considerati più facili da abbattere e sono più popolari tra i cacciatori per hobby rispetto agli animali più adulti, anche per la loro carne ritenuta particolarmente tenera.

Si pone quindi una domanda che raramente viene formulata nei messaggi di giubilo annuali sul salvataggio dei caprioletti: chi salva veramente i piccoli, e chi li uccide?

Chi salva veramente i caprioletti

In primavera si moltiplicano le immagini di caprioletti salvati, e quasi sempre i cacciatori vengono presentati come eroi. La realtà concreta è ben diversa. Il salvataggio è portato avanti dall'associazione «Rehkitzrettung Schweiz», nata da un progetto di ricerca della Scuola universitaria di scienze agrarie, forestali e alimentari HAFL. Si tratta di un'associazione di volontariato con diverse centinaia di piloti e pilote di droni volontari, dei quali pochissimi possiedono una licenza di caccia.

A questo si aggiungono gli agricoltori e le agricoltrici che comunicano le date di falciatura, nonché la Protezione svizzera degli animali STS, che dal 2023 sostiene il salvataggio con una propria flotta di droni. Nella stagione 2025 sono stati così messi in salvo oltre 6400 caprioletti, con 722 squadre impiegate che hanno perlustrato più di 62'000 ettari. La forza trainante non è quindi la caccia per hobby, bensì un'alleanza tra scienza, agricoltura, volontariato e protezione degli animali.

I cacciatori per hobby sono comunque coinvolti, ma soprattutto per ragioni legali: la fauna selvatica non può essere toccata e spostata da chiunque, motivo per cui a livello regionale fa quasi sempre parte della squadra un cacciatore qualificato. Il suo contributo effettivo alla ricerca e al salvataggio varia molto da regione a regione. Presentare il salvataggio dei caprioletti come merito dei cacciatori è dunque una narrazione abile, ma fuorviante.

La morte per falciatura non colpisce solo i caprioletti

La falciatura primaverile è letale per molti più animali dei soli caprioletti. Anche le lepri, gli uccelli che nidificano a terra come l'allodola e la pavoncella, gli anfibi e i ricci vengono travolti, uccisi o mutilati dalle falciatrici. Il salvataggio dei caprioletti è quindi solo la parte più visibile di un problema molto più ampio.

Chi pensa che la morte da falciatura non abbia conseguenze legali si sbaglia. Secondo la Fondazione per l'animale nel diritto, un agricoltore può rendersi colpevole di maltrattamento di animali se vertebrati vengono uccisi o mutilati dalla falciatrice. La legge sulla protezione degli animali prevede in tal caso una pena detentiva fino a tre anni o una pena pecuniaria. Decisivo è se siano state adottate preventivamente tutte le misure di protezione ragionevolmente esigibili: chi fa ispezionare il campo la sera precedente o lo rende inospitale e ciononostante si verifica un incidente, non è punibile. Chi invece falcia senza precauzioni rischia una sanzione.

È piccante il fatto che i ruoli si sovrappongano. Non pochi agricoltori sono essi stessi cacciatori per hobby. Il falciatore, il salvatore e il tiratore possono dunque essere una sola e medesima persona.

Cosa mostra la statistica federale

La Statistica federale della caccia dell'Ufficio federale dell'ambiente UFAM parla un linguaggio chiaro. Negli anni dal 2015 al 2024 l'abbattimento complessivo di caprioli in Svizzera si è mantenuto stabile attorno ai 42'000 - 44'000 animali all'anno. Di questi, circa 18'000 - 19'000 erano caprioli maschi adulti e circa 14'000 femmine adulte. Ai piccoli nel primo anno di vita, registrati nella statistica come capretti maschi e femmine, corrispondevano complessivamente oltre 10'000 animali all'anno. In nove dei dieci anni rilevati l'abbattimento di capretti ha superato i 10'000; soltanto nel 2024 è sceso di poco al di sotto, con 9'520. La media decennale è di circa 10'300 capretti abbattuti, il valore massimo risale al 2017 con 10'818 animali.

Caprioli abbattuti in Svizzera per classe d'età, dal 2015 al 2024

AnnoCapretto maschioCapretto femminaCapretti totaleCaprioli totale
20154’8085’45510’27142’366
20164’7745’43410’23343’399
20175’1835’60710’81844’124
20185’1505’57010’78442’389
20194’6095’39610’03842’381
20204’7345’45510’21242’969
20214’6765’53710’25343’166
20224’9195’60710’60242’722
20234’5745’52710’18243’545
20244’2565’2019’52042’404

Capretti totale comprende capretti maschi, capretti femmine nonché una piccola categoria Capretto non registrata per sesso. Fonte: UFAM, Sezione fauna selvatica e promozione delle specie, Statistica federale della caccia.

In altre parole: mentre in primavera i volontari salvano oltre 6'000 capretti dalla falciatrice, in autunno i cacciatori per hobby ne abbattono oltre 10'000. La fonte non è una stima, bensì la Statistica federale della caccia.

La contraddizione nel corso dell'anno

A renderlo possibile è la legge sulla caccia. Stabilisce per il capriolo solo un periodo di protezione minimo dal 1° febbraio al 30 aprile. I cantoni possono prolungare questo periodo di protezione, ma non accorciarlo. Nella maggior parte dei cantoni le femmine di capriolo e i piccoli sono cacciabili solo a partire dall'autunno, a seconda del cantone da ottobre o novembre. Proprio quando i piccoli salvati a maggio e giugno sono cresciuti, inizia la caccia per hobby a questa stessa fascia d'età.

Così si chiude il cerchio: lo stesso cacciatore per hobby che in primavera si presenta come salvatore può in autunno mirare legalmente ai piccoli della stessa annata. L'abbattimento dei piccoli viene giustificato dalla parte venatoria con la regolazione della popolazione e la protezione del bosco. Tuttavia, i lavori scientifici dimostrano che la rinnovazione forestale dipende soprattutto dalla qualità dell'habitat e da una pianificazione su vasta scala, non da cifre di abbattimento il più possibile elevate. Un'analisi approfondita è offerta dal dossier «Capriolo Svizzera: l'animale selvatico più abbattuto dalla caccia per hobby».

Il fatto che i piccoli siano particolarmente ambiti ha anche ragioni concrete. La loro carne è considerata particolarmente tenera, e un animale giovane e inesperto è più facile da abbattere rispetto a uno più anziano. Dopo un appello attribuito a Tarzisius Caviezel sul «Bündner Jäger» e documentato da Wild beim Wild, negli ambienti venatori l'abbattimento dei piccoli viene apertamente pubblicizzato proprio con la carne tenera. Caviezel è stato fino a maggio 2026 presidente centrale dell'associazione cantonale grigionese dei cacciatori a patente e siede nel comitato dell'associazione mantello nazionale Jagd Schweiz, dove cura il settore della comunicazione. Chi desidera approfondire la contraddizione tra salvataggio e abbattimento, troverà ulteriori dettagli nell'articolo sul ritiro di Caviezel.

La natura si regola da tempo da sé

La parte venatoria giustifica l'abbattimento dei piccoli con la necessità di regolare la popolazione di caprioli. Ma proprio questa motivazione regge a malapena alla realtà, perché il più forte freno naturale per la popolazione di caprioli è la volpe.

Per l'Altopiano bernese si stima che una singola volpe nei mesi da maggio a luglio abbatta in media circa undici piccoli di capriolo. Nelle prime settimane di vita, quando i piccoli giacciono indifesi nell'erba, i predatori come la volpe sono tra le cause di morte più frequenti. Quanto sia forte questa influenza è emerso in Scandinavia: quando la rogna ha fatto crollare la popolazione di volpi, il numero di piccoli che una femmina di capriolo conduceva in autunno è aumentato del 30 percento, la popolazione di caprioli complessivamente del 64 percento.

Ne deriva una doppia contraddizione. In primo luogo, la natura regola già in misura considerevole la popolazione di caprioli, senza bisogno di fucili. Gli oltre 10'000 caprioletti uccisi ogni anno non sostituiscono questa mortalità naturale, ma si aggiungono ad essa. In secondo luogo, la stessa caccia per hobby che invoca la regolazione combatte, con la caccia in tana e con trappole, proprio quei predatori che garantiscono questa regolazione gratuitamente. Chi perseguita il regolatore e poi imbraccia esso stesso l'arma non pratica la gestione delle popolazioni, ma interviene addirittura due volte in un equilibrio che si mantiene da solo.

Due cifre da non confondere

Per inquadrare il tema occorre distinguere due grandezze diverse che, per caso, sono di entità simile. La prima: Wildtier Schweiz stima che ogni anno circa 10'000 caprioletti vengano uccisi dalle macchine falciatrici. È proprio contro questo che lottano le squadre di salvataggio. La seconda: secondo la statistica federale ufficiale, oltre 10'000 caprioletti all'anno vengono inoltre abbattuti con un colpo d'arma da fuoco. La prima cifra è una stima sulla morte da falciatura, la seconda è un dato concreto della statistica venatoria. Entrambe sono corrette, ma descrivono due cause di morte diverse.

Una questione di punto di vista

Se nel salvataggio primaverile e nell'abbattimento autunnale vi sia una contraddizione dipende in ultima analisi dall'atteggiamento nei confronti della caccia per hobby. Chi rifiuta per principio l'uccisione di animali selvatici sani come attività ricreativa vi vede uno squilibrio morale. Chi accetta una caccia regolamentata considera le due cose conciliabili.

Indipendentemente da ciò, un fatto resta certo: il salvataggio dei caprioletti non è un merito della caccia per hobby. È sostenuto da contadine e contadini, da piloti volontari di droni e da organizzazioni di protezione degli animali. E mentre a maggio costoro portano fuori dall'erba ogni singolo caprioletto, in autunno oltre 10'000 caprioletti cadono vittima della pallottola. Maggiori informazioni sui diritti degli animali selvatici e sulla critica alla caccia per hobby si trovano nella nostra sezione Diritti degli animali.

Approfondimenti sul tema della caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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