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Caccia

Contestata la prosecuzione del poligono di tiro venatorio Au a Embrach

L'associazione Pro Töss-Auen si oppone fermamente alla prosecuzione del poligono di tiro venatorio Au.

Redazione Wild beim Wild — 7 aprile 2019

La Direzione edilizia del Canton Zurigo ha annunciato proprio il 1° aprile che non chiuderà il poligono di tiro venatorio Au a Embrach alla fine del 2019, ma intende gestirlo per altri cinque anni.

Non sorprende che nel comunicato della Direzione edilizia non sia la cattiva notizia a occupare il centro dell'attenzione. Viene prospettato l'avvio del risanamento nel prossimo inverno e viene sottolineata la presunta grande utilità della caccia per la flora, la fauna e la società. Il comunicato della Direzione edilizia e la sua intenzione di continuare a sparare nelle aree golenali protette anche nei prossimi cinque anni si inseriscono nel poco onorevole rapporto con la legislazione ambientale nelle Töss-Auen tra Dättlikon e Freienstein.

Il cacciatore ricreativo Markus Kägi

La Direzione edilizia e l'Ufficio per la caccia e la pesca hanno trascurato i propri compiti negli ultimi dodici anni, hanno giocato d'azzardo, pianificato un'enorme struttura sostitutiva a Bülach e lasciato trascorrere molto tempo. Tutto a spese dell'ambiente e dei contribuenti. Il direttore edilizio Kägi e il capo ufficio Philipp accarezzano da tempo l'idea di continuare ad arrangiarsi a Embrach. C'è quindi da aspettarsi che anche nel 2024 non si metta fine agli spari e che questa dichiarazione d'intenti, come le tante che l'hanno preceduta, non valga la carta su cui è scritta.

La Direzione edilizia promette che l'attività di tiro verrà ridotta del 60-70%, da circa 400'000 colpi a 140'000 colpi all'anno. Si prevede di rinunciare al tiro al piattello e di installare parapalle. Ciò sarebbe senz'altro auspicabile ed è richiesto dall'associazione Pro Töss-Auen da dieci anni. Ma cosa vale la parola della Direzione edilizia sotto il consigliere di Stato Kägi? Secondo la nostra esperienza, nulla.

  • Nonostante le rassicurazioni contrarie, fino ad oggi piattelli contenenti sostanze inquinanti (contenenti BTEX) e munizioni al piombo vengono depositati su vaste aree e in quantità enormi nella zona protetta e nel fiume Töss.
  • All'associazione Pro Töss-Auen sono state impedite le analisi chimiche delle forniture di piattelli, poiché il signor Philipp non sarebbe stato informato tempestivamente dai gestori. Eppure il signor Philipp siede egli stesso nel consiglio di gestione dell'impianto.
  • Il gruppo di accompagnamento promesso, dalla sua convocazione nel giugno 2015, è stato invitato a una sola riunione.
  • L'attività di tiro è addirittura aumentata negli ultimi anni, perché il gestore del poligono di tiro venatorio, tra cui figura anche l'Ufficio per la pesca e la caccia, vuole chiudere i conti in attivo.
  • La prevista chiusura dell'impianto viene rinviata già per la seconda volta.

Tutto ciò è stato possibile solo perché i partiti rappresentati nel Consiglio cantonale, le grandi associazioni ambientaliste e l'intero Consiglio di governo hanno deliberatamente voltato dall'altra parte per dodici anni, pur essendo a conoscenza dei fatti.

Nell'agosto 2018 l'associazione Pro Töss-Auen ha presentato una denuncia di vigilanza sia contro il comune di Embrach, sede dell'impianto, sia contro la Direzione edilizia del Canton Zurigo, per il fatto di aver tollerato il deposito di rifiuti speciali sul proprio territorio. Contro la Direzione edilizia, nella sua qualità di co-gestore del poligono di tiro venatorio Au, l'associazione ha inoltre sporto denuncia penale. La denuncia di vigilanza contro il comune di Embrach è stata trasmessa dal Consiglio distrettuale di Bülach, nell'ambito del procedimento presidiale, alla Direzione edilizia per la trattazione. Ne deriva la paradossale situazione in cui la Direzione edilizia deve rispondere della tolleranza di depositi di rifiuti speciali sul proprio territorio e allo stesso tempo giudicare il comune di Embrach per lo stesso reato (separazione dei poteri?).


Il servizio giuridico della Cancelleria di Stato ha invitato la Direzione edilizia il 30 agosto 2018 a prendere posizione sul ricorso entro 30 giorni. La Direzione edilizia ha lasciato scadere questo termine a causa di un disguido nel controllo interno delle scadenze. Questa è la spiegazione fornita dal Consigliere di Stato e Direttore dell'edilizia Kägi, che nella stessa lettera ha chiesto una proroga del termine fino al 30 novembre 2018. Dopo che questa fu concessa, la Direzione edilizia chiese un'ulteriore proroga fino al 31 gennaio 2019, richiedendo contemporaneamente la sospensione del ricorso, poiché a Bülach era ancora pendente un procedimento. Già in questa presa di posizione era riconoscibile che il Direttore dell'edilizia e il responsabile della sezione Caccia e Pesca contavano su una continuazione dell'attività nelle zone umide del Töss. La nostra denuncia penale contro la Direzione edilizia in quanto co-gestore del poligono di tiro venatorio Au è stata trasmessa alla Procura II. La Procura II è competente per indagini speciali. Nonostante i procedimenti siano pendenti, la Direzione edilizia crea fatti compiuti e delibera la continuazione del poligono di tiro venatorio.

L'associazione pro Töss-Auen festeggia quest'anno il suo decimo anniversario. Di fronte alla preponderanza della Direzione edilizia, abbiamo cercato di far rispettare il diritto ambientale nelle zone umide del Töss. Il successo è modesto, sebbene abbiamo dalla nostra parte non solo il diritto, ma anche la ragione. La nostra associazione punta ora sul nuovo Consiglio di Stato, un po' più verde e imparziale, e chiede l'immediata sospensione del tiro al piattello, l'installazione di fermaproiettili per il resto della stagione di tiro in corso, nonché la chiusura definitiva del poligono di tiro venatorio Au nel novembre 2019.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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