Austria: verifica dei fatti sui miti del lupo
Non è un peluche, ma nemmeno una bestia selvaggia: è giunto il momento di trovare soluzioni concrete per una convivenza il più possibile senza conflitti – l'Austria ha bisogno di una gestione del lupo conforme al diritto.
Non è un peluche, ma nemmeno una bestia selvaggia: è giunto il momento di trovare soluzioni concrete per una convivenza il più possibile senza conflitti – l'Austria ha bisogno di una gestione del lupo conforme al diritto.
È possibile rendere nuovamente schivo il lupo attraverso l'allontanamento o gli abbattimenti? Quanto è realistico un arco alpino senza lupi? L'organizzazione ambientalista WWF Austria fa chiarezza sui pregiudizi e sui luoghi comuni riguardanti il lupo e smonta i miti.
Di recente, su un quotidiano austriaco si leggeva che quasi 300 anni fa dei bambini, mentre andavano a scuola, erano stati «sbranati dal lupo» e che sarebbe stato «solo una questione di tempo prima che il lupo tornasse ad attaccare l'uomo da noi». Queste e simili storie dell'orrore vengono alimentate deliberatamente da alcuni politici e rappresentanti degli agricoltori.
Mito 1: i colpi di avvertimento rendono il lupo di nuovo schivo
L'allontanamento senza un'adeguata protezione del gregge non porta risultati. Se si rinuncia alla protezione del gregge, il lupo impara che le pecore non protette rappresentano una preda facile. Nel 2017 in tutta l'Austria sono state uccise dal lupo complessivamente 21 pecore; al confronto, ogni anno almeno 8’000 pecore muoiono per malattia, fulmine, caduta o perché gli animali feriti vengono notati troppo tardi in greggi non sorvegliati.
Mito 2: servono «zone libere dal lupo»
La caccia mirata e regionale ai lupi per creare «zone libere dal lupo» è in netto contrasto con il diritto europeo in materia di tutela della natura. Il lupo è una specie che compie lunghe migrazioni e può attraversare mezza Europa in tempi relativamente brevi. Per creare «zone libere dal lupo» nel nostro territorio si dovrebbero abbattere migliaia di lupi sulle Alpi e in un raggio di 1’000 chilometri oltre esse.
Mito 3: le uccisioni di pecore fanno di un lupo un «lupo problematico»
Un lupo che predа pecore non protette non è ancora un «lupo problematico». Si comporta in modo altrettanto «normale» di un cane al quale si mette sotto il naso una salsiccia. Il lupo si nutre per natura di ciò che richiede il minore sforzo e dispendio di energia. In Austria si tratta per lo più di selvaggina (in primo luogo cervi, caprioli e cinghiali), poiché questa è presente in abbondanza.
Mito 4: i lupi superano qualsiasi recinzione
Questo è sbagliato, perché i lupi in linea di principio non saltano in alto. Si sono dimostrate efficaci, ad esempio, reti da recinzione sottili alte già 90 centimetri, elettrificate. In Germania e in Svizzera la protezione delle greggi è ormai molto ben gestita e l'Austria potrebbe prendere esempio in molti aspetti.
Mito 5: I lupi si avvicinano sempre di più
Il pericolo di essere attaccati da un lupo in Austria è praticamente zero. Il nostro paese ha una delle densità di ungulati più alte d'Europa e il lupo trova a sufficienza prede naturali. Il fatto che il lupo sia schivo non significa che rimanga «invisibile».
Mito 6: L'abbattimento preventivo è necessario
I lupi sani reagiscono in modo schivo e cauto agli esseri umani. Rispetto ad altri animali pericolosi come i cinghiali o le mucche, la pericolosità del lupo è fortemente sopravvalutata. Dal ritorno dei lupi in Germania (dopo due decenni, attualmente 60 famiglie, ca. 500 lupi) e in Svizzera (tre o quattro famiglie, ca. 50 lupi) non si è verificato nemmeno un singolo attacco o ferito.
Al contrario, nel 2016 solo in Austria si sono verificate circa 3’100 lesioni trattate in ospedale causate da morsi di cane e ogni anno circa 260 persone vengono ferite in incidenti con la fauna selvatica. Maggiori informazioni sui miti della caccia e sul perché la caccia ricreativa fallisce come controllo della popolazione.
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