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Caccia

L'omicidio è il loro hobby

Dal 28.2.2025 si terrà la più grande fiera venatoria d'Europa «Jagd & Schund» presso il quartiere fieristico di Dortmund. Per lanciare un segnale contro l'uccisione per hobby, PETA organizza una sanguinosa azione di protesta nel giorno dell'inaugurazione, dalle 11:15 alle 11:45, davanti all'ingresso Nord delle Westfalenhallen.

Redazione Wild beim Wild — 22 gennaio 2025

Un attivista in costume da cacciatore ricreativo posa sopra una cattura di «animali selvatici abbattuti»: attivisti travestiti da volpe e leone giacciono in una «pozza di sangue», simboleggiando la sofferenza inflitta.

Altri reggono cartelli con la provocatoria scritta «L'omicidio è il loro hobby» e «Gli animali non sono trofei».

Con questa scena drammatica, PETA chiede un divieto legale della caccia ricreativa. Inoltre, l'organizzazione esorta la città di Dortmund a bandire la fiera venatoria dalle sale espositive comunali.

«Indipendentemente dal fatto che si tratti dell'Africa o del territorio nazionale, promuovere l'uccisione di animali come sport ricreativo di intrattenimento è di cattivo gusto», afferma Peter Höffken, esperto di riferimento presso PETA. «La nostra azione di protesta vuole scuotere i responsabili della politica comunale, affinché nell'era dell'estinzione globale delle specie nessuna sala fieristica venga più affittata per la cosiddetta caccia ricreativa legale.»

PETA chiede il divieto federale della caccia alla volpe

L'organizzazione per i diritti degli animali si oppone in linea di principio alla caccia ricreativa e chiede alla politica, come primo passo, un divieto federale della caccia alla volpe e un divieto di importazione dei trofei di caccia. Sebbene non vi sia alcun motivo comprensibile per la caccia ricreativa a specie animali come volpi, uccelli e martore nei boschi tedeschi, i cacciatori ricreativi uccidono in tutto il paese tra quattro e cinque milioni di animali selvatici, oltre a diverse centinaia di migliaia di gatti e migliaia di cani all'anno, principalmente come «passatempo». Molti cacciatori ricreativi cercano prima o poi il brivido all'estero: dall'uccisione di orsi nell'Europa orientale fino agli elefanti in Africa. Si stima che circa 50’000 tedeschi si rechino ogni anno all'estero per praticare la caccia grossa. La Germania è il terzo maggiore importatore mondiale di trofei di caccia di specie protette a livello internazionale: nel solo 2022 sono stati importati trofei di 463 animali rari, tra cui parti del corpo di 24 elefanti, 16 leopardi, 139 zebre, nove leoni e tre rinoceronti bianchi. Un problema di benessere animale di proporzioni enormi.

La caccia ricreativa non è necessaria secondo gli esperti

I biologi faunistici riconosciuti concordano sul fatto che, dal punto di vista ecologico, non vi è alcuna necessità della caccia ricreativa. Secondo il rinomato biologo Prof. Dr. Josef Reichholf, la regolazione naturale delle popolazioni animali che vivono nel bosco avviene attraverso fattori ambientali come le condizioni meteorologiche, la disponibilità di cibo e le malattie. Anche scienziati inglesi sono giunti alla conclusione che le popolazioni di volpi, tra le altre, si autoregolano in base alla disponibilità di cibo e a fattori sociali. La caccia ricreativa, al contrario, distrugge le strutture di età e sociali delle popolazioni animali, il che porta a una maggiore riproduzione tra i sopravvissuti. Le perdite nella popolazione vengono quindi rapidamente compensate o addirittura sovracompensate dalla prole e dall'immigrazione. La caccia ricreativa è pertanto inutile, controproducente e crudele.

Fiera della pesca: critiche allo sport ricreativo che maltratta gli animali

Nel quadro della «Jagd & Hund» si svolge anche la fiera «Fisch & Angel». Pescatrici e pescatori attirano ogni anno molti milioni di pesci in trappole, li trafiggono con un amo attraverso la bocca, alcuni li lasciano soffocare o li eviscerano talvolta ancora coscienti. Le fiere della pesca non solo minimizzano il trattamento crudele riservato a questi animali sensibili, ma fanno addirittura pubblicità a questo hobby letale. PETA chiede il divieto della pesca sportiva in Germania. Anche in Svizzera la domanda sulla psicologia che si cela dietro l'uccisione come attività ricreativa viene posta sempre più insistentemente.

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