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Caccia

La nuova strategia inglese per il benessere animale e la caccia

Perché il governo affronta ora i punti critici e perché la lobby della caccia reagisce immediatamente.

Redazione Wild beim Wild — 24 dicembre 2025

Il 22 dicembre 2025 il ministero dell'ambiente britannico Defra ha pubblicato la «Animal welfare strategy for England».

Le ambizioni sono grandi: il governo parla delle riforme «più ambiziose» da una generazione e annuncia che verranno colmate lacune in materia di benessere animale sfruttate per anni. Particolarmente rilevante per i cacciatori per hobby è il fatto che la strategia affronta diverse pratiche considerate da lungo tempo zone grigie: trappole a laccio, trail hunting e un periodo di protezione per le lepri.

Il nucleo: gli animali selvatici non sono più trattati come una nota a margine

La strategia non tratta gli animali selvatici solo come un «tema naturalistico», ma come una questione di benessere animale. Ciò è politicamente importante perché la caccia e la gestione della fauna selvatica in Gran Bretagna vengono spesso difese come cultura, uso del territorio o «rural life». A ciò Defra contrappone un presupposto morale di fondo: quando le leggi e la pratica rimangono indietro rispetto al livello delle conoscenze attuali, è necessario intervenire.

Trail Hunting: il governo chiama la copertura con il suo nome

Riguardo al trail hunting (cani che seguono una traccia olfattiva artificiale), la strategia sottolinea che tale pratica potrebbe fungere da copertura per riprendere di fatto le vere cacce con inseguimento. Proprio questa critica viene avanzata da anni: il problema non è il rituale in sé, ma la distinguibilità pratica sul campo, quando alla fine viene comunque sbranata una volpe. Defra annuncia in proposito una consultazione per l'inizio del 2026 e prospetta un divieto.

Da una prospettiva critica verso la caccia, questo è il punto decisivo: una legge è forte solo quanto la sua applicabilità. Finché la pratica rende difficile l'acquisizione delle prove, il divieto del 2004 rimane in parte una barriera di carta.

Trappole a laccio: la fine di un metodo che mette in conto le «catture accessorie»

Il governo si posiziona in modo ancora più netto riguardo alle trappole a laccio (snares). I lacci non sono selettivi. Chi li utilizza accetta che, oltre all'animale bersaglio, possano finirvi intrappolati anche animali domestici e specie non target. Humane World for Animals UK accoglie con favore il divieto annunciato e sottolinea proprio questa imprevedibilità e la sofferenza causata dall'immobilizzazione.

La strategia segue dunque un principio che nella politica venatoria viene spesso accantonato: un'applicazione «corretta» non può sanare una debolezza sistemica. Se il metodo stesso si traduce in stress, lesioni e lunghe ore di immobilizzazione, «istruzioni migliori» non rappresentano una soluzione, bensì pura cosmesi.

Lepri: un periodo di divieto come banco di prova per una tutela animale seria

In Inghilterra non esiste finora alcun periodo di divieto legale per le lepri durante la stagione riproduttiva. La strategia affronta la questione e prospetta una Close Season da febbraio a ottobre . La motivazione è tanto semplice quanto gravosa: se le femmine vengono abbattute in questa fase, i piccoli vengono abbandonati a sé stessi.

La portata politicamente esplosiva di questa misura emerge dalla rapidità con cui si moltiplicano le argomentazioni contrarie. Ed è qui che entra in scena la lobby venatoria.

La controcampagna: FACE e BASC puntano sull'«evidenza» per preservare lo status quo

Poche ore dopo la pubblicazione, l'organizzazione europea ombrello della caccia FACE ha diffuso un messaggio del suo membro britannico BASC. Il tenore: il governo avrebbe agito senza una «proper consultation» e le proposte sul divieto dei lacci e sul periodo di protezione delle lepri non sarebbero «basate su evidenze». Viene inoltre avanzata l'accusa che la strategia faccia riferimento a «gruppi estremisti per i diritti degli animali», compromettendo così la fiducia.

BASC formula a tale proposito diverse affermazioni fondamentali:

  1. I «lacci moderni», se utilizzati correttamente, rispetterebbero gli standard internazionali e sarebbero «essenziali» per la protezione del bestiame e la conservazione.
  2. Invece del divieto, sarebbe necessario un obbligo legale di rispettare un Codice di buone pratiche.
  3. Secondo l'IUCN, le lepri brune sarebbero di «minore preoccupazione», le popolazioni sarebbero aumentate e le lepri potrebbero causare danni all'agricoltura.
  4. Il problema principale sarebbe il bracconaggio illegale delle lepri (hare coursing) ad opera della criminalità organizzata, su cui dovrebbe concentrarsi l'applicazione della legge.

Perché questi argomenti non reggono dal punto di vista critico verso la caccia

Primo: gli «standard internazionali» non costituiscono un lasciapassare.
Anche se esistono linee guida per metodi di cattura «umani», il problema fondamentale dei lacci rimane: sono una tecnica di cattura ad alto rischio di catture accidentali e lesioni.Gli argomenti a tutela degli animali contro i lacci non riguardano solo gli abusi, ma il principio stesso del metodo. Humane World for Animals UK parla esplicitamente di «indiscriminate» e documenta che anche gli animali domestici ne sono vittime.

Secondo punto: la categoria «Least Concern» non risponde alla questione della tutela degli animali.
La categoria IUCN indica qualcosa sul rischio di estinzione di una specie in un contesto più ampio, non sulla sofferenza dei singoli animali e non automaticamente sulle popolazioni regionali o sulla protezione durante la fase riproduttiva. Un periodo di divieto di caccia non è un espediente conservazionistico, bensì un meccanismo di tutela animale: previene la sofferenza prevedibile causata dall'uccisione di animali gravidi e dall'orfanizzazione dei cuccioli. È esattamente questo il punto che Defra e i rapporti sulla prevista Close Season sottolineano.

Terzo punto: la criminalità illegale come diversivo.
Sì, il bracconaggio illegale di lepri è un problema. Ma da ciò non consegue che si debbano lasciare intatte le norme legali rilevanti sotto il profilo della sofferenza animale. Uno Stato può fare entrambe le cose: combattere la criminalità e allo stesso tempo stabilire standard legali nell'ambito delle pratiche consentite. Chi concentra l'attenzione solo sugli «illegali» sposta il dibattito lontano dalla domanda: quali pratiche vogliamo ancora permettere come società?

Quarto punto: l'accusa di mancata «consultazione» è politica, non necessariamente sostanziale.
BASC descrive la mancata partecipazione come una rottura della fiducia. Ciò può essere corretto, ma non cambia il fatto che un governo può legittimamente inasprire le norme quando riscontra lacune e abusi. Defra giustifica esplicitamente la strategia affermando che le norme esistenti non tengono il passo con le evidenze e che le scappatoie sono state sfruttate.

Ciò che conta ora: applicazione concreta, non formule di facciata

La strategia suona in molti punti come una scelta di indirizzo, ma è solo l'inizio. Sarà decisivo capire se i divieti vengono formulati in modo da funzionare sul campo, se i controlli sono finanziati e se l'onere della prova non si frantuma di nuovo contro la realtà pratica. Born Free, ad esempio, accoglie con favore i piani riguardanti il Trail Hunting e le lepri, ma sottolinea al contempo che i dettagli e l'attuazione sono determinanti.

La strategia britannica per la protezione degli animali affronta i temi venatori là dove fa più male: cani, trappole, periodo di riproduzione. Proprio per questo FACE e BASC si mobilitano immediatamente contro lacci e periodi di tutela, con il noto trittico di «evidenze», «praticità» e «consultazione». Per una valutazione critica della caccia si tratta di un caso esemplare: quando un metodo può essere definito «rispettoso del benessere animale» solo ricorrendo a codici, eccezioni e interpretazioni, questo è spesso l'argomento più forte per abolirlo.

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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