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Animali selvatici

Lepre comune: salta volentieri tra le maggesi fiorite

Dove i terreni agricoli vengono valorizzati ecologicamente in modo significativo, la lepre comune e gli uccelli minacciati si trovano a proprio agio. Lo dimostrano i censimenti pluriennali della Stazione Ornitologica Svizzera nel Klettgau, nel canton Sciaffusa. La regione si è sviluppata in un hotspot per la biodiversità grazie a una stretta collaborazione tra protezione della natura e agricoltura.

Redazione Wild beim Wild — 11 aprile 2020

Dove i terreni agricoli vengono valorizzati ecologicamente in modo significativo, la lepre comune e gli uccelli minacciati si trovano a proprio agio. Lo dimostrano i censimenti pluriennali della Stazione Ornitologica Svizzera nel Klettgau, nel canton Sciaffusa. La regione si è sviluppata in un hotspot per la biodiversità grazie a una stretta collaborazione tra protezione della natura e agricoltura.

Lepre comune nel maggese fiorito
Foto © Markus Jenny

Le lepri comuni prediligono le aree con un'alta percentuale di superfici ecologicamente pregiate. Dove mancano le maggesi fiorite ed elementi simili, anche la lepre comune è assente, come dimostrano i censimenti pluriennali della Stazione Ornitologica nel Klettgau, nel canton Sciaffusa.

Il maggese fiorito come habitat
Foto © Markus Jenny

Le maggesi fiorite non sono solo un piacere per gli occhi: offrono anche un habitat a numerose specie animali e vegetali.

Le maggesi fiorite come chiave per la biodiversità

Il papavero, la caglio e la salvia dei prati creano macchie di colore rosso, giallo e viola. Non solo per la percezione umana le maggesi fiorite e i prati ricchi di specie sono un piacere visivo nei paesaggi produttivi altrimenti monotoni: anche la natura ne trae vantaggio. Dove nei terreni agricoli sono presenti molte maggesi fiorite e altri habitat ecologicamente preziosi, le lepri comuni, numerosi altri animali e piante trovano casa. Lo dimostrano i censimenti pluriennali della Stazione Ornitologica di Sempach nel Klettgau, nel canton Sciaffusa.

Queste differenze sono particolarmente evidenti nella lepre comune: in un'area agricola del Klettgau notevolmente valorizzata dal punto di vista ecologico, con un'alta percentuale di preziose superfici per la promozione della biodiversità, la densità è di circa 16 lepri per km2, ovvero 5 volte superiore alla media svizzera. In un'area adiacente, dove la quota di superfici ecologicamente preziose è molto più ridotta, si contano invece solo 2 lepri per km2, cioè 8 volte meno. È quanto emerge dai censimenti delle lepri di quest'anno.

Il Klettgau come esempio virtuoso

«Sappiamo quindi dove corre la lepre: verso le aree con un'alta percentuale di superfici ecologicamente preziose, tra cui in particolare le maggesi fiorite», riassume Markus Jenny, che segue il progetto nel Klettgau per la Stazione ornitologica. Dalla valorizzazione ecologica traggono beneficio inoltre praticamente tutti gli uccelli nidificanti esaminati. La densità dello Stonechat e della Sterpazzola, ad esempio, è nell'area fortemente valorizzata più di 5 volte superiore rispetto all'area non valorizzata, mentre lo Zigolo grigioè ormai quasi estinto e si trova solo nell'area valorizzata.

Per promuovere efficacemente le lepri, nei terreni agricoli a uso intensivo occorre che almeno il 5% delle superfici sia costituito da preziose aree per la promozione della biodiversità, come maggesi fiorite, prati ricchi di specie o siepi. Nell'area fortemente valorizzata del Klettgau la quota è addirittura del 12%, più del doppio! E la natura lo ripaga, come dimostrano eloquentemente i censimenti. Grazie ai 30 anni di stretta collaborazione tra la Stazione ornitologica, il Cantone e gli agricoltori, il Klettgau è oggi un esempio virtuoso. Markus Jenny ne è convinto: «Il Klettgau dimostra in modo esemplare che agricoltura ed ecologia possono andare di pari passo.»

Ulteriori informazioni sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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