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Caccia

Giappone: suinetti picchiati a morte presso Nippon Ham

Riprese undercover mostrano come i suinetti vengano sbattuti contro il cemento e lasciati morire in un allevamento di Nippon Ham in Giappone.

Redazione Wild beim Wild — 30 settembre 2021

Suinetti sbattuti contro il cemento e lasciati morire nell'allevamento di Nippon Ham in Giappone.

Maltrattamenti crudeli documentati

Un nuovo video di PETA sul principale produttore di carne suina del Giappone, Nippon Ham, rivela che i suinetti e le loro madri vengono maltrattati in modo brutale. Mentre l'azienda dichiara di preoccuparsi per la felicità delle persone e per la «gioia del mangiare», è evidente che non si preoccupa affatto del benessere animale.

I lavoratori di Nippon Ham afferrano i suinetti per le delicate orecchie e li gettano in giro come oggetti inanimati. Quelli considerati non «redditizi» perché troppo piccoli o malati vengono buttati via come spazzatura.

I lavoratori uccidono solitamente i suinetti indesiderati facendoli roteare in aria e sbattendo loro la testa sul pavimento di cemento, oppure iniettando loro un disinfettante nel cuore. Un suinetto si è contorto nell'agonia per cinque minuti.

Sofferenza senza via d'uscita

Le scrofe sono costrette a trascorrere la maggior parte della loro misera vita rinchiuse in gabbie metalliche così piccole da non potersi nemmeno girare. I loro muscoli si atrofizzano e sono costantemente indolenzite e doloranti.

Le scrofe traumatizzate hanno dovuto assistere alla sofferenza dei propri suinetti davanti ai loro occhi. I piccoli stridevano e si dibattevano violentemente mentre i lavoratori li castravano brutalmente o tagliavano loro le code, e le madri non potevano fare nulla.

Nati in una vita di maltrattamenti

Migliaia di scrofe vengono rinchiuse e violentate ripetutamente tramite inseminazione artificiale. Danno alla luce cucciolata dopo cucciolata di suinetti che vengono loro strappati continuamente. Dopo anni di prigionia ininterrotta, frequenti inseminazioni e gravidanze, sono esauste e vengono mandate al macello.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Le prove scientifiche sono raccolte nella panoramica Studi sugli effetti della caccia ricreativa.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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