La Germania dichiara il lupo «favorevole»
Come la politica e le lobby aprono la strada a più abbattimenti.
Con un discreto atto amministrativo il governo federale tedesco ha spostato una linea rossa.
La Germania notifica all'UE il cosiddetto «stato di conservazione favorevole» del lupo in ampie parti del territorio federale. La comunicazione alla Commissione europea è avvenuta a metà ottobre 2025 ed è stata sostenuta congiuntamente da Confederazione e Länder. Ufficialmente ciò significa: la popolazione del lupo è stabile, la sua sopravvivenza a lungo termine è garantita. Ufficiosamente significa: il margine per gli abbattimenti cresce in modo significativo.
Il passo non arriva dal nulla. Da anni la lobby agraria, le associazioni venatorie e parte della politica costruiscono la catena argomentativa secondo cui il lupo sarebbe «abbastanza salvato» e dovrebbe ora essere regolamentato. La classificazione come «favorevole» è il tassello centrale di questa strategia.
Da simbolo di protezione a fattore di disturbo
Il lupo era stato sterminato in Germania per decenni, prima che a partire dalla fine degli anni '90 si insediassero nuovamente i primi branchi. Per la protezione della natura il suo ritorno era considerato un successo della direttiva europea Habitat, che pone specie strettamente protette come il lupo sotto uno speciale ombrello di tutela.
Quanto più gli animali si diffondevano, tuttavia, tanto più si moltiplicavano le lamentele degli allevatori di bestiame al pascolo, delle associazioni di agricoltori e dei cacciatori ricreativi. Invece di puntare con coerenza sulla protezione delle greggi, sui risarcimenti e sulla consulenza, il dibattito politico si è spostato sempre più verso la «regolazione delle popolazioni» e la «caccia gestionale».
Nel giugno 2024 il gruppo parlamentare CDU/CSU al Bundestag ha chiesto di declassare il lupo a livello europeo da specie strettamente protetta a specie semplicemente protetta, aprendo così la strada a una caccia più agevole.
Bruxelles offre il assist – Berlino lo sfrutta
Nel dicembre 2023 la Commissione europea ha presentato una proposta per ridurre lo status di protezione del lupo nella Convenzione di Berna. Le associazioni ambientaliste hanno parlato di una manovra politicamente motivata a scapito della tutela delle specie, sostenuta dalla lobby agraria e da partiti conservatori in diversi Stati membri.
Il governo federale tedesco si è ufficialmente allineato a questa posizione nel 2024. La ministra federale dell'ambiente Steffi Lemke ha annunciato che la Germania avrebbe approvato la riduzione dello status di protezione nella Convenzione di Berna. Poco dopo, il quotidiano taz titolava che la Germania diceva «Sì a abbattimenti più semplici», descrivendo la pressione esercitata soprattutto dalle associazioni agricole.
Con la classificazione di «stato di conservazione favorevole» ora comunicata all'UE, è stato compiuto il passo successivo. Esso crea le basi tecnico-giuridiche per poter sparare su scala più ampia in futuro, senza dover riconoscere ogni volta una minaccia alla popolazione.
Lo stato di conservazione come concerto di desideri politici
In senso strettamente giuridico, uno stato di conservazione favorevole significa che una specie è considerata sicura a lungo termine, che il suo areale di distribuzione non si riduce e che è disponibile un habitat sufficiente. La direttiva Habitat formula questi criteri espressamente su base scientifica.
Le organizzazioni ambientaliste criticano tuttavia che la Germania interpreta nuovamente queste disposizioni a proprio favore. Era già stato segnalato in precedenza che la rendicontazione sul lupo non rispetta in modo coerente le linee guida dell'UE e si basa su un'interpretazione molto ottimistica dei dati sulla popolazione.
Il WWF, ad esempio, parla di una fase politicamente carica in cui il lupo è sottoposto a una pressione massiccia, e mette in guardia dall'abbandono dei criteri scientifici. Anche altre associazioni lamentano che la diversità genetica, la frammentazione dell'habitat e le uccisioni illegali vengano prese in considerazione in modo insufficiente.
In altre parole: se il lupo si trovi effettivamente in Germania in una condizione sicura a lungo termine è quanto meno controverso. A livello politico, tuttavia, la questione viene già trattata come se fosse stata risolta definitivamente a favore di una «caccia di regolazione».
L'abbattimento rapido come modello
Ancora prima che lo stato di conservazione favorevole venisse comunicato ufficialmente, alcuni Länder avevano già anticipato i tempi. La Bassa Sassonia ha introdotto nel 2024 una cosiddetta procedura di abbattimento rapido. A seguito di più attacchi al bestiame, da allora è possibile sparare ai lupi senza una lunga verifica caso per caso, in alcune circostanze persino prima che sia stata effettuata un'inequivocabile attribuzione genetica.
Il NABU ha criticato duramente la procedura e ha ritenuto che i presupposti giuridici per tali prelievi non fossero soddisfatti. Secondo l'associazione, con l'abbattimento rapido si trasforma l'eccezione in regola, sebbene le direttive UE richiedano in realtà che vengano previamente esaurite tutte le alternative ragionevoli, in particolare la protezione delle greggi.
Con la classificazione federale «favorevole», il modello della Bassa Sassonia potrebbe diventare il modello di riferimento per altri Länder. Parallelamente, dal 2025 il Bundesrat discute proposte volte ad allentare in generale le norme sul prelievo del lupo.
I numeri come munizione: come vengono raccontati i conflitti
Nel dibattito pubblico dominano le immagini di pecore sbranate e di autorità presunte «restie a sparare». Media e associazioni di lobbying riprendono regolarmente questi casi, mentre il contesto raramente viene menzionato: le misure di protezione spesso mancano o sono attuate in modo insufficiente e la maggior parte degli attacchi riguarda animali non protetti.
Allo stesso tempo, l'aumento del numero di lupi viene volentieri descritto come un'«esplosione», sebbene gli enti specializzati parlino sobriamente di una popolazione in espansione che, dopo decenni di assenza, cresce naturalmente in una prima fase. Le mappe dei territori dei lupi in Germania vengono impiegate deliberatamente per visualizzare una minaccia.
Il fatto che l'allevamento al pascolo presenti molteplici problemi strutturali che hanno poco a che fare con il lupo passa spesso inosservato nel clamore generale: pressione sui prezzi, concentrazione fondiaria, carenza di manodopera, stress climatico. Il lupo funge qui da schermo di proiezione per una crisi agricola che a livello politico non viene risolta.
Le ONG mettono in guardia contro una ricaduta nei vecchi stereotipi del nemico
Per le organizzazioni ambientaliste e animaliste, il cambio di rotta è un segnale pericoloso. Esse richiamano decenni di lavoro per reintrodurre i grandi predatori in Europa e mettono in guardia contro una ricaduta nella logica dello sterminio.
Un'ampia coalizione di organizzazioni ha chiesto all'UE alla fine del 2023 di mantenere il rigido status di protezione e di risolvere i conflitti con la protezione delle greggi, i risarcimenti e la consulenza anziché con il fucile.
Anche le associazioni specializzate tedesche chiedono di prendere finalmente sul serio la coesistenza. Studi ed esperienze pratiche dimostrano che una protezione coerente delle greggi può ridurre sensibilmente il numero di attacchi e che, inoltre, altre cause di perdite come malattie, negligenza o eventi meteorologici estremi non rimangono più invisibili.
Cosa significa per l'Europa la rotta intrapresa dalla Germania
La Germania è un peso politico all'interno dell'UE. Quando Berlino segnala che il lupo è in uno stato "favorevole" e può essere regolamentato, rafforza quei governi che da anni conducono campagne nazionaliste contro i grandi predatori, presentandoli come un rischio per la sicurezza.
Con la riduzione dello status di protezione a livello europeo e la comunicazione tedesca dello stato di conservazione favorevole, si è aperta la porta a trattare nuovamente il lupo come "selvaggina" cacciabile.
Per la gestione concreta sul territorio, ciò non implica necessariamente cacce con quote immediate. Ma il quadro si è spostato: dalla domanda «Come realizziamo la coesistenza con un predatore strettamente protetto» alla domanda «Fino a che punto possiamo ridurre legalmente le popolazioni».
Una decisione politica contro il principio di precauzione
La classificazione del lupo come "favorevole" in Germania è meno una diagnosi scientifica sobria che un orientamento politicamente motivato. Avviene in una fase in cui la pressione della lobby agricola è forte, i partiti conservatori puntano sul "lupo" come tema elettorale e l'UE rischia di tradire i propri criteri di protezione delle specie.
Per il lupo ciò significa concretamente: più autorizzazioni all'abbattimento, più procedure rapide, più margine per errori e uccisioni illegali all'ombra di un quadro giuridico politicamente ammorbidito. Per gli animali al pascolo non significa affatto automaticamente maggiore sicurezza. Senza una protezione del gregge capillare, ben organizzata e finanziariamente solida, essi rimangono vulnerabili anche in una popolazione di lupi "regolamentata".
E per la protezione delle specie nel suo insieme significa che un successo un tempo celebrato come progetto esemplare serve ora come merce di scambio nel conflitto tra interessi lobbistici e tutela della natura. Il lupo è diventato nuovamente una questione politica, questa volta nei panni dello «stato di conservazione favorevole».
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