Cacciatore ricreativo condannato a 11’200 euro di multa dopo che il suo cane da caccia ha ucciso a morsi quattro gatti dei vicini
A Marburg, nell'Assia, il tribunale distrettuale ha nuovamente condannato un cacciatore ricreativo di 78 anni. Il nuovo procedimento riguardava la morte del gatto «Robin», che sarebbe stato ucciso alla vigilia di Natale 2024 dal cane da caccia di un vicino. Il tribunale ha inflitto al 78enne una multa di 11'200 euro, ovvero 80 aliquote giornaliere, per violazione della legge sulla protezione degli animali.

Anche questo caso non è un episodio isolato.
Il gatto «Robin» non è stata la prima vittima di «Rufus», il bracco tedesco a pelo ruvido. Il cane di un affittuario di caccia di Marburg aveva evidentemente preso di mira gli animali domestici della vicina: prima di Robin, Rufus aveva già ucciso a morsi altri tre gatti della donna di 78 anni. Già nel 2025 il cacciatore ricreativo era stato processato per questo motivo. Contro quella sentenza aveva presentato ricorso. Né la prima né questa nuova sentenza sono finora definitive.
«Saltato fuori dall'auto»: la versione del cacciatore ricreativo
In tribunale il conduttore del cane ha descritto così l'incidente mortale della vigilia di Natale: «Rufus» sarebbe saltato fuori dall'auto e, all'improvviso, sarebbe scappato senza museruola. Il gatto «Robin» sarebbe uscito proprio in quel momento da sotto un'altra automobile, e il cane non sarebbe più stato trattenibile.
Per il tribunale distrettuale questa versione non è stata un argomento a discarico, bensì il problema centrale. Il giudice ha contestato all'uomo che i rischi noti avrebbero dovuto essere meglio prevenuti. Durante il dibattimento si è discusso, tra l'altro, dell'eventuale uso di una museruola o di una migliore messa in sicurezza del cane durante il trasporto. Per la giudice non è stato determinante l'istinto venatorio dell'animale, bensì la responsabilità del proprietario. Poiché il pericolo era già noto, sarebbero state necessarie ulteriori precauzioni.
In altre parole: chi sa che il proprio cane da caccia sbrana i gatti e ciò nonostante lo lascia uscire dal bagagliaio senza museruola, accetta consapevolmente il rischio del prossimo gatto morto.
Poca consapevolezza, molta riduzione del danno
Il difensore dell'uomo ha dichiarato che il suo assistito aveva reagito agli episodi precedenti: il cane verrebbe ormai tenuto al guinzaglio sul terreno e per il resto custodito in casa. Inoltre l'uomo avrebbe ordinato delle recinzioni. Il difensore mirava a ottenere per il cacciatore ricreativo una semplice ammonizione. Il tribunale non ha accolto questa richiesta.
Particolarmente piccante: nel complesso il proprietario del cane avrebbe mostrato poca comprensione. Secondo una testimone che ha deposto nel processo, l'uomo avrebbe detto di non poterci fare nulla se la sua vicina continuava a prendersi sempre un nuovo gatto.
La colpa quindi non sarebbe del proprietario che non sa controllare il proprio cane, bensì della donna che, dopo tre animali morti, continua imperterrita ad amare i gatti. Un ragionamento che riflette piuttosto fedelmente l'atteggiamento di certi cacciatori ricreativi nei confronti della vita di altri animali.
Nessun divieto di detenzione di animali, ma un segnale chiaro
Nonostante la condanna, il tribunale non ha imposto un divieto di detenzione di animali. Secondo la giudice, le misure nel frattempo adottate parlano contro il ripetersi di un caso simile. Per la vicina coinvolta questo cambia poco. Nel suo nucleo, il procedimento non riguardava soltanto una questione penale, ma anche la ripetuta perdita di diversi animali domestici. Resta da vedere se l'imputato presenterà ricorso anche contro questa sentenza.
Quando il cane da caccia «sben addestrato» diventa un killer
Il caso si inserisce in una lunga serie di episodi in cui cani da caccia sfuggono al controllo, sbranano animali domestici o feriscono animali da reddito. L'autorappresentazione della caccia ricreativa, secondo cui i cani da caccia sarebbero particolarmente rigorosamente esaminati, ubbidienti e affidabili, non regge ripetutamente alla realtà. Un Deutsch-Drahthaar è un potente cane da ferma con un marcato istinto predatorio. Chi detiene un animale simile si assume una responsabilità, e precisamente per ogni singolo essere vivente che entra nel suo raggio d'azione.
Che siano necessari quattro gatti morti, due procedimenti giudiziari e una multa a cinque cifre perché questo punto venga compreso, dice di più sulla cultura della caccia ricreativa di qualsiasi filmato promozionale di un'associazione venatoria.
Canzone:«Quando arrivano i cani»
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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