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Caccia

Caccia al tasso in Germania: Un'analisi critica della caccia

La controversia sulla caccia per hobby ai tassi in Germania mostra un dilemma fondamentale tra la pratica venatoria tradizionale e le moderne esigenze di protezione della fauna selvatica.

Redazione Wild beim Wild — 24 gennaio 2026

In Turingia, secondo i dati del Ministero dell'Ambiente, vengono abbattuti in media pluriennale circa 2’500 tassi, nonostante non siano disponibili dati scientifici attendibili sulle popolazioni.

Sia le associazioni venatorie che le autorità statali presumono una popolazione stabile. Tuttavia, i naturalisti come Silvester Tamás dell'Unione per la Conservazione della Natura (NABU) ritengono questo abbattimento non appropriato e chiedono la rimozione del tasso dalla legge sulla caccia.

Il tasso come specie chiave nell'ecosistema

I tassi sono onnivori notturni e svolgono un ruolo importante nell'ecosistema forestale. Con la loro attività di scavo allentano il terreno, contribuiscono alla dispersione dei semi delle piante e creano con le loro tane habitat per numerose altre specie. Queste funzioni ecologiche sono scientificamente ben documentate e si oppongono a una caccia generalizzata come «necessità». Dal punto di vista del NABU non esiste alcuna ragione convincente per ridurre specificamente questa popolazione di fauna selvatica se non sussiste una chiara situazione di conflitto.

Tradizione vs. protezione degli animali: quando è legittima la caccia per hobby?

Le associazioni di cacciatori sostengono che l'abbattimento sia necessario per proteggere le specie di uccelli che nidificano al suolo, lepri e conigli. Questa argomentazione suggerisce che i tassi siano direttamente responsabili del declino di altri stock di fauna selvatica. Questa visione è controversa, poiché non tiene conto del fatto che i tassi sono una componente naturale degli ecosistemi funzionanti e in condizioni normali non esiste alcuna prova scientifica seria che la loro caccia per hobby sia ecologicamente necessaria. Inoltre, il dibattito internazionale sulla caccia al tasso, ad esempio nel Regno Unito, dimostra che gli abbattimenti di massa avvengono talvolta senza una valutazione scientifica approfondita e possono portare localmente a considerevoli disturbi della popolazione.

Il discorso critico sulla caccia sottolinea che la caccia per hobby oggi è spesso meno un mezzo legittimo di regolazione della fauna selvatica che piuttosto espressione di una tradizione culturale senza legittimazione etica contemporanea. Le organizzazioni per la protezione della fauna selvatica criticano questa pratica come inefficace e crudele e richiedono invece concetti di gestione scientificamente fondati o la protezione dal traffico stradale, che in Turingia è identificato come il principale rischio di morte per i tassi.

Protezione della fauna selvatica e responsabilità sociale

Dal punto di vista della protezione della fauna selvatica devono i media come la politica diventare più chiari sul fatto che gli animali selvatici non sono oggetti di attività ricreative umane. La prospettiva critica sulla caccia sostiene che specie come il tasso non devono essere cacciate di routine se non rappresentano una minaccia ecologica dimostrabile. Piuttosto dovrebbero essere rafforzate le misure di protezione che affrontano i veri punti di pericolo, come i passaggi per la fauna selvatica e il miglioramento dell'habitat. Un mantenimento riflesso o addirittura un'estensione della caccia al tasso è da respingere dal punto di vista professionale ed etico.

L'attuale dibattito sulla caccia al tasso in Germania riflette il conflitto più profondo tra la pratica venatoria tradizionale e i requisiti contemporanei della protezione della fauna selvatica. Senza basi scientifiche solide per un beneficio della caccia, l'uccisione di tassi può difficilmente essere giustificata. A livello sociale e politico deve essere rivalutato quale ruolo svolge oggi la caccia alla fauna selvatica in una politica ambientale moderna e come può essere seriamente implementata la protezione della fauna selvatica.

Ciò che viene escluso dal dibattito è la caccia in tana

Mentre le associazioni di cacciatori amano presentare la caccia al tasso come regolare «gestione delle popolazioni», una pratica rimane spesso non menzionata: la caccia in tana. In questo caso i cani da caccia vengono mandati nelle tane di volpi o tassi per spingere gli animali fuori dalla tana. Nella realtà questo finisce spesso in confronti diretti nel sistema di gallerie strette e buie, con ferite da morso, paura e stress massiccio per entrambi gli animali. Questa forma di caccia per hobby non è semplicemente «un metodo tra molti», ma un punto di svolta etico, perché favorisce strutturalmente il combattimento tra animali e la caccia di inseguimento.

Questo è anche legalmente esplosivo. La legge tedesca sulla protezione degli animali vieta di addestrare o testare animali «in modo aggressivo» su altri animali vivi, e vieta in linea di principio anche l'aizzare animali gli uni contro gli altri. Allo stesso tempo la legge contiene un'eccezione venatoria per azioni che presumibilmente richiedono i «principi dell'esercizio venatorio secondo tradizione». Proprio questa formulazione funziona come un lasciapassare, anche se sposta solo il problema: quando nella tana cane e tasso si scontrano e scoppia la lotta, non è più in primo piano la «gestione della fauna selvatica», ma sofferenza evitabile come conseguenza sistemica di una pratica ricreativa. Pubblicazioni specialistiche del diritto sulla protezione degli animali descrivono esplicitamente i combattimenti tra animali anche come scontri tra animali di specie diverse, scatenati o accettati dai cacciatori per hobby.

La controversia sulla caccia al tasso è quindi raccontata in modo incompleto finché ruota solo attorno ai numeri degli abbattimenti. La questione decisiva è: perché viene tollerata politicamente una forma di caccia in cui il combattimento tra animali è calcolato come rischio, anche se il principio guida legale stabilisce di non infliggere dolore, sofferenza o danni a nessun animale senza motivo ragionevole?

Perché l'argomento del tempo libero non regge

La caccia per hobby viene spesso inquadrata nella comunicazione pubblica come «protezione della natura» o «regolazione delle popolazioni». Nella pratica però per molti partecipanti è anche tempo libero, tradizione e status. Proprio qui nasce il conflitto etico: quando l'uccidere fa parte di un arrangiamento ricreativo, si sposta l'onere della giustificazione. Allora non basta affermare tradizione o «gestione», ma servono necessità verificabile, obiettivi chiari, effetto controllabile e metodi che minimizzino la sofferenza.

Nella caccia al tasso questo onere di giustificazione è particolarmente alto. Il tasso è appena utilizzato come alimento, svolge funzioni ecologiche e vive nascosto. Allo stesso tempo esistono forme di caccia come la caccia in tana, in cui i confronti diretti tra animali sono sistemicamente predisposti. Chi in tali condizioni continua a puntare sulla caccia di routine deve spiegare perché questo dovrebbe essere ancora proporzionato nell'anno 2026.

Il dibattito non si decide su parole simboliche come «protezione dell'ecosistema» o «tradizione venatoria», ma su dati verificabili, su trasparenza e sulla questione se uno stato moderno voglia accettare la sofferenza animale come sottoprodotto calcolato di una pratica ricreativa.

Dossier: Caccia e protezione degli animali

Di più sul tema caccia per hobby: Nel nostro Dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e reportage di approfondimento.

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