Procioni: pregiudizi sulle specie invasive
Purtroppo è apparso un nuovo comunicato stampa dell'Istituto Senckenberg: «Pericolo sottovalutato: i danni causati dalle specie invasive vengono sottostimati». Un sondaggio su larga scala mostra il punto di vista di diversi gruppi di interesse sugli animali e le piante immigrati. Si tratta prevalentemente dei procioni.
E ancora una volta appare da ZOWIAC, attorno al Prof. Sven Klimpel, uno «studio» sulle specie invasive, pianificato e valutato in modo parziale, con il capro espiatorio individuato fin dall'inizio in modo inequivocabile: il procione!
Nel frattempo figurano 88 specie esotiche invasive nell'elenco UE 2022 delle specie invasive, di cui 33 vertebrati, ma a causa dell'enorme campagna denigratoria contro il procione nei media, esso è stato citato al primo posto da tutti i gruppi intervistati, seguito dalla nutria, mentre l'oca del Nilo è stata menzionata una sola volta al terzo posto.
Il titolo del comunicato stampa dell'Istituto Senckenberg «Pericolo sottovalutato: i danni causati dalle specie invasive vengono sottostimati» è assurdo.
Sottostimati? Ma se i danni reali causati dalle specie invasive e i relativi costi non sono affatto noti, come si può parlare di «sottostima»?
Nemmeno la Ministra federale dell'Ambiente conosce i danni e i costi delle specie invasive, come comunicato nelle interrogazioni ufficiali dei partiti.
- https://dserver.bundestag.de/btd/20/092/2009237.pdf
- https://dserver.bundestag.de/btd/20/072/2007259.pdf
A livello mondiale ed europeo sono classificati come invasivi animali ben diversi, ovvero animali che non figurano nell'elenco UE, tra cui persino animali domestici come il gatto, poi il coniglio, il ratto, il maiale, il lupo, la volpe e tra le IAS la nutria, il topo muschiato e il visone americano, ma NESSUN PROCIONE!

Anche nei costi dei danni causati da animali invasivi in Germania, il procione non viene menzionato in nessuna pubblicazione sui costi delle IAS. E in generale, per i mammiferi vengono indicati costi molto ridotti, che riguardano esclusivamente la gestione di tutti i mammiferi invasivi nel loro insieme.


L'obiettivo del signor Klimpel è forse quello di far dichiarare il procione il più grande animale nocivo tra la fauna selvatica in Germania e forse in Europa, riservandosi il diritto esclusivo di stabilire e comunicare alla politica come questo povero animale debba essere cacciato e drasticamente contenuto, fino a quasi all'estinzione? Sembra proprio essere così, quando il signor Klimpel proclama ovunque che sia necessario un piano di gestione per il procione, sebbene misure di gestione siano già state elaborate dal 2018 e adottate da tutti i Länder tedeschi.
Vale certamente la pena fornire a determinate parti pretesti inconsistenti, per poi cacciare la fauna selvatica in modo ancora più intensivo e con nuovi mezzi tramite nuove ordinanze.
Come intende il signor Klimpel, sulla base della sua indagine («Identifying opportunities for invasive species management»), identificare opportunità per la gestione di specie invasive (= di un animale = procione)?
Proprio lui, in quanto parassitologo e infettivologo, privo di conoscenze dirette di biologia della fauna selvatica? Chi pubblica qualcosa contro il procione viene sempre ricompensato.
Proprio così! Su proposta dell'Associazione venatoria cantonale dell'Assia, il signor Klimpel ha ricevuto il Premio d'onore dell'Assia per la protezione della fauna selvatica. Questo per le analisi di soli 108 stomaci di carcasse di procioni, uccisi da cacciatori per hobby e poi selezionati per lo ZOWIAC. E se al loro interno sono stati trovati appena tre rettili, si afferma che i procioni utilizzerebbero i rettili come «fonte alimentare». (Si veda il breve resoconto nella Deutsche Jagdzeitung): una BARZELLETTA!
Il grande problema, anzi il dramma per la protezione degli animali, è che con certi scienziati è impossibile discutere dei loro risultati e delle loro pubblicazioni, poiché da un lato non sono disposti al confronto professionale e pertanto non rispondono mai.
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