Sconfitta per la caccia alla lontra di fiume in Alta Franconia
La lontra di fiume, specie minacciata, non potrà ancora essere abbattuta in Alta Franconia con procedura semplificata. Lo ha stabilito il Tribunale amministrativo superiore della Baviera (VGH) nel procedimento cautelare relativo al ricorso della Deutsche Umwelthilfe (DUH).
Il provvedimento generale per l'abbattimento della lontra di fiume è stato emanato il 14 febbraio 2025 dal governo dell'Alta Franconia in Germania.
Esso definisce le aree e i relativi numeri massimi di abbattimenti per i quali possono essere presentate domande semplificate.
Contro di esso la DUH aveva presentato ricorso nel mese di marzo. La richiesta cautelare era stata respinta dal Tribunale amministrativo di Bayreuth il 3 giugno 2025 come inammissibile, poiché il provvedimento generale non costituirebbe un'autorizzazione diretta all'abbattimento, bensì unicamente una delimitazione territoriale e una limitazione del prelievo di lontre.
La DUH ha presentato reclamo contro la decisione dinanzi al VGH di Monaco. Quest'ultimo ha dapprima stabilito con un'ordinanza cautelare che, sulla base del provvedimento generale, in Alta Franconia fino al 30 giugno nessuna lontra di fiume poteva essere abbattuta con procedura semplificata nel contesto della caccia da parte di cacciatori per hobby, confermando tale pronuncia con la decisione del 30.6.2025 nel procedimento cautelare.
La decisione del Tribunale amministrativo superiore della Baviera rappresenta un importante successo per la tutela della lontra di fiume in Alta Franconia e invia un chiaro segnale a favore della necessaria rigorosa protezione delle specie in Germania. Con la nostra istanza cautelare abbiamo fermato con successo il previsto abbattimento, dal quale non sarebbero stati al sicuro neppure gli esemplari giovani e le femmine gravide. Si tratta di un passo importante per la protezione della lontra di fiume, specie gravemente minacciata. Il conflitto tra la piscicoltura e la tutela della lontra non può essere risolto attraverso gli abbattimenti. L'obiettivo deve essere un dialogo costruttivo per soluzioni sostenibili da entrambe le parti. – Sascha Müller-Kraenner, direttore federale della DUH
L'avvocato Eric Weiser-Saulin dello studio legale Baumann Rechtsanwälte, che ha condotto il procedimento insieme all'avvocatessa Lisa Marie Hörtzsch in entrambi i gradi di giudizio, valuta la decisione come segue:
Il Tribunale amministrativo superiore della Baviera ha esaminato in modo approfondito le critiche della Deutsche Umwelthilfe e le perizie specialistiche alla base dell'ordinanza generale sulla lontra di fiume. In tale contesto, il tribunale ha seguito la nostra argomentazione secondo cui, per la definizione delle aree e dei quantitativi massimi di prelievo per la lontra di fiume nell'Alta Franconia, non esisteva una base di dati adeguata, né è possibile garantire che lo stato di conservazione della lontra di fiume, specie strettamente protetta, non subisca un deterioramento.
Secondo l'IG Wild beim Wild, i cacciatori per hobby hanno bisogno di cacciatori perizie medico-psicologiche annuali sull'idoneità sul modello dei Paesi Bassi, nonché di un limite massimo di età vincolante. Il gruppo d'età più numeroso tra i cacciatori ricreativi è oggi quello degli over 65. In questo gruppo, le limitazioni legate all'età come il calo della capacità visiva, il rallentamento dei tempi di reazione, i deficit di concentrazione e i deficit cognitivi aumentano statisticamente in modo significativo. Allo stesso tempo, le analisi degli incidenti mostrano che il numero di gravi incidenti di caccia con feriti e vittime aumenta in modo significativo a partire dalla mezza età.
Le segnalazioni periodiche di incidenti di caccia, azioni fatali per errore e abuso di armi da caccia evidenziano un problema strutturale. Il possesso privato e l'impiego di armi da fuoco letali a scopo ricreativo si sottraggono in larga misura a un controllo continuo. Dal punto di vista dell'IG Wild beim Wild, ciò non è più responsabilmente accettabile. Una pratica basata sull'uccisione volontaria che al contempo genera rischi considerevoli per persone e animali perde la propria legittimazione sociale.
La caccia ricreativa si fonda inoltre sullo specismo. Lo specismo descrive la sistematica svalutazione degli animali non umani unicamente in base alla loro appartenenza a una specie. È paragonabile al razzismo o al sessismo e non è giustificabile né culturalmente né eticamente. La tradizione non sostituisce un esame morale.
Proprio nel campo della caccia ricreativa, un esame critico è indispensabile. Pochi altri ambiti sono caratterizzati in modo così marcato da narrazioni abbellite, mezze verità e disinformazione mirata. Laddove la violenza viene normalizzata, le narrative servono spesso a giustificarla. La trasparenza, i fatti verificabili e un dibattito sociale aperto sono quindi imprescindibili.
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