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Formazione

Esseri umani e animali: un amore difficile

Dalla caccia alla domesticazione, dalla convivenza allo sfruttamento: il rapporto tra esseri umani e animali è complesso e contraddittorio.

Redazione Wild beim Wild — 19 ottobre 2023

«Quando la caccia ebbe inizio, non era un essere umano a cacciare un animale.

Era un essere che cacciava un altro essere.» Così racconta il saggista italiano Roberto Calasso nel suo libro «Il cacciatore celeste» in poche parole come tutto ebbe inizio: l'inizio della nostra storia, quando essere umano e animale non erano ancora entità separate, ma creature di pari rango che condividevano polverose praterie e foreste oscure. Un'epoca in cui gli animali erano totem da cui attingere forza, manifestazioni di una dimensione ultraterrena, esseri sacri e divini che – sotto forma di costellazioni – potevano persino conferire ordine all'eterno caos delle stelle. Oggi le cose sono definitivamente cambiate. 12 miliardi di polli e decine di milioni di mucche, maiali e capre vivono e sopravvivono negli allevamenti intensivi, e il nostro pianeta sembra essere diventato troppo piccolo per una coesistenza pacifica e rispettosa con questi antichi compagni di viaggio.

Il primo disegno svizzero, conservato al Museo Nazionale Svizzero di Zurigo, raffigura due cavalli su un corno di renna ed è datato 13’000 anni fa

Ma cosa accadde nel frattempo, tra la preistoria e il mondo odierno? Ebbene, scoppiò una guerra le cui battaglie furono tutte vinte dall'essere umano. Una guerra che talvolta fu persino dolce e addomesticata, ma che rimase comunque una guerra cruenta, combattuta con armi e uccisioni, che disboscò foreste, sterminò e persino cancellò intere specie animali.

Estinzione di massa

La prima grande estinzione di massa risale all'epoca romana, quando gli antichi riuscirono a far quasi scomparire dalla faccia della terra il leone dell'Atlante che viveva nel Nord Africa, per utilizzarlo nei giochi circensi. Ma anche in Svizzera, in tempi più recenti, intere popolazioni animali sono state sterminate: il castoro, la lontra, l'ibis eremita – animali un tempo numerosi nei nostri fiumi e sulle nostre montagne, sterminati per la loro carne o per la loro pelle.

O gli ungulati come cinghiali, cervi, camosci e caprioli, che hanno ripopolato le nostre foreste solo negli ultimi decenni, ma erano scomparsi da secoli. Perfino la lince, già estinta nel XVIII secolo e considerata da molti nel secolo successivo addirittura un animale leggendario.

Il lupo

L'essere umano ha spesso ucciso per sopravvivere. Oggi la presenza del lupo torna a fare notizia, ma un tempo terrorizzava l'intero paese mettendolo in grandi difficoltà. Non esistevano supermercati, le persone vivevano di ciò che i loro piccoli appezzamenti producevano. E così anche una sola capra sbranata poteva rappresentare un danno serio per certe famiglie, e fare la differenza tra un pasto e la fame.

La prima caccia al lupo documentata nelle nostre latitudini risale al 1487, quando il duca milanese Gian Galeazzo Sforza inviò cacciatori sul Monte Generoso per sterminare gli animali che vi seminavano il panico. Nel 1500, come riporta un cronista, dei predatori uccisero a Lugano decine di bambini. Nel 1801 a Stabio un ragazzo venne divorato vivo, gettando il Mendrisiotto nel terrore. Il lupo è così temuto da diventare simbolo del diavolo durante i processi alle streghe: le donne possedute dal demonio non viaggiano su scope, ma cavalcano lupi, che si impadroniscono anche dei cadaveri. In Svizzera vengono giustiziate decine di streghe con l'accusa di essersi trasformate in lupi mannari.

Questa stampa zurighese raffigura un uomo che nel 1580 a Ginevra avrebbe ucciso sedici bambini nelle sembianze di un lupo.

Simboli

Gli esseri umani e gli animali, la storia di una relazione complicata. Ma anche una storia d'amore. Pensate a quanti animali vedete raffigurati in un giorno, in qualsiasi luogo. Sono ovunque: nei stemmi dei nostri comuni e cantoni, nelle mascotte delle squadre che sosteniamo, nei loghi di molti marchi commerciali, nella pubblicità e nelle caricature. Ma li troviamo anche nei nostri detti e nei nostri sogni. L'essere umano ha sempre utilizzato gli altri esseri viventi con cui condivide il pianeta per rappresentare se stesso. Prendiamo l'esempio di Berna. Cosa sarebbe la città senza i suoi orsi? Persino la leggenda collega la sua fondazione a un orso, quando il duca Bertoldo V di Zähringen nel 1191 decise di dare alla sua nuova città il nome del primo animale abbattuto.

Esseri viventi tra esseri viventi

Noè ricevette il compito di salvare gli animali. Dio ordina all'uomo di preservare la natura. E dopo secoli di sterminio, anche noi abbiamo finalmente compreso questo. All'inizio del XX secolo, le autorità svizzere riuscirono a reintrodurre sulle Alpi gli stambecchi, estinti da secoli, sottraendoli al re d'Italia. Oggi il ritorno di alcuni animali selvatici provoca accesi dibattiti e divide la politica e l'opinione pubblica in due schieramenti. È difficile sapere quale sia la cosa giusta da fare. Esistono molte sensibilità diverse. È tuttavia importante che ci avviciniamo al tema con grande rispetto, considerando la storia vecchia di secoli e millenni. Rispetto e gratitudine verso gli animali, i nostri compagni di viaggio, che ci accompagnano sin dagli albori della nostra storia. E nei quali forse dovremmo ricominciare a riconoscere qualcosa di sacro. Esseri viventi tra altri esseri viventi. Creature animali e creature umane, scrive Jonas Marti su rsi.ch.

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