Lo sciacallo dorato si espande nell'area DACH
Mentre la politica in Svizzera e nell'UE è ancora alle prese con il lupo, il prossimo predatore è già arrivato da tempo: lo sciacallo dorato. Immigrato silenziosamente dall'Europa sudorientale, si sta espandendo da alcuni anni attraverso i Balcani, l'Ungheria e la Repubblica Ceca fino in Germania, Austria e Svizzera.
Le reazioni sono note. Mentre gli esperti descrivono sobriamente un cane selvatico di taglia media, praticamente innocuo per gli esseri umani, le lobby venatorie e agricole sono già al lavoro sulla prossima narrazione dell'animale problematico.
Lo sciacallo dorato è notevolmente più piccolo di un lupo e leggermente più grande di una volpe. Il suo mantello è giallastro fino al bruno-rossastro con sfumature grigie, il corpo più compatto, la coda più corta. La confusione con la volpe o con un piccolo lupo è frequente, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità.
Dal punto di vista ecologico occupa una nicchia simile a quella della volpe e del cane procione. Si nutre principalmente di piccoli mammiferi, carogne e occasionalmente di cuccioli di capriolo o di uccelli nidificanti a terra, è attivo al crepuscolo e di notte e tende a evitare l'essere umano. In base ai dati attuali, non rappresenta alcun pericolo per gli esseri umani.
Svizzera: ancora raro, ma in avanzata
In Svizzera lo sciacallo dorato è stato rilevato per la prima volta nell'inverno 2011/12 mediante fototrappole di un monitoraggio della lince nella Svizzera nordoccidentale.
Da allora le segnalazioni si moltiplicano. KORA ha comunicato per il 2024 diversi avvistamenti confermati, tra l'altro nelle vicinanze di aree urbane più estese. A fine marzo 2025, nel Canton Lucerna, è stato ottenuto il primo rilevamento documentato tramite fototrappola tra Neuenkirch e Hellbühl. Le autorità lucernesi sottolineano che lo sciacallo dorato è protetto in tutta la Svizzera e non può essere cacciato.
In parallelo, KORA avvia un progetto nazionale sullo sciacallo dorato per gli anni 2025-2026. L'obiettivo è un approccio lungimirante e scientificamente fondato alla specie, prima che la politica simbolica crei fatti compiuti. Si tratta di monitoraggio, nessi ecologici e del riconoscimento precoce di possibili aree di conflitto.
Invece di sparare prima e fare domande dopo, la Svizzera punta finora su dati, monitoraggio e protezione per quanto riguarda lo sciacallo dorato. Un contrasto con il modo in cui viene trattato il lupo.
Germania: l'immigrazione è già realtà
In Germania il primo sciacallo dorato è stato documentato già nel 1997. Fino al 2020 si contavano almeno 25 avvistamenti confermati; da allora il numero è ulteriormente aumentato e oggi esistono segnalazioni in quasi tutti i Länder.
Esempi:
- Nel Baden-Württemberg l'Istituto per la fauna selvatica ha documentato diversi avvistamenti, tra cui due sciacalli dorati adulti nei pressi di Donaueschingen nel 2023.
- Nello Schleswig-Holstein, tra il 2017 e l'anno di osservazione 2024/25, sono stati confermati diversi sciacalli dorati; gli esperti ritengono che la specie si stabilirà nel nord del paese nell'arco dei prossimi dieci anni.
Dal punto di vista giuridico, lo sciacallo dorato in Germania non è ancora disciplinato in modo uniforme. A livello federale non è elencato nel § 2 della legge federale sulla caccia come specie cacciabile e quindi, in linea di principio, non costituisce selvaggina. La Bassa Sassonia lo ha tuttavia inserito nella propria legislazione regionale sulla caccia. In un caso particolarmente controverso, nel 2025 sull'isola di Sylt è stato autorizzato per la prima volta a livello nazionale un abbattimento, dopo che uno sciacallo dorato era stato ritenuto responsabile di attacchi a ovini.
Austria: prima si caccia, poi si chiede
In Austria la specie non è protetta e può essere cacciata. In Alta Austria è previsto un periodo di protezione estivo; gli abbattimenti sono consentiti da ottobre a marzo.
Si ripete così la logica nota della politica venatoria: invece di accompagnare il ritorno naturale di una specie rigorosamente elencata nell'Allegato V della Direttiva Habitat attraverso monitoraggio, misure preventive e sensibilizzazione, essa viene presa di mira in via precauzionale. Lo sciacallo dorato figura nell'Allegato V della Direttiva Habitat, il che obbliga gli Stati membri a consentire i prelievi solo in misura tale da mantenere uno stato di conservazione favorevole.
In questo contesto, una caccia intensiva in una fase iniziale di insediamento appare difficilmente giustificabile sul piano scientifico.
Svizzera: la confusione come pretesto
Anche nel nostro paese esiste già una storia pregressa. Nel gennaio 2016, un cacciatore ricreativo nel Canton Grigioni ha abbattuto un giovane sciacallo dorato, dichiarando di averlo scambiato per una volpe. L'animale era il primo sciacallo dorato svizzero il cui corpo abbia potuto essere esaminato scientificamente.
Il caso illustra diversi problemi della caccia ricreativa:
- Scarsa conoscenza delle specie e capacità di identificazione nelle condizioni reali della caccia ricreativa
- Il fatto che animali rari e strettamente protetti siano particolarmente a rischio in un paesaggio sovrasfruttato dalla caccia
- Una cultura in cui gli abbattimenti errati vengono formalmente denunciati, ma strutturalmente tollerati
Se una specie come lo sciacallo dorato viene confusa sul campo con la volpe e il cane, sorge la domanda di quanti abbattimenti errati non vengano nemmeno riconosciuti come tali.
Lo sciacallo dorato come caso di prova per un diverso approccio agli animali selvatici
Il modo in cui viene trattato lo sciacallo dorato è un banco di prova per capire se l'Europa abbia imparato qualcosa dal dibattito sul lupo.
Fatti che spesso si perdono nel discorso pubblico:
- Lo sciacallo dorato è un canide selvatico di ritorno, non una «specie problematica» introdotta artificialmente. La sua espansione è legata ai cambiamenti nell'uso del suolo, ai mutamenti climatici e alla persecuzione di lupo e lince nel XX secolo.
- La specie è giuridicamente tutelata nell'UE e non può essere «liberalizzata» a capriccio di singole lobby.
- Per gli esseri umani, lo sciacallo dorato è, allo stato attuale delle conoscenze, innocuo. I problemi con gli animali da reddito possono essere affrontati con le stesse misure di protezione che sarebbero richieste anche per il lupo, anziché con il fucile.
Mentre in Germania le associazioni ambientaliste e gli esperti chiedono un monitoraggio sistematico e una classificazione giuridicamente solida, la lobby venatoria sta già preparando la consueta catena argomentativa: dal presunto «vettore di epidemie» al concorrente dei cacciatori ricreativi, fino alla minaccia per le specie nidificanti a terra. Che i maggiori nemici delle specie nidificanti a terra siano ancora l'agricoltura intensiva, il drenaggio del suolo e la caccia ricreativa intensiva rimane, naturalmente, non menzionato in questa narrazione.
Un'opportunità, non un capro espiatorio
Lo sciacallo dorato offre l'opportunità di sviluppare un approccio nuovo e razionale nei confronti dei predatori selvatici:
- Protezione e monitoraggio prima di tutto
- Informazione chiara alla popolazione invece di campagne allarmistiche
- Prevenzione nel settore zootecnico invece di richieste di abbattimento riflessive
- Riconoscimento del fatto che gli animali selvatici hanno ruoli ecologici propri, che non si conformano alle liste dei desideri venatori
Per la Svizzera è fondamentale che l'attuale status di protezione non venga silenziosamente indebolito non appena circolano i primi titoli sugli «sciacalli problematici». Per Germania e Austria si pone la questione se il diritto a una biodiversità intatta venga finalmente considerato più importante del bisogno venatorio di avere sempre nuovi bersagli.
Sostieni il nostro lavoro
Con la tua donazione contribuisci a proteggere gli animali e a dar voce alle loro esigenze.
Dona ora →