La lince si trova bene anche in Ticino
Il più grande felino d'Europa è presente in Leventina dai primi anni '90, ma la sua esistenza passa quasi inosservata.
«La traccia nella neve»
Secondo le informazioni di un giornale locale, una lince è stata immortalata da fototrappole sopra Quinto.
Più precisamente, alcune settimane fa è stata rilevata la presenza di un gruppo, probabilmente una famiglia composta dalla madre e alcuni cuccioli, nei pressi di Deggio.
Un altro avvistamento era già avvenuto durante un censimento notturno dei cervi effettuato in primavera. E a fine marzo il più grande felino selvatico d'Europa era riapparso in pubblico in Bregaglia, nella zona di Löbbia (sopra Soglio).
Il responsabile dell'Ufficio caccia e pesca Tiziano Putelli rassicura la popolazione: «Il predatore è presente in Media Leventina da decenni: le prime segnalazioni risalgono agli anni '90, poco dopo la sua reintroduzione sul territorio nazionale.» In effetti la lince era scomparsa all'inizio del XX secolo a causa del deterioramento delle condizioni necessarie alla sua sopravvivenza.
Il felino di taglia media conduce una vita solitaria e notturna, esce allo crepuscolo e caccia principalmente piccoli ungulati (in media uno a settimana).

La lince (Lynx) è un genere all'interno della famiglia dei felini.
Esistono quattro specie di lince: la lince canadese, la lince eurasiatica, il lince rosso e la lince iberica. Le linci sono presenti in Europa, Asia e America del Nord. Vivono in zone boschive e si sono adattate molto bene alle temperature fredde.
«Nessun pericolo per l'uomo»
Con il suo pelo grigio ocra scuro maculato, i caratteristici ciuffi «pennello» alle estremità delle orecchie e la coda quasi assente, la lince è una specie rigorosamente protetta dalla legge federale sulla caccia, in quanto animale a rischio di estinzione. «Nessun motivo di preoccupazione», ripete Putelli. «È considerata un grande predatore, ma è assolutamente innocua per l'essere umano.» Inoltre, la predazione del bestiame è quasi pari a zero, come documentato dalla fondazione Kora.
Indennizzo
La Confederazione e i Cantoni sono obbligati a risarcire gli agricoltori colpiti dalla predazione del lince. Nel caso in cui il felino effettui una serie di attacchi entro un raggio di cinque chilometri, possono essere adottate ulteriori misure di protezione: l'uccisione di più di quattordici pecore o capre nell'arco di dodici mesi può portare al rilascio di un'autorizzazione. Abbattimento da parte delle autorità cantonali, subordinato all'approvazione (sempre necessaria) dell'Ufficio federale dell'ambiente. Se invece il numero di caprioli e camosci in circolazione diminuisce al punto da impedire la caccia, l'animale viene dapprima catturato e traslocato.
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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