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Caccia

Hagen: cacciatore ricreativo 66enne ucciso durante una battuta di caccia al cinghiale

In un tragico incidente di caccia, martedì sera (08.04.2025) un cacciatore ricreativo di 66 anni è rimasto mortalmente ferito.

Redazione Wild beim Wild · 9 aprile 2025

Secondo le prime indagini, verso le 21 l'uomo di Hagen era seduto ai margini del bosco a Dahl e stava osservando dei cinghiali durante la sua battuta di caccia ricreativa.

Il colpo è partito involontariamente

Dal suo fucile a ripetizione è partito involontariamente un colpo che ha ferito mortalmente il 66enne.

Allo stato attuale delle conoscenze, non vi sono indizi di intervento di terzi. Ulteriori informazioni su criminalità nell'ambito della caccia ricreativa.

Un conoscente dell'uomo di Hagen, che si trovava anch'egli nel territorio di caccia, ha trovato il defunto e ha allertato la polizia.

La squadra investigativa ha assunto le ulteriori indagini. Anche le uccisioni con arma da fuoco in Svizzera dimostrano i pericoli derivanti dalla caccia ricreativa.

Secondo il parere dell'IG Wild beim Wild, per i cacciatori ricreativi cacciatori sono necessarie perizie annuali di idoneità medico-psicologica sul modello dei Paesi Bassi, nonché un limite di età massimo vincolante. Il gruppo d'età più numeroso tra i cacciatori ricreativi è oggi quello dei 65 anni e oltre. In questa fascia, le limitazioni legate all'età come il calo della capacità visiva, i tempi di reazione rallentati, i deficit di concentrazione e i deficit cognitivi aumentano statisticamente in modo significativo. Allo stesso tempo, le analisi degli incidenti mostrano che il numero di gravi incidenti di caccia con feriti e vittime aumenta significativamente a partire dalla mezza età.

Le segnalazioni regolari di incidenti di caccia, azioni fatali errate e abuso di armi da caccia evidenziano un problema strutturale. Il possesso privato e l'utilizzo di armi da fuoco letali a scopo ricreativo si sottrae in larga misura a un controllo continuo. Dal punto di vista dell'IG Wild beim Wild, ciò non è più responsabile. Una pratica basata sull'uccisione volontaria che genera al contempo rischi considerevoli per persone e animali perde la propria legittimazione sociale.

Caccia ricreativa si basa inoltre sullo specismo. Lo specismo descrive la sistematica svalutazione degli animali non umani esclusivamente in base alla loro appartenenza a una specie. È paragonabile al razzismo o al sessismo e non è giustificabile né culturalmente né eticamente. La tradizione non sostituisce un esame morale.

Proprio nell'ambito della caccia ricreativa è indispensabile un esame critico. Pochi altri settori sono caratterizzati in modo così marcato da narrazioni abbellite, mezze verità e disinformazione mirata. Dove la violenza viene normalizzata, le narrazioni servono spesso a giustificarla. La trasparenza, i fatti verificabili e un dibattito sociale aperto sono pertanto imprescindibili.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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