Danni da topi nel bosco: la caccia alla volpe non è la soluzione
Ai proprietari forestali viene consigliato di favorire la presenza di carnivori come le volpi per proteggere i preziosi patrimoni boschivi.
I topi selvatici causano danni agli alberi giovani
Nelle aree danneggiate dal cambiamento climatico si stanno gradualmente ricostituendo nuovi boschi giovani.
Ciò attira i topi selvatici, che causano danni. Gli esperti forestali raccomandano controlli regolari dei boschi. In caso di popolazioni elevate, i topi dalla coda corta possono diventare un problema nel bosco e rodere la corteccia degli alberi da foglia giovani.
Le volpi come cacciatori naturali di topi

Per prevenire i danni causati dai topi nelle coltivazioni di latifoglie, possono essere adottate misure biologiche preventive, come la promozione dei rapaci, la costruzione di passaggi per le volpi e l'uso di sportelli per cinghiali nei recinti delle colture.
La IG Wild beim Wild chiede ai responsabili decisionali di adottare come misura più efficace la cessazione della caccia alla volpe. Secondo studi, le volpi mangiano circa 30 chili di topi all'anno, equivalenti a circa 3’000–5’000 topi. I cacciatori ricreativi perseguitano tuttavia questi animali senza pietà, considerandoli bersagli viventi o concorrenti.
100’000 volpi uccise in cinque anni
Negli ultimi cinque anni, i cacciatori ricreativi militanti in Svizzera hanno ucciso circa 100’000 volpi. Eppure un numero sempre maggiore di scienziate e scienziati invita a un ripensamento. Non vi è alcuna ragione né da un punto di vista biologico-faunistico né da quello sanitario per cacciare le volpi. La Svizzera è da decenni libera dalla rabbia terrestre. L'echinococcosi alveolare è una delle parassitosi più rare d'Europa.
Per questo motivo il governo del Lussemburgo ha già adottato nell'aprile 2015 un divieto della caccia alla volpe imposto. Il bilancio dopo otto anni: nessun problema. Le popolazioni di volpi si regolano da sole in base alle strutture sociali, alla disponibilità di cibo, alle condizioni meteorologiche e alle malattie.
Studi e fonti
- Letteratura scientifica: studi sulla volpe rossa
- I cacciatori ricreativi diffondono malattie
- Il divieto della caccia insensata alla volpe è urgente
- Caccia minuta e malattie della fauna selvatica
Dossier: La volpe in Svizzera: il predatore più cacciato senza lobby | Caccia alla volpe senza fatti: come JagdSchweiz inventa i problemi
Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Ruolo e critica dei cacciatori ricreativi analizziamo la formazione, il potere e l'autopercezione dei cacciatori ricreativi. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.
La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.
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