In molti paesi il lupo sta tornando dopo anni di assenza.
Il documentarista Thomas Horat mostra cosa suscita questo animale selvatico in pastori, ambientaliste e biologi.
Per trovare risposte, Thomas Horat ha intervistato per il suo film «Il ritorno dei lupi» pastori di pecore in Svizzera, ma anche in Germania e Austria, Bulgaria, Polonia e negli Stati Uniti.
Sebbene abbia visto dei lupi, le riprese di questi animali provengono tutte da altri filmmaker. Ciononostante, il film offre uno sguardo esclusivo sul comportamento dei lupi.

Protezione del gregge invece dell'abbattimento
Esisterebbero differenze regionali nel modo di affrontare questa situazione: «Quando si racconta ai bulgari che in Svizzera i cani da guardia del gregge vengono pagati, tutti ridono, perché per loro è solo un sogno. In Bulgaria c'è sempre un pastore presente. Da noi si dice che sarebbe troppo costoso. Forse è necessario un cambiamento di mentalità.»»
Ampio spazio viene dato anche alle protezioniste degli animali, ai biologi e agli etologi che si battono per la reintroduzione del lupo. Tuttavia Thomas Horat non vuole che il suo film venga inteso come una dichiarazione politica: «Con questo lavoro ho imparato moltissimo sul lupo, ma non sono né a favore né contro il lupo: non esistono animali cattivi.».»
Il dibattito sul lupo e il referendum
Questa ambivalenza caratterizza anche il dibattito sul lupo in Svizzera: da un lato vi è il ruolo importante che il lupo svolge in natura, poiché con la sua caccia ai cervi protegge il bosco. Dall'altro abbiamo paura di essere divorati come Cappuccetto Rosso.
In Svizzera la resistenza è guidata dai politici vallesani. Con successo: secondo le intenzioni della Confederazione, in futuro i lupi dovrebbero poter essere cacciati anche in modo preventivo, qualora altre misure per prevenire i danni non risultino efficaci. Contro questa proposta le associazioni ambientaliste hanno lanciato il referendum. Alle anteprime molto frequentate di «Il ritorno dei lupi» hanno trovato il pubblico ideale per raccogliere firme.

Con il suo film, Thomas Horat non vuole rappresentare il dibattito politico. «Non c'è un pro e un contro in questa questione», ritiene, «il lupo è tornato e ora si tratta solo di capire come gestiamo la situazione.»
Il film «Il ritorno dei lupi» sarà nelle sale cinematografiche a partire dal 7 novembre 2019.
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