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Caccia

Vallese: i Verdi criticano il ritorno alla caccia del Medioevo

In Vallese molti cacciatori vorrebbero la morte del lupo.

Redazione Wild beim Wild — 12 marzo 2019

Il parlamento cantonale vallesano ha aumentato la pressione su Mister Lupo. Il Gran Consiglio ha approvato un postulato che dovrebbe consentire a tutti i cacciatori di partecipare a un abbattimento autorizzato del lupo.

L'anno scorso il cantone aveva rilasciato autorizzazioni per l'abbattimento di due lupi nella Val d’Anniviers e nel Goms. Nel periodo previsto non fu possibile abbattere alcun esemplare.

I postulanti Gregory Logean (UDC) e Alex Schwestermann (PPD) ritengono che le possibilità di abbattere un esemplare debbano essere aumentate. Chiedono pertanto che tutti i cacciatori abbiano la possibilità di cacciare il lupo. Non solo durante la caccia principale, ma per l'intera durata di validità dell'autorizzazione di abbattimento.

L'opposizione di sinistra non aveva chance in parlamento. Il postulato è del tutto avulso dalla realtà e controproducente, ha dichiarato Emmanuel Revaz (Verdi).

Moltiplicando il numero di cacciatori la probabilità di abbattimento non aumenta, anzi, l'animale abbandonerà rapidamente il territorio.


Emmanuel Revaz

Il politico dei Verdi ha inoltre criticato un «ritorno alla caccia del Medioevo»ritorno alla caccia del Medioevo», che ha definito come la peggiore pubblicità per i cacciatori. I suoi argomenti non hanno avuto alcun effetto in consiglio. Alla fine i parlamentari hanno approvato il postulato con 77 voti favorevoli, 39 contrari e 4 astensioni.

Gruppo Lupo Svizzera

In seguito alla pubblicazione del rapporto 2018 sul monitoraggio del lupo in Vallese e alla relativa copertura mediatica, si fanno sentire ora anche i responsabili di Lupo Svizzera. Sebbene il rapporto fornisca informazioni obiettive, nei media «diverse informazioni sono state presentate in modo errato e distorto». Non esisterebbe né un nuovo branco di lupi, né un raddoppio del numero di lupi in Vallese. Il branco già noto sarebbe stato nuovamente confermato e il numero di lupi sarebbe stabile.

«Anche la politica non brilla per obiettività», si legge nel comunicato avanti. Il postulato trasmesso dal Gran Consiglio vallesano sull'impiego di cacciatori per gli abbattimenti di lupi autorizzati resterà senza conseguenze, poiché gli ultimi abbattimenti di lupi non sono falliti per mancanza di cacciatori. Riguardo alla presenza del lupo nel Canton Vallese vengono continuamente fatte affermazioni imprecise e distorte, anche in politica e nei media.

Il Gran Consiglio vallesano non ha pietà per le marmotte

A Zermatt VS le marmotte sono così numerose da essere diventate una vera e propria piaga. Lo scorso autunno i cacciatori hanno dovuto abbattere decine di questi roditori. Martedì il parlamento cantonale ha respinto un postulato che chiedeva clemenza per le «murmeli».

170 marmotte sono state abbattute dai cacciatori su ordine dell'ufficio cantonale della caccia. La misura ha però suscitato l'indignazione dei turisti e spinto alcuni parlamentari vallesani ad agire. Il Gran Consiglio vallesano non si è tuttavia lasciato impietosire. Ha respinto il postulato con 85 voti contro 29 e 6 astensioni.

I postulanti avevano proposto che le marmotte venissero narcotizzate, catturate e reintrodotte altrove anziché uccise. «Sono immagini che non fanno bene al turismo», ha dichiarato Michaël Graber (UDC), uno dei postulanti.

Molti parlamentari hanno ritenuto le misure proposte nel postulato sproporzionate. «Le marmotte non si trovano bene ovunque», ha fatto notare Urban Furrer (PDC). Inoltre le tane e i cunicoli dei roditori, difficilmente visibili nei pascoli, rappresentano un pericolo per gli agricoltori e il bestiame. «Ci sono già stati incidenti», ha avvertito Franziska Biner (PDC).

Dossier: Il lupo in Svizzera: fatti, politica e i limiti della caccia

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