Uganda: ergastolo per un trafficante di fauna selvatica
Un tribunale in Uganda ha comminato l'ergastolo a un trafficante di fauna selvatica. La sentenza lancia un forte segnale contro il commercio illegale.
In una sentenza storica emessa all'inizio del mese, il trafficante di avorio Pascal Ochiba è stato condannato all'ergastolo per detenzione illecita di una specie protetta.
Si tratta della pena più lunga mai comminata per questo reato nella storia dell'Uganda.
La sentenza del tribunale ugandese è stata emessa dopo che Ochiba era stato riconosciuto colpevole di detenzione di due pezzi di avorio di elefante del peso di 9,55 kg senza alcun diritto di utilizzo della fauna selvatica.
Secondo una dichiarazione della Uganda Wildlife Authority (UWA), Ochiba è stato arrestato il 18 gennaio di quest'anno nella zona di Namuwongo, in Uganda.
Purtroppo in Uganda sopravvivono allo stato selvatico poco più di 7’900 elefanti, tra cui sia elefanti di foresta che elefanti di savana.
Gli elefanti sono protetti dall'Appendice I della Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (CITES) come specie a rischio di estinzione a causa del commercio, mentre l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) classifica l'elefante africano di foresta come gravemente minacciato e l'elefante africano di savana come vulnerabile.
In occasione della condanna di Ochiba, Gladys Kamasanyu, giudice capo del Tribunale per gli standard, i servizi pubblici e la fauna selvatica, ha dichiarato che la detenzione illegale di specie protette è un fenomeno diffuso che deve essere arginato.
Siamo lieti che venga inflitta la pena massima a un criminale che ha agito contro la fauna selvatica. Questo è un momento storico nella nostra lotta contro il traffico illegale di fauna selvatica in Uganda. Dobbiamo fare del nostro meglio per proteggere i nostri animali selvatici, altrimenti la storia ci giudicherà duramente.
Direttore dell'Uganda Wildlife Authority, Sam Mwandha.
Kamasanyu ha inoltre dichiarato che Ochiba è un recidivo, poiché nel 2017 è stato incriminato in due casi per possesso illegale di specie protette e condannato dallo stesso tribunale. Per questo reato, Ochiba è stato condannato a diciotto mesi di carcere, dopo essere stato trovato in possesso di quattro pezzi di avorio e della pelle essiccata di un okapi.
Secondo Kamasanyu, il fatto che Ochiba rimanga in libertà aumenta il rischio che specie in pericolo vengano uccise; inoltre merita una pena che contribuisca a rendere il mondo un luogo più sicuro per la fauna selvatica e per gli esseri umani.
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