L'UE vuole declassare la protezione del lupo contro il parere della scienza
La Commissione europea propone di abbassare lo status del lupo da «strettamente protetto» a «protetto». Il 68 percento degli europei si oppone a questa misura.
Cambio di status da «strettamente protetto» a «protetto»
La Commissione europea (CE) ha presentato una proposta che prevede una modifica dello status dei lupi da «strettamente protetto» a «protetto» nell'ambito della Convenzione di Berna, con la decisione finale che dipende dai voti degli Stati membri.
Questa proposta, che appare dettata da calcoli politici, ignora le evidenze sulla coesistenza e le preferenze dei cittadini e delle cittadine dell'UE.
Ripresa fragile della popolazione di lupi
Questo passo potrebbe mettere seriamente a rischio gli sforzi per il reinsediamento dei lupi nell'UE, in quanto concederebbe agli Stati membri un maggiore margine per la caccia ricreativa ai lupi, mettendo ulteriormente in pericolo le loro popolazioni, fondamentali per la protezione degli ecosistemi.
Oggi si stima che nell'UE vivano circa 20’000 lupi, un dato in netto contrasto con gli 86 milioni di pecore allevate. Tra il 2012 e il 2016, il numero annuale di pecore per le quali è stato corrisposto un risarcimento a seguito di attacchi da parte di lupi corrispondeva allo 0,05% del patrimonio ovino svernante. I metodi di prevenzione si sono dimostrati efficaci. In Germania, dove il numero di lupi è aumentato maggiormente, grazie alle misure preventive il numero di animali da reddito uccisi o feriti è diminuito del 15% entro il 2021.
Ampio sostegno nella popolazione
Questa decisione contraddice anche l'opinione degli abitanti delle zone rurali nell'UE: in un recente sondaggio condotto su 10’000 europei in dieci Stati membri, il 68% ha dichiarato che i lupi dovrebbero essere rigorosamente protetti e il 72% ha convenuto che hanno il diritto alla coesistenza. È degno di nota che il 65% degli agricoltori sostenga questa rigorosa protezione del lupo.
Contraddizione con la propria politica di coesistenza
La proposta contraddice anche il costante sostegno della Commissione europea alla coesistenza. La decisione arriva solo pochi giorni dopo che quasi 300 organizzazioni non governative hanno chiesto alla Commissione europea di basare la propria decisione di protezione su evidenze scientifiche. Se la proposta venisse adottata, le parti contraenti della Convenzione di Berna potrebbero votare in merito nella prossima sessione del comitato permanente nel dicembre 2024.
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