Tre cacciatori per hobby condannati: il tribunale conferma il diritto di filmare le cacce con inseguimento
Il Tribunal correctionnel d'Orléans ha qualificato il tentativo di afferrare lo smartphone di Pierre Rigaux come tentato furto in concorso.
Il 19 giugno 2026 il Tribunal correctionnel d’Orléans ha dichiarato colpevoli di tentato furto in concorso tre cacciatori per hobby.
Gli uomini avevano cercato di strappare il telefono cellulare con cui l'attivista critico verso la caccia Pierre Rigaux stava filmando una caccia parforce. Il fatto risale al 23 novembre 2024 nel bosco di Orléans.
Cosa è successo
Quel giorno Rigaux seguiva una «chasse à courre», la caccia con inseguimento a cavallo con mute di cani, da tempo vietata in Germania e in Svizzera, e la documentava con il suo cellulare. Diverse persone coinvolte si scontrarono con lui. Tre di loro cercarono di togliergli il dispositivo dalle mani.
Davanti al tribunale uno degli imputati ammise di aver afferrato il telefono, ma ne diede un'altra interpretazione: non si trattava di un furto, bensì di cancellare le riprese. Non volevano essere filmati, perché Rigaux non usa le immagini per documentazione, ma per l'abolizione della caccia per hobby. Era già la terza volta che veniva filmato.
La valutazione giuridica
Il procuratore Grégoire Hue ha precisato che già un'appropriazione temporanea del telefono è sufficiente a configurare un tentato furto. Il tribunale ha seguito questa linea. I tre imputati sono stati condannati a una pena pecuniaria di 500 euro con la condizionale e devono inoltre versare a Rigaux 100 euro di risarcimento danni.
Inizialmente erano state avanzate anche accuse come violenza e minacce di morte. Dopo le indagini, tuttavia, queste non sono state perseguite in tribunale. È rimasto soltanto il tentativo di afferrare lo smartphone.
Un diritto riconosciuto di filmare la caccia per hobby
Rigaux ha accolto con favore la sentenza sui social network. Vi vede una conferma del diritto di filmare le attività della caccia per hobby nel bosco demaniale. È proprio questo il nocciolo che la stampa venatoria preferisce nascondere nella sua copertura: chi documenta un'attività pubblica in un bosco pubblico agisce legittimamente. Chi vi reagisce mettendo le mani sulla proprietà altrui commette un reato.
Nel bosco demaniale accessibile al pubblico, la caccia per hobby è considerata un'attività collettiva, visibile pubblicamente e senza diritto alla tutela dell'immagine. Filmare è coperto dal legittimo interesse all'informazione, in Francia come in Germania e in Svizzera.
Prima dell'udienza la Société de vénerie aveva dichiarato di condannare ogni forma di violenza, criticando però al contempo metodi che definiva provocatori e finalizzati allo scandalo. La stessa organizzazione si era già dimostrativamente distanziata da aggressioni in altri casi, mentre le pratiche documentate parlavano da sole.
La rivelatrice lezione della stampa venatoria
È notevole la lezione che una parte dei media venatori francesi trae da questa sentenza. Invece di mettere in discussione il gesto in sé, il tono dominante è: i cacciatori per hobby dovrebbero restare calmi e non mettere assolutamente mano al cellulare o alla telecamera, perché altrimenti l'immagine dell'intera caccia per hobby ne risentirebbe. Non si tratta dunque di giusto o sbagliato, ma dell'effetto sull'opinione pubblica. A preoccupare non è il filmare, ma il fatto che venga reso noto.
È proprio qui il punto dolente. Un'attività che teme l'osservazione trasparente e che, di fronte a chi filma, mette istintivamente le mani sui dispositivi altrui, rivela quanto poco regga al vaglio dell'opinione pubblica. La telecamera diventa una minaccia perché ciò che viene filmato è scomodo.
Il caso si inserisce in un numero crescente di scontri tra cacciatori per hobby e i loro critici in Francia. Solo di recente alcuni cacciatori per hobby sono comparsi in tribunale in un altro procedimento per presunto bracconaggio, e anche nel rapporto tra agricoltori e cacciatori per hobby le tensioni esplodono sempre più frequentemente.
RESTIAMO IN CONTATTO!
Vorremmo inviarti le ultime novità e offerte tramite la newsletter.
Sostieni il nostro lavoro
Con la tua donazione aiuti a proteggere gli animali e a dare voce alla loro causa.
Dona ora →