Episodio podcast: Caccia, animali selvatici e conflitti
Intercessione papale messa in minoranza, trappole a filo nei boschi, politica sui lupi contro i dati scientifici e salsiccia di cervo engadinese dalla Nuova Zelanda.
Questa settimana la redazione di Wild beim Wild documenta una fitta serie di notizie provenienti da tre Paesi, con uno schema comune: gli standard di protezione finiscono sotto pressione politica, e i costi ecologici e finanziari sono in ultima analisi a carico della collettività.
Diritto venatorio in Italia, Germania e Svizzera
In Italia il Senato ha approvato la controversa riforma DDL 1552 con 80 voti contro 56, nonostante un intervento papale, 400’000 firmatari di una petizione e gli avvertimenti della Commissione europea. La legge amplia la caccia nelle aree protette, indebolisce il comitato scientifico ISPRA e amplierebbe notevolmente l'uso di richiami vivi. L'UE ravvisa violazioni della direttiva Uccelli e della direttiva Habitat; una procedura d'infrazione è già in corso.
In Bassa Sassonia è entrata in vigore contemporaneamente una nuova legge sulla caccia che introduce miglioramenti come il divieto di caccia in tana e un obbligo formativo rafforzato, ma abolisce anche i piani annuali di abbattimento per il capriolo. Più controllo da un lato, meno gestione statale delle popolazioni dall'altro.
In Svizzera il Consiglio federale intende consentire in futuro l'abbattimento dei lupi anche nelle aree di bando e durante il periodo di protezione, sebbene gli studi dimostrino che gli interventi letali spesso non riducono i conflitti con il bestiame. Nel cantone di Friburgo il governo si schiera a favore dei cacciatori per hobby, mentre i suoi stessi dati attestano che nel 2025/26 il servizio faunistico ha abbattuto da solo quattro volte più cinghiali della caccia estiva.
Animali selvatici sotto pressione da caldo e rumore
L'ondata di caldo svizzera del 2026, con punte regionali fino a 38 gradi, coincide temporalmente con il periodo degli amori del capriolo. In questa fase i caprioli maschi si nutrono pochissimo e dipendono in modo particolare dall'acqua e da spazi di rifugio termico. Ciononostante, proprio in questo periodo ha luogo la caccia al richiamo. Per la pesca esistono periodi di protezione basati sulla temperatura, mentre per la fauna terrestre mancano del tutto soglie di questo tipo.
A questo si aggiunge il fattore di stress dei fuochi d'artificio: i rumorosi fuochi d'artificio privati colpiscono animali selvatici già sottoposti a stress cronico a causa della caccia per hobby. L'iniziativa sui fuochi d'artificio, sulla quale si voterà presumibilmente alla fine del 2026, va letta in questo contesto. E predatori come il lupo e la lince mostrano sul massiccio del Calanda ciò che la natura regolatrice può fare: dopo il ritorno del branco di lupi sono tornati visibili giovani alberi in fasce d'età che mancavano da decenni.
La pratica venatoria davanti al tribunale e sotto la lente
Da metà giugno un cacciatore per hobby di 60 anni è sotto processo davanti al tribunale regionale di Heilbronn. L'accusa è di tentato omicidio: avrebbe teso cavi d'acciaio sopra un percorso per mountain bike per allontanare chi cerca svago dalla sua riserva. La sentenza è attesa per la fine di luglio. Casi analoghi in Austria nel 2018 e nella zona di Heilbronn nel 2024 dimostrano che non si tratta di un caso isolato.
In Francia tre cacciatori per hobby sono stati condannati per aver tentato di strappare il telefono cellulare a un attivista che stava filmando una caccia a corsa. La sentenza conferma: chi documenta un'attività pubblica nel bosco demaniale agisce in modo legittimo.
Nel cantone di Zurigo una cittadina ha confrontato l'autorità venatoria cantonale con uno studio peer-reviewed pubblicato sulla rivista specializzata «Biological Conservation», che quantifica i costi annuali della caccia alla volpe in Francia tra 103 e 123 milioni di euro – a fronte di costi dei danni ufficialmente segnalati tra 8 e 23 milioni. Il rappresentante dell'autorità ha definito la fonte «sicuramente non seria». Il cantone di Zugo, sulla base dello studio indipendente SWILD, ha deciso di non promuovere più proattivamente la caccia alla volpe. Zurigo no.
A Nidvaldo il tribunale superiore ha condannato un cacciatore per hobby che aveva abbattuto due cervi circa 15 minuti dopo la fine dell'orario di tiro – costi totali: 8’270 franchi.
Nei Grigioni il progetto pilota di caccia notturna viene esteso ai cinghiali. 22 cacciatori per hobby estratti a sorte possono appostarsi di notte in Mesolcina – una regione comprovatamente contaminata da cesio-137 derivante dal fallout di Chernobyl. Chi consuma la carne privatamente è esentato dall'obbligo di misurazione. E il progetto pilota non indica alcun criterio di successo.
In Argovia, al castello di Habsburg, sono stati brevettati 39 nuovi cacciatori per hobby; una deputata del Gran Consiglio dell'associazione contadina li ha ringraziati per l'impegno a «mantenere l'ecosistema in equilibrio» – senza definire quale equilibrio e misurato in base a cosa.
Per concludere una questione di provenienza: una macelleria dell'Engadina commercializza una salsiccia di cervo come specialità regionale – il 51 percento della carne proviene dalla Nuova Zelanda. Circa due terzi della selvaggina venduta in Svizzera proviene dall'estero. Tra l'immagine romantica della selvaggina regionale e la realtà sulla confezione ci sono continenti di distanza.
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