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Caccia

Francia: petizione contro i contrari alla caccia con 100’000 firme

In questa petizione il presidente della Federazione nazionale della caccia, Willy Schraen, chiede un'«indagine parlamentare» sul funzionamento delle associazioni anti-caccia.

Redazione Wild beim Wild · 28 giugno 2022

Una petizione lanciata il 15 febbraio dal presidente della combattiva federazione dei cacciatori sulla piattaforma del Senato, rivolta contro gli attivisti anti-caccia, ha raggiunto 100’000 firme in meno di sei mesi.

Una condizione affinché il Senato possa occuparsi della questione.

Rivolta agli attivisti ostili alla caccia, la petizione di Willy Schraen chiede tra l'altro "un'interrogazione parlamentare" per fare luce sul funzionamento delle associazioni che "agiscono apertamente contro attività legali" e "la fine delle agevolazioni fiscali sulle donazioni" a tali associazioni, "da introdurre“.

Non ho alcuna voglia di regolamentazione, ci divertiamo a cacciare. È assolutamente necessario che il mondo venatorio ponga fine alle azioni di questi estremisti, che credono di essere al di sopra della legge e attaccano il mondo della caccia in totale impunità.

Willy Schraen

L'ex grande attrice Brigitte Bardot ha recentemente definito i cacciatori in un post sul suo sito web «spregevoli vigliacchi subumani» e «terroristi del mondo animale». Citando il presidente della federazione dei cacciatori francesi come esempio lampante.

Una missione su questo tema già avviata

Il Senato può ora decidere, ad esempio, di istituire una missione di controllo, di inserire una proposta di legge all'ordine del giorno, di tenere un dibattito in seduta pubblica, ecc.

Il Senato aveva già istituito nel novembre scorso una missione sulla questione della sicurezza nella caccia, in risposta a un'altra petizione, promossa dal collettivo «Un jour un chasseur« (Un giorno, un cacciatore) è stato fondato in seguito alla morte di un giovane uomo causata da un cacciatore ricreativo.

Questo collettivo chiede giornate senza caccia e norme di sicurezza più severe, in particolare riguardo all'alcol, agli spari nelle vicinanze di abitazioni e ai controlli sulle armi.

La missione di controllo congiunta per la sicurezza della caccia ha già condotto numerose audizioni, tra cui quella di Willy Schraen e Mila Sanchez, cofondatrice del collettivo «Un jour, un chasseur«.

In 20 anni, «incidenti» durante la caccia in Francia hanno causato la morte di oltre 400 persone. A questi 400 «incidenti» mortali » si aggiungono i 158 incidenti con feriti all'anno (in media) denunciati alla gendarmeria. Un dato che non dice nulla, se si considera che la maggior parte degli episodi non viene denunciata e quelli che lo sono vengono esaminati molto raramente.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nei nostri dossier sulla critica alla caccia ricreativa raccogliamo verifiche dei fatti, analisi e reportage di approfondimento. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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