Tenia della volpe: pericoli e misure preventive
La tenia della volpe viene ancora utilizzata come argomento per giustificare la caccia alle volpi. Eppure la malattia da essa causata – l'echinococcosi alveolare – è una delle parassitosi più rare d'Europa. A causa del contatto diretto con le volpi, appartengono al gruppo a rischio soprattutto i cacciatori e i cani impiegati nella caccia, ma anche i tassidermisti.
Le persone prive di licenza di caccia hanno ben poco da temere.
Il contagio con la tenia della volpe avviene principalmente attraverso il contatto con volpi infette. I sintomi di questa malattia possono richiedere anni prima di manifestarsi, ma quando compaiono possono essere gravi. Tra questi figurano perdita di peso, dolori addominali, itterizia e malessere generale.
La tenia della volpe, scientificamente denominata Echinococcus multilocularis, è un verme parassita che si trova principalmente nelle volpi, ma può essere trasmesso anche a cani e gatti. Topi, ratti e altri roditori fungono da ospiti intermedi del verme. Quando i piccoli animali vengono mangiati da cani, gatti o volpi, il parassita trova in loro un ospite definitivo ideale. Questo tipo di parassita può causare nell'essere umano la pericolosa malattia denominata echinococcosi alveolare, colpendo il fegato, i polmoni e, più raramente, altri organi. L'ingestione di uova del verme non porta automaticamente alla malattia. Nella maggior parte dei casi il sistema immunitario respinge i parassiti. Secondo le Foreste Statali della Renania-Palatinato, solo una persona su nove che ha ingerito le uova sviluppa l'echinococcosi alveolare.
"Il timore di un contagio da tenia della volpe è praticamente infondato. Secondo la Clinica universitaria di Ulm è l'echinococcosi alveolare, con 40-70 nuovi casi all'anno a livello nazionale, molto rara. Non vi sono inoltre indicazioni che il parassita venga trasmesso attraverso il consumo di frutti di bosco o funghi selvatici», afferma Peter Höffken di Peta. «La pratica venatoria, nel corso della quale in Germania vengono uccissi ogni anno quasi mezzo milione di volpi e in parte scuoiate, rappresenta invece un grande fattore di rischio per il contagio con la zoonosi.»
La prevenzione delle infezioni da tenia della volpe comprende misure quali il lavaggio regolare delle mani, soprattutto dopo il contatto con animali, e la sverminazione degli animali domestici. È inoltre importante riscaldare sufficientemente la selvaggina prima del consumo per evitare il contagio. Anche se non vi sono indicazioni che il consumo di frutta o verdura che cresce a terra provochi la malattia da tenia della volpe, è consigliabile in linea di principio lavare accuratamente i frutti del bosco e del giardino prima del consumo, evitando le parti di piante fortemente contaminate.
La lotta alla tenia della volpe richiede un approccio globale che comprenda la sensibilizzazione della popolazione sui rischi e sulle misure di prevenzione. Le feci di volpe in giardino dovrebbero essere rimosse con una pala o con guanti. Per eliminare eventuali agenti patogeni, è consigliabile versare acqua calda sul punto di ritrovamento.
È importante che le persone nelle famiglie di cacciatori che vivono o lavorano con il rischio della tenia della volpe siano consapevoli dei potenziali pericoli e adottino le opportune precauzioni per prevenire un'infezione.
I cacciatori ricreativi uccidono ogni anno innumerevoli volpi. Le associazioni venatorie alimentano ingiustificatamente i timori nei confronti della volpe come vettore di parassiti, al fine di poter giustificare la caccia alla volpe. Studi scientifici hanno tuttavia dimostrato che la caccia agli animali diffonde ulteriormente la tenia della volpe e aumenta il rischio di infezione, invece di contenere il parassita — analogamente a quanto avvenuto con la rabbia terrestre, oggi sconfitta grazie a esche vaccinali rispettose degli animali.
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