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Diritti degli animali

Il Landtag di Kiel chiude il «bordello della caccia» della famiglia von Bismarck

Lo Schleswig-Holstein vieta la caccia in recinto dei Bismarck: il Landtag di Kiel modifica la legge sulla tutela della natura in nome dei diritti degli animali.

Redazione Wild beim Wild — 29 aprile 2016

Modifica della legge sulla tutela della natura in nome dei diritti degli animali.

Nel novembre 2015 PETA ha presentato una denuncia penale contro la famiglia von Bismarck per la gestione illegale di due recinti di caccia nel Sachsenwald, nello Schleswig-Holstein. Tali impianti di caccia sono vietati nello Schleswig-Holstein già dal 1999, poiché la pratica spregiativa della vita contrasta con l’etica venatoria e con la legge sulla protezione degli animali. Alla famiglia era stato concesso un periodo transitorio di 15 anni per chiudere i recinti entro ottobre 2014. Tuttavia, anche un anno dopo la scadenza del termine, la famiglia non intendeva rinunciare alle aree, adducendo il cosiddetto diritto consuetudinario. Ora il Landtag di Kiel ha approvato una modifica della legge sulla tutela della natura, in base alla quale nello Schleswig-Holstein non è più consentito cacciare all’interno di recinti – e quindi nemmeno i Bismarck possono più organizzare cacce ricreative nelle loro aree. In merito, commenta Vanessa Reithinger, responsabile specializzata per gli animali selvatici presso PETA:

«Accogliamo con grande favore il fatto che il Landtag di Kiel abbia ora definitivamente vietato alla famiglia Bismarck le cacce ricreative nei propri recinti di caccia. In queste battute di caccia contrarie alla protezione degli animali, condotte nelle aree recintate, gli animali fungono da bersagli viventi per i cacciatori ricreativi. Con l’obiettivo di uccidere il maggior numero possibile di animali, questi luoghi diventano teatro del sanguinoso passatempo di poche persone che hanno più denaro che morale. L’uccisione di animali come attività ricreativa non ha più ragione di esistere nel XXI secolo – nemmeno sotto le spoglie della tradizione. Poiché la famiglia Bismarck avrebbe dovuto chiudere i recinti già nel 2014 ai sensi della normativa vigente, PETA si aspetta che ora anche la magistratura intervenga e sanzioni penalmente la gestione illecita dei recinti.»

Il procedimento contro la famiglia Bismarck è attualmente in corso presso la Procura della Repubblica presso il Tribunale regionale di Lübeck (AZ: 780 Js 48459 / 15). Nei recinti di caccia, animali selvatici come caprioli, cinghiali e cervi tenuti per essere poi messi a disposizione dei cacciatori ricreativi per l'abbattimento. Nelle aree recintate si svolgono le cosiddette cacce sociali oppure singoli animali vengono messi a disposizione di facoltosi cacciatori ricreativi per un «abbattimento con garanzia di successo». Questa pratica venatoria contraddice in modo eclatante sia l'etica della caccia sia la legge sulla protezione degli animali.


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