Oltre 500 tassi abbattuti: cacciatore per hobby denunciato
Un cacciatore per hobby di Traunstein è stato denunciato per l'abbattimento di oltre 500 tassi. Le uccisioni di massa sollevano interrogativi sul benessere animale.
Uccisioni insensate: a seguito della denuncia penale presentata da PETA contro i titolari del diritto di caccia nel distretto di Traunstein per l'uccisione di oltre 500 tassi nel periodo dal 2019 al 2021, la procura di Traunstein ha respinto alla fine di luglio l'apertura di un'indagine.
Come motivazione, l'autorità inquirente ha dichiarato che non erano stati addotti indizi concreti riferiti ai singoli casi di uccisioni illecite. La settimana scorsa, l'organizzazione per i diritti degli animali ha presentato ricorso alla Procura Generale di Monaco contro la decisione di non avviare indagini, richiedendo l'apertura di un procedimento investigativo. Alla luce degli oltre 500 tassi morti, secondo PETA la procura avrebbe dovuto verificare se vi fosse davvero — come sostenuto dai cacciatori — una «ragione valida» ai sensi della legge sulla protezione degli animali per ciascun caso. I tassi non sono noti per causare danni significativi né per rappresentare una minaccia per la tutela delle specie o per le persone. Tuttavia, una «ragione valida» è, ai sensi del paragrafo 1 della legge sulla protezione degli animali, un requisito indispensabile per l'uccisione di un animale.
Consideriamo come una giustificazione pretestuosa la motivazione dei cacciatori del distretto, riportata dai media locali, secondo cui i tassi avrebbero causato danni considerevoli con le loro tane. Non è un segreto che in Germania i tassi vengano uccisi di norma per il piacere della caccia e per «tradizione». Pertanto, a nostro avviso, la procura ha la responsabilità di verificare, per ogni animale ucciso, se vi fosse davvero una «ragione valida». La presenza di una tana di tasso nel paesaggio non può in alcun modo costituire una giustificazione, tanto più che le loro abitazioni pluriennali non vengono di norma scavate nei campi regolarmente arati, bensì preferibilmente nel bosco.
Peter Höffken, esperto di riferimento presso PETA
I tassi non possono essere abbattuti senza un «motivo valido»
Secondo l'associazione regionale della Renania Settentrionale-Vestfalia del NABU, i tassi vengono uccisi «esclusivamente per tradizione». Una recente pubblicazione sulla rinomata rivista giuridica specializzata «Natur und Recht» esamina la caccia ai tassi dal punto di vista giuridico. Sebbene i tassi figurino nell'elenco delle specie cacciabili previsto dalla legge sulla caccia, secondo l'autore ciò non è di per sé sufficiente a giustificarne l'uccisione. Deve sussistere anche un «motivo valido» ai sensi della legge sulla protezione degli animali, ad esempio l'intenzione di consumare l'animale o la necessità di abbreviarne le sofferenze a seguito di gravi ferite. Nella caccia ai tassi, questi presupposti mancano regolarmente.
I tassi appartengono alla famiglia dei mustelidi e vivono come animali notturni, conducendo un'esistenza largamente nascosta nei boschi. Lì scavano nel terreno tane ramificate, talvolta abitate da numerose famiglie nel corso di decenni. La loro alimentazione è composta principalmente da lombrichi, insetti e in parte anche topi. La Federazione tedesca della caccia indica in 86.745 esemplari il numero di tassi abbattuti nell'anno venatorio 2020/2021, il cosiddetto carniere annuale, sull'intero territorio nazionale. Spesso gli animali vengono catturati in trappole; in alcuni casi vengono dissotterrati dalle loro tane e poi abbattuti.
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