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Caccia

In Italia settentrionale è scoppiata la Peste Suina Africana

In Italia settentrionale è scoppiata la Peste Suina Africana (PSA). I cacciatori ricreativi sono considerati i principali diffusori del virus.

Redazione Wild beim Wild — 24 gennaio 2022

In Piemonte e in Liguria sono state trovate le prime carcasse di cinghiali infettate dal virus letale.

Per i suini selvatici e domestici il virus è altamente contagioso e letale nel 90 percento dei casi. Non esiste né una cura né un vaccino. Finora sono stati colpiti 78 comuni in Piemonte e 36 in Liguria.

In Italia il virus, che secondo il sito web del Ministero della Salute italiano è presente dal 2014 in Polonia, Germania, Estonia, Lettonia, Slovacchia, Grecia, Lituania, Romania, Ungheria e Bulgaria, è arrivato via strada dalla Georgia. Ciò è stato confermato da esami di laboratorio su circa 20 carcasse di animali. I cacciatori ricreativi sono invitati a rinunciare ai trofei di caccia.

La zona di contagio inizia a soli 135 chilometri dal confine ticinese. Oltre alla sospensione della caccia, il provvedimento prevede anche il rafforzamento della sorveglianza passiva attraverso la ricerca attiva di carcasse di cinghiali, soprattutto nella provincia di Massa Carrara.

Bisogna ora fare attenzione che i cinghiali restino nella zona di restrizione e non vengano spinti verso nord dai cacciatori o dai gitanti, sottolinea il veterinario cantonale Luca Bacciarini.

Le autorità locali hanno agito immediatamente. Per i prossimi sei mesi la caccia è sospesa. Le escursioni, la raccolta di funghi e tartufi e il mountain bike sono severamente vietati. Dalla settimana scorsa i primi allevatori di suini sono stati obbligati ad abbattere i propri animali. Fino all'estate non sarà consentito allevare né trasportare carne fresca fuori dalla zona rossa.

Roberto Moschi, responsabile dei servizi veterinari di ALISA (Azienda Ligure Sanitaria della Regione), spiega personalmente il motivo del «lockdown» nel bosco: «Il divieto di accesso nella zona di contagio mira a impedire che i cinghiali si spostino. Devono restare lì, non devono essere disturbati: nel giro di pochi giorni tutti i cinghiali infetti moriranno. Quando sarà certo che il virus rimane circoscritto a quella zona boschiva, tutto verrà abbattuto selettivamente.«

Cinghiali in abbondanza

La situazione è particolarmente allarmante poiché nella penisola il numero di cinghiali è molto elevato: ve ne sono circa 2,3 milioni di esemplari. Un problema che viene da lontano, come riassume l'imprenditore agricolo Mauro Bianco: «La legge 157 del 1992, che regola la caccia e la fauna selvatica, è vecchia e va modificata. È una gestione fallita.» A Genova ci sono più cinghiali che gatti. Scendono in città perché vi trovano cibo.

Approfondimenti sulla caccia ricreativa: Nel nostro dossier sulla caccia raccogliamo fact-check, analisi e approfondimenti.

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