Procione: gestione delle specie esotiche invasive
Il procione è al centro del dibattito sulle specie esotiche invasive. La caccia è ecologicamente inutile e contraria al benessere animale.
Ambienti apparentemente incontaminati ospitano spesso animali e piante selvatici provenienti dall'esterno dell'area geografica, che possono disturbare gli ecosistemi e compromettere la biodiversità soppiantando le specie autoctone.
Attraverso le attività umane, queste specie animali e vegetali possono essere introdotte intenzionalmente o accidentalmente in nuovi territori attraverso vari canali, tra cui il commercio di animali domestici esotici.
Nella legislazione dell'UE queste specie sono definite specie esotiche invasive (Invasive Alien Species, IAS) e gli Stati membri sono tenuti a eradicare le popolazioni emergenti o a controllare quelle già pienamente stabilite in un territorio. Ciò vale per il incompreso procione (Procyon lotor), uno splendido mammifero con coda ad anelli e maschera facciale, originario del Nord America. Nelle domande e risposte di Eurogroup for Animals scoprite come questo si ripercuote sul procione.
Il procione figura nell'elenco UE delle specie esotiche invasive?
Sì, i procioni figurano nell'elenco delle specie dell'Unione Europea (elenco dell'Unione). Tutte le specie presenti in questo elenco sono quindi soggette alle disposizioni del regolamento sulle specie esotiche invasive, e il procione ha sviluppato popolazioni numerose e ben consolidate in alcune parti d'Europa, in particolare in Germania.
Perché il procione figura nell'elenco?
In quanto specie non autoctona, i procioni sono stati introdotti quando sono fuggiti da abitazioni private in cui erano tenuti come animali da compagnia o da allevamenti di animali da pelliccia. A partire da Germania e Francia, la popolazione è cresciuta ed è oggi presente in 16 Stati membri.
L'intelligenza e il carattere opportunista dei procioni, nonché la loro alimentazione onnivora — che include uova, pulcini e uccelli adulti — significano che possono avere effetti gravi sulla biodiversità. Sono inoltre noti per danneggiare alberi da frutto, vigneti e allevamenti di pollame, e sono portatori di importanti malattie e parassiti come la rabbia, gli ascaridi e la toxoplasmosi.
Come sono stati inseriti i procioni nella lista?
L'inserimento nella lista è un processo lungo e complesso, che comprende dettagliate valutazioni del rischio da parte di gruppi di esperti scientifici e richiede un'ampia raccolta di prove. Tuttavia, le ragioni dell'inclusione dei procioni nell'elenco dell'Unione sono state in passato poco trasparenti, e non era chiaro in che modo le prove fossero state utilizzate.
Alcuni studi che dimostrano un impatto ecologico trascurabile del procione non sono mai stati presi in considerazione, e diversi lavori utilizzati a sostegno dell'inserimento nella lista sembrano non essere del tutto pertinenti. È urgentemente necessaria una maggiore chiarezza su questo processo.
Cosa significa questo per il procione?
Questo può significare che il procione viene spesso definito «animale nocivo» o «infestante», e l'inserimento nella lista può distogliere l'attenzione pubblica dal fatto che questi animali sono esseri senzienti e intelligenti, capaci di provare gioia e dolore e di soffrire intensamente. Ciò porta alla formazione di «specie di serie B«.
I cacciatori ricorrono quindi spesso a tecniche indiscriminate e considerano la lista come un pretesto per abbattere il maggior numero possibile di questi animali. In Germania, ad esempio, tra il 2020 e il 2021 sono stati uccisi oltre 200’000 procioni, per la cui uccisione vengono talvolta persino pagate delle taglie in denaro, i cosiddetti bounty.
I procioni malati o feriti che vengono catturati non possono essere rilasciati, il che significa che devono trascorrere il resto della loro vita in cattività, causando sofferenze prolungate e gravando sui centri di recupero.
L'inserimento del procione nella lista comporta qualche vantaggio?
L'inclusione nell'elenco dell'Unione significa che i procioni non possono più essere introdotti intenzionalmente, detenuti, trasportati, riprodotti o rilasciati. In passato, i procioni erano animali domestici molto apprezzati sia all'interno che all'esterno dell'UE, il che ha effetti significativi a lungo termine sul benessere degli animali.
Mentre molti procioni soffrono enormemente per mano dei cacciatori in nome della gestione della popolazione, nel testo del regolamento IAS è chiaramente stabilito che per la gestione di queste specie possono essere utilizzati metodi non letali. Siamo dell'opinione che ciò non debba essere solo affermato, ma attivamente promosso attraverso linee guida ufficiali della Commissione europea. Inoltre, il regolamento prevede che gli Stati membri debbano evitare sofferenze evitabili nella gestione delle specie invasive, ma i metodi di gestione umani continuano a scarseggiare.
Il procione dovrebbe essere rimosso dall'elenco?
Sembra che le prove disponibili non soddisfino l'elevato criterio richiesto dalla Commissione per la rimozione del procione dall'elenco, sebbene ulteriori ricerche e informazioni potrebbero chiarire meglio la situazione.
I vantaggi della rimozione del procione dall'elenco non superano le conseguenze negative per questa meravigliosa creatura, poiché probabilmente continuerebbe ad essere cacciato nell'ambito delle leggi sulla caccia degli Stati membri.
La rimozione dall'elenco potrebbe portare a un aumento del commercio di procioni, attualmente vietato, il che comporterebbe sofferenze a lungo termine per un gran numero di essi.
Cosa si dovrebbe fare?
Il regolamento IAS lascia spazio a una gestione umana, e chiediamo alla Commissione di sollecitare gli Stati membri a finanziare e ricercare misure di gestione umane, come strategie di cattura, castrazione e rilascio su piccola scala e il promettente campo del controllo della fertilità.
Inoltre, è necessario condurre importanti campagne di sensibilizzazione per aiutare il pubblico e i gestori IAS a comprendere la sensibilità degli animali selvatici.
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