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Criminalità & Caccia

Guardiacaccia grigionese punito per abbattimenti errati

Un guardiacaccia grigionese ha scambiato delle linci per lupi durante il massacro dei lupi. Ora è stato condannato a una piccola multa.

Redazione Wild beim Wild · 28 maggio 2025

Un guardiacaccia grigionese è stato condannato dalla procura a una multa a quattro cifre per abbattimenti errati.

Lo scorso novembre, durante il massacro dei lupi, l'uomo aveva ucciso accidentalmente tre linci nella Surselva. In seguito si è autodenunciato.

Il guardiacaccia ha accettato il decreto penale, ha dichiarato la procura dei Grigioni. Il decreto penale è pertanto passato in giudicato.

Il guardiacaccia è stato condannato per ripetuta contravvenzione alla legge federale sulla caccia e per uccisione colposa di una specie animale protetta. L'accusa penale sostiene che il guardiacaccia non abbia identificato gli animali con sufficiente chiarezza prima di sparare.

Un'identificazione errata porta alla tragedia

Il guardiacaccia era fermamente convinto di sparare a tre giovani lupi autorizzati all'abbattimento durante il massacro dei lupi. Invece ha abbattuto un lince maschio e due giovani linci. L'episodio è avvenuto di notte, sebbene ciò sia vietato dalla Convenzione di Berna. Gli animali sono stati individuati tramite tecnologia a infrarossi.

«Non è certo più facile, ma un guardiacaccia può in linea di principio distinguere le linci dai lupi anche di notte», aveva dichiarato all'epoca Arquint, che dirige l'ufficio per la caccia e amenità varie nei Grigioni.

Altro sul tema della caccia ricreativa: Nel dossier Bracconaggio e criminalità venatoria in Svizzera documentiamo casi, questioni giuridiche e schemi ricorrenti. Ciò che dice la ricerca al riguardo lo mostra La caccia sotto la lente: lo stato della ricerca.

La posizione dell'IG Wild beim Wild: L'IG Wild beim Wild rifiuta la caccia ricreativa. Il nostro modello è il canton Ginevra, che dal 1974 fa a meno della caccia ricreativa: senza periodi di caccia, senza cani da caccia, senza battute, senza altane, senza i maltrattamenti agli animali e la criminalità che altrove accompagnano la stagione venatoria. Ciò che là funziona da oltre cinquant'anni confuta ogni documento di posizione di CacciaSvizzera. Un'associazione che fonda la propria politica su affermazioni che essa stessa smentisce nei propri documenti non è un'organizzazione specializzata, bensì una fabbrica di disinformazione.

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