La giustizia dei Grigioni in chiaroscuro
Non solo singoli casi, ma l'intero sistema giudiziario del Cantone dei Grigioni è sotto critica da anni. Gli osservatori parlano di problemi strutturali, mancanza di trasparenza, incompetenza e di un apparato giudiziario che perde progressivamente la fiducia della popolazione.
Come il malcostume venatorio, anche il sistema giudiziario grigionese è considerato lento e inefficiente.
Si lamenta ripetutamente che i procedimenti durino eccessivamente a lungo, che la gestione degli atti e la comunicazione siano carenti e che il controllo interno funzioni a malapena. Fonti interne riferiscono di una giustizia che «si basta da sola», senza una guida chiara, senza trasparenza e senza un percettibile senso di responsabilità.
Tali carenze fanno sì che persino casi semplici si protraggano per periodi incomprensibilmente lunghi, oppure che vengano prese decisioni né comprensibili né adeguatamente documentate. La perdita di fiducia nella giustizia del Cantone svizzero più grande cresce di giorno in giorno.
La «camera oscura» della Commissione giudiziaria grigionese
Particolarmente criticata è la Commissione giudiziaria del Cantone dei Grigioni. Questa è competente per la vigilanza su giudici e pubblici ministeri, ma agisce, secondo i critici, in larga misura nell'ombra. I media e il pubblico sono raramente coinvolti, le delibere vengono raramente motivate o rese pubbliche. Il termine «camera oscura» si è ormai affermato da tempo negli ambienti politici.
La mancanza di trasparenza nella vigilanza giudiziaria alimenta il sospetto di un isolamento istituzionale: controllo sì, ma solo sulla carta.
Sentenze modificate senza verbali
Un ulteriore scandalo ha ulteriormente scosso la fiducia: presso il Tribunale cantonale dei Grigioni alcune sentenze sono state modificate a posteriori, senza che esistessero verbali di deliberazione né che le parti interessate venissero informate. I giuristi parlano di una grave violazione dei principi dello Stato di diritto. La modifica successiva dei testi delle sentenze senza documentazione non solo mina l'integrità dei giudici, ma anche la verificabilità delle decisioni giudiziarie.
Condanna di un ex giudice
Nel novembre 2024 un ex giudice amministrativo del Cantone dei Grigioni è stato dichiarato colpevole di molestie sessuali con violenza fisica reiterate, minacce reiterate e stupro. Il caso aveva già fatto scalpore prima della sentenza, non da ultimo perché la magistratura è rimasta a lungo inerte, nonostante le segnalazioni di comportamenti scorretti fossero emerse tempestivamente. La sentenza mette in piena luce le carenze sistemiche: un apparato giudiziario che protegge sé stesso invece di fare chiarezza sulle irregolarità in modo conseguente. La somma di questi episodi dimostra che nei Grigioni il sistema giudiziario non è malato solo di casi singoli, ma di strutture.
Nel mirino: il procuratore pubblico Ursin Brunett
Al centro di diversi casi vi è il procuratore pubblico Ursin Brunett, che ha notificato a un imputato un decreto penale senza aver mai condotto un interrogatorio né disporre di prove attendibili, scrive Inside Justiz. L'accusa: diffamazione a causa di una lettera al giornale, una sanzione che per entità e trattamento formale va ben oltre la prassi consueta. I critici rimproverano a Brunett di utilizzare lo strumento del decreto penale in modo tale da lasciare alla vittima quasi nessuna possibilità di difesa. La somma di diverse migliaia di franchi (CHF 10'350) e la richiesta di pagamento immediata con bollettino di versamento allegato, nonostante la situazione degli atti sia poco chiara, appaiono come uno strumento di pressione piuttosto che come l'apertura di un procedimento conforme allo Stato di diritto. Un esempio della concezione del diritto di Ursin Brunett.
Il caso solleva inoltre la questione della misura in cui le procure dei Grigioni, sotto la guida del primo procuratore, si preoccupino di condurre i procedimenti in modo trasparente e con condizioni eque. La mancata comunicazione con l'imputato, le prove non fornite e l'omissione di un interrogatorio rientrano in un quadro più ampio di punti critici nei confronti del sistema giudiziario grigionese. Brunett viene così visto non solo come protagonista di un caso isolato, ma come simbolo del modo in cui la procura e la comunità giudiziaria cantonale affrontano i casi delicati, e della misura in cui adempiono ancora al loro mandato pubblico.
Particolarmente scandaloso: il giudice amministrativo di Coira condannato per stupro è stato condannato a una pena pecuniaria sospesa di soli 2'300 franchi. Si tratta di un importo nettamente inferiore alla multa da pagare per una lettera al giornale che l'imputato non aveva nemmeno scritto.
Quando le anime ferite dei cacciatori abusano della giustizia
Alcuni cacciatori per hobby non mancano i loro bersagli nel bosco, ma nell'edificio di giustizia. Un cacciatore particolarmente suscettibile di Scuol si sente offeso da un articolo su wildbeimwild.com, che gli amanti della natura onesti accolgono con favore. Dieci anni dopo la pubblicazione. Sì, avete letto bene: dieci anni dopo! La denuncia è stata presentata il 19 febbraio 2024. Il querelante era a conoscenza della pubblicazione contestata al più tardi il 22 luglio 2021, poiché era un abbonato regolare alla newsletter. Il termine di tre mesi era scaduto alla fine di ottobre 2021. La querela era tardiva; il procedimento non avrebbe dovuto essere avviato.
Il presunto scandalo: un articolo del 2015 in cui wildbeimwild.com esaminava criticamente il sacro mito della caccia ricreativa, corredato da un'immagine simbolica liberamente disponibile, pubblicata dallo stesso cacciatore per hobby per il pubblico. L'immagine mostra il cacciatore per hobby in posa con la preda. Nessun nome, nessun indirizzo, nessuna offesa personale. Solo un testo generale sulla sofferenza degli animali, consultabile in qualsiasi momento al link del grande Radar dei cacciatori per hobby .
Ma questo era evidentemente troppo per la fazione venatoria dalla pelle sottile. Invece di cercare argomenti o il dialogo, il cacciatore per hobby è corso al posto di polizia di Scuol.
Quando l'orgoglio venatorio e la giustizia collidono
Nella primavera del 2024, wildbeimwild.com ha ricevuto un decreto penale della Procura dei Grigioni. L'accusa: diffamazione. L'importo in conto per multa, spese vive e tasse 1’245.– franchi. I fatti: il presunto reato risale a un decennio fa. La querela è stata presentata con molto ritardo. E il reato era prescritto da anni. L'imputato non conosceva il querelante.
Eppure, invece di archiviare il procedimento, il procuratore Ursin Brunett ha deciso di fare un favore all'establishment venatorio. Mentre in Svizzera gli animali selvatici possono ancora essere abbattuti in modo bestiale, insensato e brutale per divertimento, un articolo di tutela degli animali viene criminalizzato. Questo si chiama stabilire le priorità, alla maniera grigionese.
La vacca sacra in mimetica
La caccia ricreativa settaria è diventata in questo paese una religione intoccabile. Chi la critica è considerato eretico. Chi denuncia le irregolarità viene perseguito legalmente. E chi mette in discussione l'uccisione di animali selvatici viene etichettato come «estremista» o «radicalista», mentre i cacciatori per hobby continuano a dedicarsi ai loro rituali di sangue.
La verità è semplice: quando qualcuno pubblica orgogliosamente e sorridendo i propri trofei su Internet, ignorando la dignità degli animali, è lecito parlarne. Chi diffonde immagini sorridenti dell'atto di uccidere non può poi lamentarsi delle critiche.
Ma a quanto pare la lobby venatoria svizzera ritiene di essere al di sopra della legge e che i media debbano tacere quando la verità diventa scomoda.
Ciò che accade qui non è altro che un classico ribaltamento vittima-carnefice. Chi uccide animali per divertimento e ci paga persino sopra si atteggia a vittima. E chi denuncia le irregolarità viene criminalizzato.
Lo Stato di diritto nel mirino
Il procedimento mostra quanto facilmente la giustizia possa essere strumentalizzata. Una denuncia presentata in ritardo, un termine di prescrizione scaduto, nessuna prova di un'offesa personale, eppure si spara. Non con il piombo, ma con i paragrafi. Il ricorrente non conosce il querelante, non lo ha nominato per nome e ha utilizzato l'immagine dal database senza alcuna intenzione diffamatoria. Un'attribuzione individuale non era possibile per terzi. Mancano pertanto il dolo e una lesione dell'onore penalmente rilevante. Le istanze precedenti non hanno esaminato nel merito le obiezioni centrali (mancato rispetto dei termini, prescrizione), ma hanno respinto il ricorso in modo sommario. Il decreto penale contiene persino accertamenti non supportati dagli atti e contraddittori rispetto ai verbali dell'interrogatorio a Roveredo del 6.5.2024. Il tutto comodamente sotto la mano protettrice del primo procuratore pubblico a Coira.
Un caso che avrebbe dovuto essere chiuso da tempo viene tenuto artificialmente in vita, come se si volesse rialzare un capriolo morto per fotografarsi davanti ad esso. Non è solo così che funziona la giustizia nei Grigioni: rumorosa, vulnerabile, manipolativa e incapace di autocritica.
A chi appartiene la verità sulla caccia ricreativa?
Da anni wildbeimwild.com documenta ciò che i cacciatori ricreativi preferirebbero tacere: sofferenza animale, lobbismo, giochi di potere e una giustizia che spesso chiude entrambi gli occhi quando l'arma è nelle mani «giuste». Ai querelanti vengono messe la museruola quando cacciatori ricreativi colpevoli vengono condannati, oppure le denunce penali riguardanti la caccia ricreativa non vengono nemmeno prese in considerazione, nonostante le infrazioni siano palesi. A titolo di esempio:

Con decreto del 27 agosto, il primo procuratore dei Grigioni ha deciso di non avviare il procedimento. Il decreto non contiene alcuna motivazione. Per legge, i decreti delle autorità penali devono essere motivati. L'assenza di motivazione viola diritti procedurali fondamentali, in particolare il diritto di essere sentiti (art. 29 cpv. 2 Cost.).
Senza motivazione non è possibile stabilire per quali ragioni il ministero pubblico abbia rifiutato di aprire un'indagine penale. Ciò rende praticamente impossibile proporre un ricorso adeguato.
Una cosa è però chiara: finché esisteranno persone che uccidono animali senza senso in nome della «protezione della natura», wildbeimwild.com continuerà a denunciare questa ipocrisia. Non ci lasceremo intimidire né ridurre al silenzio, tanto meno da cacciatori ricreativi offesi con l'ego ferito che si sentono lesi nel loro onore, né dal sistema giudiziario dei Grigioni!
Il tiro nel proprio piede
Quello che era iniziato come un tentativo di mettere a tacere un critico si è trasformato in un boomerang. Il pubblico constata ancora una volta quanto rapidamente la lobby della caccia ricorra alle armi quando qualcuno dice la verità.
Chi uccide animali deve saper sopportare le critiche. Chi si vanta del sangue deve convivere con la contraddizione. E chi, dieci anni dopo, si indigna ancora, dovrebbe forse cacciare di meno e riflettere di più, invece di pubblicare su Facebook foto di trofei e foto di bambini per il grande pubblico. Se un soldato o un agente di polizia pubblicasse sorridendo simili foto di trofei con le proprie vittime, verrebbe congedato senza onore e inviato in una clinica psichiatrica.
Il rapporto di gestione ufficiale mostra che il ministero pubblico dei Grigioni è sottoposto a un notevole carico di lavoro (ad es. numerosi decreti penali, molte pratiche pendenti). Questo sovraccarico strutturale, unito a singoli procedimenti critici, lascia intendere che i problemi strutturali non siano affatto casuali.
Continua …
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